kaaba Naftali Bennett

Bush MERKEL Rothschild ] io darò un solo sganassone al vostro SATANA SpA, che 40 miliardi di demoni, e 80 miliardi di anime maledette e dannate: come voi, impiegheranno almeno 100 anni, per rimettere insieme tutti i pezzettini del suo scheletro marcio puzzle.
Bush Satana Rothschild ] perché ti lamenti contro di me? 1. io non sono nel tuo libro paga! 2. E certamente, uccidere tutti i musulmani del mondo? QUESTO NON FARà DI ME UN UOMO FELICE, LOL. olo: lol, ALMENO FINCHé IO NON TI AVRò UCCISO!
in effetti anche in tutta la LEGA ARABA SHARIA, come in Corea del Nord, la deliquenza non esite: IL TERRORE! PERCHé LORO NON HANNO METODI RIEDUCATIVI! E LA DIFFERENZA DEL MIO REGNO UNIVERSALE: è CHE, NEANCHE CON ME, PUò ESISTE DELINQUENZA E QUESTO A A MOTIVO DEL MIO PIù ALTO LIVELLO DI GIUSTIZIA: L'AMORE! IL CAIRO, 21 DIC - L'Isis a Sirte, in Libia, ha pubblicato sul web un nuovo video di propaganda in cui mostra la sua polizia islamica che pattuglia la città. Allineati e incappucciati, con indosso mitra ed una divisa grigio scura i 'poliziotti' ricevono gli ordini da un comandante. "Il vostro ruolo è di rendere sicuri i musulmani ed il loro onore voi siete quelli che combattono al fronte contro l'ingiustizia e la corruzione. Il tasso di criminalità a Sirte è pari a zero e questa città è la più sicura al mondo"
revenge Yitzhak Kaduri
SALMAN MY BROTHER ] se invece di metterti a fottere le bambine, di nove anni, come quell'animale del tuo falso profeta Maometto, tu avessi studiato il profeta Daniele, poi, tu avresti capito che la creta non si può mai fondere con il ferro: ecco perché il tuo gigante Golia cazzone Bush di Nuovo Ordine Mondiale: il GUFO BAAL ALLAH MARDUK JaBullOn: deve venire giù: inevitabilmente, con un grande tonfo boato: comunque! ed anche se nel Mondo, io fossi unico e solo? Questo non vuol dire che la mia fede potrebbe risultare perdente! IO VINCERò! perché Dio JHWH può ricominciare il genere umano, tutto da solo, anche senza di me: se volesse! e lui deve essere veramente un SANTO, dato che non si è ancora stancato di tutti noi!
revenge Yitzhak Kaduri
SALMAN MY BROTHER ] lol. dopotutto i satanisti massoni non potranno mai diventare i miei complici, o miei alleati soltanto perché hanno ubbidito a me: ed hanno distrutto la LEGA ARABA, invece di distruggere CINA RUSSIA INDIA; BRASILE, ecc.. come era nei loro progetti iniziali!
revenge Yitzhak Kaduri
SALMAN MY BROTHER ] nessuno, per VERO amore di Satana, più dei satanisti ROTHSCHILD BUSH E KERRY, può essere interessato a studiare i segreti della mia TEOLogia METAFISICA RAZIONALE. COSì ANCHE LORO SI PREPARANO A MORIRE ED A SCENDERE ALL'INFERNO, INSIEME A TE, CONSAPEVOLMENTE!
revenge Yitzhak Kaduri
ANCHE MUSSOLINI COME MAOMETTO IL POLIGAMO: HANNO ENTRAMBI LEGALIZZATO LA PROSTITUZIONE, due studentesse musulmane: una libanese, ed una tunisina, entrambe, molto ipocrite, anche, se formalmente religiosamente islamiche ferventi, cioè, queste musulmane giustificavano, alla studentessa italiana: convivente: nello stesso appartamento: cioè nei loro discorsi, di fatto: legalizzavano l'adulterio occidentale, attraverso la ragionevolezza della loro poligamia! MENTRE TUTTI SANNO CHE LA LUSSURIA COLPEVOLE, è UN DEMONE DA COMBATTERE E NON DA RAZIONALIZZARE COERCITIVAMENTE IN UN MATRIMONIO BLASFEMO!
revenge Yitzhak Kaduri
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Ezechiele 45:9 [ stop signoraggio bancario ] 9. Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. 10. Abbiate bilance giuste, efa giusto, bat giusto. [ stop signoraggio bancario, poi, questo avverrà ] Ezechiele 37. 1. La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. 2. E mi fece passare presso d'esse, tutt'attorno; ed ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. 3. E mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa potrebbero esse rivivere?" E io risposi: "Oh Signore, oh Eterno, tu il sai". 4. Ed egli mi disse: "Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno! 5. Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; 6. e metterò su voi dei muscoli, farò nascere su voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono l'Eterno". 7. E io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece rumore; ed ecco un movimento, e le ossa s'accostarono le une alle altre. 8. Io guardai, ed ecco venir su d'esse de' muscoli, crescervi della carne, e la pelle ricoprirle; ma, non c'era in esse spirito alcuno. 9. Allora egli mi disse: "Profetizza allo Spirito SANTO, profetizza, figliuol d'uomo, e di' allo Spirito SANTO: Così parla il Signore, l'Eterno: Vieni dai quattro venti o SANTO Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!" 10. E io profetizzai, com'egli m'aveva comandato; e lo SANTO Spirito entrò in essi, e tornarono alla vita, e si rizzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo. 11. Ed egli mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa, sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: Le nostra ossa sono secche, la nostra speranza e perita, noi siam perduti! 12. Perciò, profetizza e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. 13. E voi conoscerete che io sono l'Eterno, quando aprirò i vostri sepolcri, e vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! 14. E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato, e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno".

PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Ezechiele 45:15. E la Parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: 16. "E tu, figlio d'uomo, prenditi un pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuda, e per i figliuoli d'Israele, che sono associati". Poi prenditi un altro pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuseppe, bastone d'Efraim e di tutta la casa d'Israele, che gli è associata". 17. Poi accostali l'un all'altro per farne un solo pezzo di legno, in modo che, siano uniti nella tua mano. 18. E quando i figliuoli del tuo popolo ti parleranno e ti diranno: Non ci spiegherai tu che cosa vuoi dire con queste cose? 19. tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe, ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. 20. E i legni sui quali tu avrai scritto, li terrai in mano tua, sotto i loro occhi. 21. E di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò i figliuoli d'Israele, di fra le nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; 22. e farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d'Israele; un solo re sarà re di tutti loro; e non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. 23. E non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni, né colle loro numerose trasgressioni; io trarrò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, e li purificherò, essi saranno mio popolo, e io sarò loro Dio. 24. Il mio servo Davide sarà re sopra loro, ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, e le metteranno in pratica; 25. e abiteranno nel paese che, io detti al mio servo Giacobbe, e dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli in perpetuo; e il mio servo Davide sarà loro principe, in perpetuo. 26. E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; 27. la mia dimora sarà presso di loro, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 28. E le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi.
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20.12.2015 ] SIATE TUTTI STRAMALEDETTI! NON è POSSIBILE VINCERE LA GUERRA MONDIALE DI SATANA COMPRANDO, COMMERCIANDO, IL DENARO DA SATANA! .. è CHIARO: VOI INVECE DI CORREGGERE, EDUCARE, LA LEGA ARABA: VOI AVETE DECISO, DI UCCIDERLI TUTTI I MAOMETTANI NAZISTI, DI PUGNALARLI TUTTI ALLE SPALLE, PROPRIO COSì COME IO VI HO ORDINATO DI FARE! PROPRIO COSì COME è GIUSTO di FARE! [ Russia, Mosca pronta a entrare nella top ten dei contributori del Fmi. Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un “passo cruciale” per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Quattro paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Russia) saranno tra i 10 più grandi contributori del Fmi — si legge nella comunicazione del Fmi. — I paesi europei avanzati si sono impegnati a ridurre la loro rappresentanza nel Consiglio combinando da due posti". Il direttore Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un "passo cruciale" per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Un Fmi più rappresentativo e moderno sarà ancora meglio attrezzata per soddisfare le esigenze di tutti i suoi 188 paesi membri nel 21esimo secolo", ha sottolineato Lagarde. Gli altri membri della top ten sono Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Francia, Germania e Italia: http://it.sputniknews.com/economia/20151220/1760772/russia-top-ten-contributori-fmi.html#ixzz3uvhRf37p
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a questi nazisti MERKEL Pravy Sector sono giunti i soldi dei satanisti massoni della CIA NATO, e quindi devono far vedere che sono stati soldi spesi bene! 20 Dicembre. Donbass, filorussi denunciano bombardamenti forze ucraine a Donetsk e Spartak: http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3uvg65TAS QUELLO CHE I POPOLI PENSANO E VOGLIONO: è SOLTANTO UNA INUTILE TEORIA PER IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD BILDENBERG!
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il sistema dei massoni, ormai manipola le elezioni, e perverte, ANCHE, i dati elettorali, non è possibile statisticamente, che, guarda caso, i complici dei banchieri abbiano il 50,1% del consenso elettorale [ IN QUESTO MODO, CI PORTERANNO ALLA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO LA RUSSIA, CONTRO IL NOSTRO CONSENSO! ] MADRID, 20 DIC - Mariano Rajoy porta il suo partito popolare a vincere le elezioni politiche spagnole, anche se con una percentuale, il 28,3 che lo costringerà a cercare alleanze per governare. Alle sue spalle il Partito socialista resiste al secondo posto con il 22,5,1
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nel sistema massonico: voi potete fare, soltanto, quella "MALA MORTE CHE VI PORTERà ALL'INFERNO!" QUESTI HILLARY OBAMA GENDER VELTRONI DALEMA RENZI, ZAPATERO, KERRY, sono i massoni delle Banche CENTRALI SpA, che, fare del loro meglio è che: possono portare tutto al Grande Fratello SATANA SpA NWO, ed il fatto che, hanno dei successi economici grazie al falso in bilancio delle SPA FMi FED, questo non deve ingannare gli stupidi, perché è sempre una: "miglioria della morte", un piccolo miglioramento transitorio prima del collasso, per tutto il popolo della schiavi, una illusoria bolla economica, che svanisce subito, quando vanno forze non gradite alla SpA Banca Centrale Mondiale!
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Hillary è soltanto, un altro anticristo di Obama bis, REGIA HOLLYWOOD ENLIGHTENED! IL MALE CHE QUESTI CORROTTI IPOCRITI E BUGIARDI, POSSONO FARE AL GENERE UMANO: è UN MALE ASSOLUTO E SENZA RIMEDIO! LEI HA GIà DATO IL SUO ANO SODOMA GENDER A SATANA, PER POTER ESSERE UNA PERSONA CREDIBILE! Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l'immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che "sta distrugendo l'economia e la vita di milioni di americani". Lei controbatte sostenendo la necessita' di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa piu' forte di Hillary: piu' tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media. "Non lo faro' mai, e' fuori discussione", giura. Ricorrendo per i saluti finali (mostrando il suo lato piu' spiritoso) a una delle citazioni che hanno fatto la storia del cinema, tratta da Guerre Stellari: "Che la forza sia con voi".
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KING SALMAN SAUDI ARABIA ] oggi ISRAELE è un impiccione! [ è logico pensare: che, tutti coloro che, si oppongono al REGNO di: 12 TRIBù di ISRAELE, CIOè SI OPPONGONO AL SIONISMO, poi, attenderanno, un momento di debolezza di ISRAELE, per distruggerlo, perché, in Realtà: ISRAELE è sempre una minaccia per ogni visione totalitaria, e per ogni ideologia totalizzante, in tutto il mondo! ISRAELIANI NON COMBATTERANNO PER IL BENESSERE ALTRUI, MA, LO DENUNCERANNO, almeno al 39%, IL CRIMINE DI VIOLAZIONE DEL LIBERO ARBITRIO, E QUESTO è UN PERICOLO TROPPO GRANDE PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE MASSONICO USUROCRATICO ISLAMICO, ECC... UNA MINACCIA PER OGNI SISTEMA TOTALITARIO!
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KING SALMAN SAUDI ARABIA ] [ dubito che JHWH holy, abbia deciso di REALIZZARE LE SUE PROFEZIE circa il Regno di ISRALE, cioè, di distruggere la LEGA ARABA e USA, e distruggere, cioè, tutti i nemici di ISRAELE, per dire: "OK, dei satanisti massoni, usurai mondiali Rothschild, falsa stella Rothschild sulla bandiera, magia nera esoterismo Kabbalah, e Talmud satanico: culto Hitler contro genere umano goym: sacrifici umani di goym, usura mondiale contro i goym, tutto questo è buono per me: perché, in realtà io sono Satana!" COSì, io in questa realtà, di sistema massonico, io credo, che, IO VINCERò LA MIA SCOMMESSA CONTRO DIO JHWH, ED IL GENERE UMANO DURERà SOLTANTO 250 ANNI, INVECE DI 350 ANNI. PERCHé, NESSUNO DEVE CREDERE, COME UNO STUPIDO, che io sono interessato personalmente a diventare Re di ISRAELE, Unius REI sul mondo! così, voi i massoni, voi avete deciso di fare di tutto, affinché, il GENERE umano, possa diventare, come una sola Siria, fino alla fine del mondo! INFATTI FARISEI E SALAFITI PENSANO ENTRAMBI: "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" SOLTANTO CHE, ARRIVERà IL MOMENTO, sicuramente, CHE I FARISEI UCCIDERANNO anche i SALAFITI.
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MY ISRAEL ALLELUIA ] Alzati, Gerusalemme, e rivestiti di luce“ ecco viene da te, la tua luce, la Gloria del Signore brilla su te, alleluia, alleluia (Is 55-66) a questo canto, in Chiesa, io ho pianto per te ( anche se ho cercato di non farmi notare da nessuno in questa mia debolezza ), cioè, a motivo della mia forte emozione per te: io ho pianto, e questo sarebbe successo ugualmente in una Moschea o in una Sinagoga, ecc. perché, la mia comunione è sempre e soltanto con lo Spirito Santo. io amo i salmi interpretati con il canto. [ ALLELUIA ] Anche se, è stato profetizzato, il sacrificio del mattino e della sera, io non sopporto la sofferenza degli innocenti, nessuna creatura innocente deve soffrire alla mia presenza, perché questo mi farebbe diventare violento, quindi durante il tempo del mio regno terreno, io dichiarerò salvifica, la lode, e così come io ho deciso in terra così sarà fatto in cielo!
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coloro che faranno tutto quello che io voglio? io li farò avvicinare a me, e LO SPIRITO SANTO, LI PERDONERà, non farà a loro del male. IO SONO LA PIENEZZA DI TUTTI I DIRITTI UMANI, MA IO NON SONO LA DEMOCRAZIA, IO SONO LA FORMA UMANA PIù ALTA DI GIUSTIZIA, CHE SIA MAI COMPARSA IN TUTTA LA STORIA DEGLI UOMINI, IO SONO LA MONARCHA ASSOLUTA TEOCRATICA LAICA UMANISTICA E METAFISICA! MA, OGGI, PURTROPPO, PIANGE IL MIO POPOLO OPPRESSO IN BABILONIA USA! [ PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Salmo: 80. Preghiera per la rinascita di Israele ] Al maestro del coro. Su «Giglio del precetto». 2. Tu, pastore d'Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi, 3. davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. 4. Rialzaci, Signore, nostro Dio, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 5. Signore, Dio degli eserciti, fino a quando fremerai di sdegno contro le preghiere del tuo popolo? 6. Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza. 7. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, e i nostri nemici ridono di noi. 8. Rialzaci, Dio degli eserciti, fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. 15. Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, 16. proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato. 17. Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero, periranno alla minaccia del tuo volto. 18. Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, UNIUS REI, sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte. 19. Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. 20. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
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PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Michea 5:2-4. 2. Perciò, Dio li metterà in potere altrui, fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. 3. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande, fino agli estremi confini della terra. 4 . e tale sarà la pace: EGLI STESSO SARà LA PACE!
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ECCO COME LEGA ARABA, CIA E LA NATO: LORO PORTANO GUERRA CIVILE DISTRUZIONE PREDAZIONE E MORTE NELLE NAZIONI! Cremlino paragona la destabilizzazione della Siria con la rivoluzione di Maidan in Ucraina [ PER I FARISEI MASSONI SALAFITI QUESTA STRATEGIA DI TERRORISMO, LA CHIAMANO "GEOPOLITICA" "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" ] 20.12.2015. In Medio Oriente e Nord Africa sono state ampiamente impiegate le tecnologie per la destabilizzazione delle masse simili a quelle utilizzate in Ucraina 2 anni fa, ha rilevato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha segnalato la somiglianza delle tecnologie di destabilizzazione delle masse impiegate in Ucraina 2 anni fa con quelle utilizzate in Medio Oriente e Nord Africa nell'ultimo periodo. Secondo Peskov, si tratta dell'incitamento delle masse al cambiamento violento del regime. "Ecco i punti rossi di queste tecnologie, che si manifestano sempre allo stesso modo. Certamente per molti aspetti quello che abbiamo visto in Ucraina 2 anni fa ha ovviamente molte caratteristiche simili a quello che abbiamo visto in Medio Oriente e Nord Africa,"- ha detto Peskov nel documentario di Saida Medvedeva "Ordine Mondiale" in diretta su "Rossiya 1". http://it.sputniknews.com/politica/20151220/1761466/Siria-Libia-Peskov.html#ixzz3utJqhDlV
revenge Yitzhak Kaduri
quale islamico io lascerò vivere in Siria, ecc.. ecc.. e IN ARABIA SAUDITA? IO SONO LA LEGGE DEL TAGLIONE! GAZA, 20 DIC - Hamas ha condannato la uccisione di Samir Kantar, il miliziano druso-libanese colpito a Damasco in un attacco attribuito ad Israele dai media libanesi. ''Si tratta di un crimine odioso'' ha affermato Hamas, in un messaggio twitter.
per ONU sharia, BILDENBERG IL NAZISTA MASSONE COMUNISTA, e LEGA ARABA MECCA KAABA: non esiste nel Genere Umano un diritto alla autodifesa! ] [ L'uccisione del comandante di Hezbollah Samir Kantar nei pressi di Damasco - addossata dal gruppo scita libanese ad un raid di stamattina dell'aviazione israeliana non confermato dallo stato ebraico - ha innescato in serata lampi di guerra al confine tra Israele e Libano. Dopo tre razzi sparati nel pomeriggio dal Libano meridionale verso Galilea, e in particolare la città di Nahariya (ad un passo dalla frontiera), aerei israeliani - secondo media arabi, ripresi dalla tv Canale 10 - hanno colpito nel Libano meridionale le postazioni dalle quali erano partiti i tre razzi. L'uccisione di Kantar è avvenuta, secondo gli stessi Hezbollah, in un edificio di un sobborgo di Damasco: "aerei sionisti - hanno detto in una nota, citata dai media - hanno colpito un palazzo residenziale in Jaramana. Il decano dei detenuti liberati dalle prigioni di Israele, il fratello Mujahid Samir Kantar ha avuto il martirio insieme ad altri cittadini siriani". E su twitter Bassam Kantar, fratello di Samir, ha commemorato come "martire" il congiunto. Dopo la notizia, il ministro israeliano dell'energia Yuval Steinitz si è limitato a dire che se il fatto era vero certo non si sarebbe rattristato. Kantar, un druso libanese, aveva scontato circa 30 anni nelle carceri israeliane da dove era stato liberato nel 2008 in cambio dei corpi dei due soldati Eldad Regev e Ehud Goldwasser, rapiti dagli Hezbollah in un'operazione al confine che dette la miccia alla Seconda Guerra del Libano. Il suo nome era legato ad un attentato particolarmente cruento avvenuto 36 anni fa a Nahariya e rimasto nella memoria degli israeliani: nell'aprile del 1979 Kantar, che allora aveva appena 16 anni, sbarcò dal mare con un commando del Fronte della liberazione della Palestina nella cittadina Nahariya. Prima uccise il poliziotto Eliyahu Shahar, poi prese in ostaggio da una casa Danny Haran e la figlia Einat di 4 anni trascinandoli sulla spiaggia. Secondo l'accusa - che lo condannò a lunghe pene detentive - Kantar uccise Haran e fracassò il cranio della figlia Einat con il calcio del fucile, e infine venne catturato. Il miliziano sostenne di non aver ucciso Einat Haran, colpita invece secondo la sua tesi durante il conflitto a fuoco. Nel rapimento morì anche l'altra figlia di Haran, Yael soffocata inavvertitamente dalla madre Smadar per impedirle di piangere e rivelare così dove erano nascoste durante l'irruzione di Kantar. La signora Smadar ha detto che "una giustizia storica è stata compiuta". E Yoram Shahar, fratello del poliziotto ucciso, ha detto "di non avere dubbi che le forze di sicurezza israeliane l'avrebbero raggiunto. Sapevo che stava vivendo giorni contati". Hamas da Gaza invece ha definito via twitter l'uccisione del druso libanese "un crimine odioso".
la dovete smettere di chiamare "martire chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire". Israeli Air Force Reportedly Eliminates Mass-Murderer Samir Kuntar.
The elimination of Hezbollah commander Samir Kuntar in an Israeli Air Force airstrike has been hailed by Israelis from across the political spectrum Sunday. Kuntar was widely reviled in Israel for his role in a 1979 terrorist attack by the now-defunct Palestine Liberation Front, during which terrorists kidnapped an Israeli father and his four-year-old daughter from Nahariya and then brutally executed them on a nearby beach. Kuntar himself beat the young girl to death with the butt of his rifle; her two-year-old sister was accidentally smothered to death by their terrified mother as she stifled her cries to prevent them from being discovered. He was released after serving nearly 30 years of a 47-year sentence in a 2008 prisoner swap with Hezbollah, and was immediately feted as a hero by the Shia Islamist terror group and appointed one of its commanders. He was reportedly targeted in a previous airstrike but emerged unscathed. Israeli jets finally found their target on Saturday night, obliterating a building near Damascus where he had been living with a number of other Hezbollah commanders.
But Israelis aren't the only ones celebrating Kuntar's elimination. In an illustration of the political complexities evoked by Syria's civil war, many members of the predominantly Sunni Muslim Syrian opposition took to social media in the aftermath of the strike to thank the Jewish state for taking him out. Hezbollah has played a key - and brutal - role in propping up the regime of Bashar al-Assad at the behest of Iran, making it a subject of intense hatred for most Sunni Muslims, many of whom previously supported the group for its battle against Israel. A Lebanese Druze by birth, after his release Kuntar was lionized and even granted honorary awards by Syrian dictator Bashar al-Assad himself, as well as Hezbollah and the Iranian government, who highlighted his status as the longest-serving prisoner to be freed in such an exchange with Israel. Yet despite his enormous symbolic value to Iran's so-called "axis of resistance" Kuntar was, in operational terms, a relatively unimportant player inside Lebanon. In recent years, however, Hezbollah sought to use his links to the Druze community to further its goals in Syria, deploying him to the war-torn country's southern provinces to encourage (with ample funds) Syrian Druze to join the pro-Assad National Defense Force paramilitary. By all accounts he failed in his task; though fearful of the Islamist-dominated Syrian rebel movement, Syria's Druze population grew quickly disenfranchised with the Assad regime as well. While the regime was eager to recruit young Druze men to deploy in government strongholds elsewhere in the country, Damascus essentially abandoned the strategically-unimportant Druze heartlands to their fate. Anti-regime protests by disgruntled Druze have been met with bloody regime retribution.
Source: Arutz Sheva
20.12.2015. Putin: Occidente non ha diritto di imporre agli altri Paesi la sua idea di democrazia. MA QUELLA DEMONOCRAZIA è UNA TRUFFA MASSONICA E BANCARIA è ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE, QUANTO A ME UNIUS REI, IO HO Gà DICHIARATO GUERRA A TUTTE LE NAZIONI CHE NON RISPETTANO I DIRITTI UMANI UNIVERSALI SOLENNI, di: ONU 1949: e vi accorgerete di questo! io non faccio sconti a nessuno! http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3utGO5sJr
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Praticamente in Siria chi vuole, si sveglia la mattina e inizia a FARE ATTENTATI, MANDARE TERRORISTI ISLAMICI: E NATO E LEGA ARABA HANNO MANDATO AL NURSA, A FARE GENOCIDI, CROCIFISSIONI DI BAMBINI, RAGAZZI, STUPRO E SGOZZAMENTI DI RAGAZZE, E A FARE I CANNIBALi CHE LA TESTA DI UN UOMO VALE UN EURO: E SI MANGIANO ANCHE IL CERVELLO! NEL SENSO CHE REGALANO E SI NUTRONO SISTEMATICAMENTE DI CARNE UMANA NELLA MACELLERIA: OVVIAMENTE, C'è UNA FATWA SAUDITA CHE CONSENTE LORO DI FARE I CANNIBALI! INOLTRE TUTTI LORO SONO TERRORISTI MODERATI, LA OPPOSIZIONE CON CUI ASSAD DOVREBBE TRATTARE! TURCHIA E ARABIA SAUDITA HANNO AGGREDITO LA SIRIA E IRAQ: senza nemmeno dichiarare guerra al governo ufficiale. La trattano come terra di nessuno ma così non è. Anni di civiltà e diritto internazionale SONO ANDATI distrutti in un attimo, PER COLPA DI ONU E CIA cioè, da noi occidentali in primis: PROPRIO LI, DOVE LA CIVILTà OCCIDENTALE è NATA: ECCO PERCHé OCCIDENTE è Merkel Pravy Sector,Blldenberg, sono soltanto un ANTICRISTO MASSoNE FARISEO SATANISTA. qUINDI SE, VOI VOLETE INCONTRARE I VERI CRISTIANI? VOI DOVETE ANDARE IN CINA, CHE QUESTO è IL VERO MOTIVO PER CUI HANNO DECISO DI DISTRUGGERE LA CINA, ED è anche, IL VERO MOTIVO PER CUI Io LA PROTEGGERò!
revenge Yitzhak Kaduri
conosco un proverbio che dice: "non sempre ride la moglie dell'islamico terrorista SHARIA!" .. e quando questo millantato Osservatorio siriano per i diritti umani, quando i suoi islamici profanavano Chiese, Moschee, e mettevano cristiani, sciiti, ecc.. ecc.. nelle fosse comuni, lui dove era? in Arabia Saudita alla MECCA Kaaba? ORA è IL LORO MOMENTO DI MORIRE! GIRATE LA TESTA E NON GUARDATE: IO NON SONO UN BUGIARDO COME OBAMA E ERDOGAN! ] [ 20 DIC - Un attacco russo sulla città di Idlib, nella Siria nordoccidentale, ha provocato la morte di 36 persone e il ferimento di molti altri. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo testimoni citati dalla Bbc, tra i luoghi colpiti figurano un mercato delle case e edifici pubblici. La Russia, che ha cominciato una campagna aerea sulla Siria il 30 settembre diretta contro l'Isis ed altri "terroristi", non ha confermato di aver compiuto attacchi nella zona.
revenge Yitzhak Kaduri
soltanto TRUMP potrebbe fermare a guerra mondiale che Rothschild ha ordinato a CIA e NATO di realizzare al più presto e ad ogni costo! NEW YORK, 20 DIC - "Nessuno ha dimostrato che abbia ucciso qualcuno". Cosi' Donald Trump torna a difendere il presidente russo, Vladimir Putin, dopo i complimenti espressi dal leader nei suoi confronti. Secondo il tycoon, riferiscono i media Usa, non ci sono prove che il presidente abbia fatto uccidere i suoi oppositori politici o giornalisti.
revenge Yitzhak Kaduri
se, voi date un biglietto: a tutti i cristiani dl Pakistan? fuggirebbero tutti! in Pakistan i cristiani sono schiavi dhimmi, che, devono morire disperati! la storia di questi assassini Erdogan e Salman? è una storia che deve essere risolta prima della guerra mondiale nucleare, non possiamo ucciderci tra di noi appassionamente, mentre loro, gli islamici del genocidio sharia, maniaci psicopatici: tutti criminali paranoici pedopornografici poligami sgozzatori: sono ancora vivi! KABUL, 20 DIC - Solo nel 2015 il conflitto in corso in Afghanistan ha creato 1,2 milioni di profughi interni. Lo ha reso noto a Kabul la Commissione indipendente per i diritti umani afghana (Aihrc), sottolineando che la principale ragione di questo fenomeno è la mancanza di sicurezza.La presidentessa dell'Aihrc, Sima Samar,ha detto che "le statistiche del 2015 mostrano che un totale di 1.257.552 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case,il che significa un incremento del 5% rispetto al 2009".
revenge Yitzhak Kaduri
Russia si meravigliò molto che Turchia avesse tradito Servizi segreti Israeliani in IRAN, così Iran arrestò facilmente le spie di Israele! ] LEGA ARABA SHARIA, è un solo doppio gioco, alto tradimento MECCA KAABA [ ISLAMICI LAVORANO SEMPRE IN PROPRIO! VI PUGNALERANNO TUTTI ALLE SPALLE!
revenge Yitzhak Kaduri
VELTRONI PRODI DALEMA: massoni di merda: anticristo Merkel Mogherini ] il vostro satanico Enlightened Spa Banche Centrali: NWO ha creato: OCI ONU Salafiti waabiti, islamici sharia genocidio, Mecca Kaaba: tutti ONU senza reciprocità e senza diritti umani! riesumandoli dall'inferno il vostro caro NWO vi ha condannati a morte! il vostro NWO se li può, e se li deve rimangiare: allora! LA PECORA che tu sei, NON PUò FARE L'ALLEATO DEL LUPO sharia, questo non è un gioco leale, certo la tua pecora porco Darwin GENDER scimmia: morirà!
revenge Yitzhak Kaduri
Obama Satana SpA NWO FED è uno spastico! NON RIESCE MAI A METTERE UN PASSO AVANTI A ME!
revenge Yitzhak Kaduri
se, voi non intronizzate Unius REI, in ISRAELE regno 12 Tribù: e su tutte le Nazioni del mondo, non soltanto, voi vi farete questa guerra mondiale nucleare Erdogan SALMAN sharia Mecca Kaaba il falso profeta, ma, come dice il libro di Apocalisse, presto vedrete le statue parlare (A.I. biologia sintetica: magia nera: demoni alieni) per fare mettere a morte tutti i traditori del Nuovo Ordine Mondiale!
revenge Yitzhak Kaduri
ed adesso veniamo ad un aspetto veramente inquietante! WINDOWS10 è un delitto contro tutto il genere umano, perché, è un sistema tecnologico a disposizione del Nuovo Ordine Mondiale ed annulla completamente ogni concetto di privacy! il Responsabile di un CONSORZIO mi ha detto che, windows10 si è installato nel suo computer senza il suo consenso! E VOI NON DOVETE DIRE A WINDOWS: "PERCHé TU NON SEI MORTO PER TUTELARE LA NOSTRA PRIVACY?", PERCHé CON UNA PRIVATA SPA, banche centrali spa, PROPRIETà ROTHSCHILD SPA FONDO MONETARIO? POI, OGNI CORRUZIONE DI SISTEMI POLITICI ED ECONOMICI è UNA CORRUZIONE SISTEMICA IMPOSSIBILE DA VINCERE!
revenge Yitzhak Kaduri
ALIENI DISCHI VOLANTI SONO DEMONI! quindi la loro componente invisibile è pari al 999%! Presiedono alla tecnologia delle telecomunicazioni, ecco perché i sacerdoti di satana della CIA, ti possono vedere anche al buio, nella tua camera da letto sotto le lenzuola, perché i tuoi sensi sono dei trasponder per loro, da questo punto di vista, la intuizione di ISIS di rimuovere la parabole satellitari è una precauzione patetica! l'unica difesa che abbiamo contro gli USA è la SANTITà: cioè rispettare con timore la LEGGE della torà!
revenge Yitzhak Kaduri
1. Bibbia GENESI, PARADISO TERRESTRE: RAPPORTO INTIMO DI AMICIZIA CON DIO! è IN CONTRAPPOSIZIONE A: 2. SUDDITANZA AL DIO GUFO MARDUK EPOPEA BABILONESE: TORRE DI BABELE BAAL JABULLON: questo è il Corano Talmudico: QUESTI, sono due sistemi idologici incompatibili! Ecco perché con la Creazione dell'uomo e il suo SUCCESSIVO: tradimento peccato originale: la guerra di civiltà non potrà mai terminare! CAINO ROTHSCHILD, CERCHERà SEMPRE DI UCCIDERE ABELE ISRAELE, SE ABELE NON SAPRà ESSERE PIù VELOCE DI LUI!
revenge Yitzhak Kaduri
quello che mi piace dei sacerdoti cannibali di satana come Bush Rothschild Obama e Kerry, farisei e loro salafiti, è CHE LORO CREDONO NELL'INFERNO, POI, CREDONO IN ME, E POI, CREDONO male, nella loro pervertita MERDA RELIGIOSA: il talmud coranico, ecco perché Obama è caduto in depressione cronica!
revenge Yitzhak Kaduri
Putin ha detto: "non abbiamo nessun problema a collaborare sia con USA che con Assad in Siria". REALLY? ma, USA vanno in Pakistan e bombardano un ospedale di medici senza frontiere, vanno in Siria ed uccidono l'esercito siriano, POI, vanno in Iraq ed uccidono l'esercito iracheno! CHE UCCIDONO, ANCHE, QUALChE ISLAMICO ISIS? QUESTO NON è SIGNIFICATIVO, JIHADISTI SONO ANDATI LI PER MORIRE E REALIZZARE IL CALIFFATO SAUDITA TURCO MONDIALE, POI, loro credono di andare il Paradiso ma si sveglieranno all'inferno, insieme a tutti voi!!
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TEL AVIV, 17 DIC. IO MANDERò MIEI MISSILI BALISTICI, SU TUTTA A LEGA ARABA SHARIA PER QUESTA AGRESSIONE! Un razzo SHARIA lanciato da Gaza è caduto in un'area aperta del sud di Israele dove poco prima sono risuonate le sirene di allarme. Lo dice il portavoce militare israeliano secondo cui non sono segnalate vittime.
die SAUDI ARABIA
my ISRAEL ] 4/4 una aberrazione religiosa! [ per tutti i satanisti sistema massonico, e per tutti i satanismi islamici sharia, del falso profeta Maometto: la equazione è istintiva: "distruggere il Regno di ISRAELE, attraverso, una falsa democrazia massonica di ISRAELE: un piccolo buco di culo, continuamente stuprato dai sodomiti GENDER europei, equivale anche a distruggere efficacemene tutti gli scopi di Dio nostro CREATORE nel Mondo intero!
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LA RUSSIA HA SUBITO LE SANZIONI PERCHé LA CIA HA FATTO UN GOLPE, E LA NATO HA FATTO UN POGROM CONTRO I RUSSOFONI: ATTRAVERSO, I PRAVY SECTOR DELLA MERKEL! 21.12.2015. La decisione di estendere le sanzioni contro la Russia senza tener conto delle opinioni di alcuni Paesi è emblematica del livello di democrazia nell'Unione Europea, ha scritto in un articolo per il quotidiano "Izvestia" il presidente della Duma Sergey Naryshkin.
Le sanzioni contro la Russia sono umilianti e senza logica per l'Unione Europea, ha scritto in un articolo per il giornale russo "Izvestia" il presidente della Duma Sergey Naryshkin. In precedenza il Consiglio dei rappresentanti permanenti dei Paesi della UE (Coreper) aveva approvato la proroga delle sanzioni contro la Russia per altri 6 mesi. "Gli approcci di Bruxelles (come supervisore dell'intero progetto di Washington) nei confronti della Russia si reggono con una serie di errori strategici. L'idea di parlare con noi nella lingua delle sanzioni illegali è senza logica ed ovviamente umiliante per la diplomazia europea," — si legge nell'articolo. Nel suo pezzo Naryshkin osserva contemporaneamente che le sanzioni si introducono ed estendono in nome dei popoli senza che gli stessi si siano espressi in merito, "anche se il peso delle conseguenze economiche grava ancora una volta proprio sulla gente." "La stessa modalità di applicare tali decisioni senza discussione descrive chiaramente il livello di democrazia in Europa", — evidenzia Naryshkin: http://it.sputniknews.com/politica/20151221/1764649/Naryshkin-Duma-Diplomazia-USA-Sudditanza-Democrazia-Ucraina.html#ixzz3uxf4QT2T
21.12.2015. L'aver legato le sanzioni della UE contro Mosca alla risoluzione del conflitto nella parte sud-orientale dell'Ucraina (Donbass) è artificioso e senza fondamento, in questa decisione è palese l'assenza di logica di Bruxelles, hanno dichiarato al ministero degli Esteri russo. "Mosca ha rivolto l'attenzione alla decisione del 21 dicembre della UE riguardo la proroga delle misure restrittive nei confronti della Russia. Siamo costretto ad ammettere che, invece di instaurare una cooperazione costruttiva nell'ambito delle principali sfide moderne, come il terrorismo internazionale, a Bruxelles il Consiglio d'Europa preferisce continuare a giocare miopemente alle sanzioni," — si afferma nei commenti del dicastero della diplomazia russa. "Questo conflitto non è stato fomentato dalla Russia, ma dalle attuali autorità ucraine, che hanno cercato di reprimere l'opposizione del Donbass al colpo di stato di Maidan avvenuto a Kiev nel febbraio 2014. Vale la pena ricordare che il punto di partenza delle crisi registratesi negli ultimi 2 anni in Ucraina è stata la discussione intorno all'associazione di Kiev con l'Unione Europea", — ha evidenziato il ministero degli Esteri russo. Nei commenti si sottolinea che nel comportamento della UE "si registra un'evidente mancanza di logica di Bruxelles, che sta cercando di punire la Russia per qualcosa di cui è estranea, mentre al contrario è coinvolta l'Europa stessa.": http://it.sputniknews.com/politica/20151221/1767175/Russia-Ucraina-Donbass-Minsk-Maidan.html#ixzz3uyKBrcZW
La coalizione guidata dagli Stati Uniti contro il Daesh, afferma di aver distrutto il 90 per cento della capacità di petrolio dell'organizzazione terroristica in Siria e in Iraq. Lo ha riferito la televisione irachena al-Sumaria Lunedi. Giovedì il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che obbliga tutti i paesi a lottare contro le fonti di reddito per i terroristi. Secondo la Russia, la maggior parte del petrolio illegale viene contrabbandata in Turchia e rivenduta sui mercati: http://it.sputniknews.com/mondo/20151221/1765365/Daesh-coalizione-usa-distrutto-90-capacita-petrolio.html#ixzz3uyKkZFfj
Necessità, per i parlamentari del Movimento, di "una cooperazione internazionale dalla quale una potenza come quella russa non può risultare esclusa" e di attenzione a “decisioni interpretabili come provocatorie quali la scelta d’invitare" il Montenegro a entrare nella Nato. "Promuovere e sostenere in sede europea iniziative finalizzate alla revoca del reiterato regime di sanzioni" contro la Federazione russa e "attivarsi concretamente in sede europea perché venga adottato ogni intervento necessario affinché possano essere garantite maggiori risorse utili al risarcimento delle imprese e dei produttori europei danneggiati dall'embargo russo". È quanto il Movimento 5 Stelle chiede al governo italiano in una mozione che verrà discussa oggi pomeriggio alla Camera. Prima firmataria è l'onorevole Marta Grande, membro della Commissione Affari Esteri. Il blog di Beppe Grilla riferisce di un'inchiesta di sette giornali europei del Lena (Leading European Newspaper Alliance) che svela che l'Europa, per effetto delle sanzioni verso la Russia, rischia di perdere due milioni di occupati, con 100 miliardi di euro in meno di esportazioni. In particolare, per l'Italia, l'inchiesta stima un danno sul lungo periodo di quasi 12 miliardi, con una perdita di lavoro per almeno 215mila persone. Per tali motivi, anche attraverso il blog del leader del M5S, i parlamentari chiedono al governo di rimborsare gli imprenditori italiani che hanno subito la riduzione delle esportazioni con la Russia. L'esempio che i 5 stelle fanno è la "cancellazione del contratto tra Gazprom e Saipem — per l'annullamento del progetto South Stream — con un danno stimato di circa 2,2 miliardi di dollari".  Sulla base degli ultimi avvenimenti in Medio Oriente e in Siria, al Movimento 5 stelle "risulta sempre più evidente", quindi, la necessità "di una cooperazione internazionale dalla quale una potenza come quella russa non può risultare esclusa", visto che "sta portando avanti importanti e incisive iniziative in campo politico-diplomatico unitamente a un massiccio dispiegamento di forze militari". Questo tipo di cooperazione, tuttavia, per i 5 stelle "può essere minata da decisioni interpretabili come provocatorie quali ad esempio la scelta di invitare" il Montenegro a entrare nella Nato, che "non può non alimentare una già evidenziata 'sindrome da accerchiamento' ed essere perciò interpretata come una gravissima e inaccettabile provocazione": http://it.sputniknews.com/italia/20151221/1766508/M5S-rimborso-perdite-a-causa-delle-sanzioni.html#ixzz3uyLOZnzy
The Most Despised People in the World. Dec 5 2013 | by Bill Warner. The most persecuted group in the world today is Christians. Christians in Nigeria, Egypt, Syria and other nations are murdered, raped, kidnapped, enslaved and persecuted on a daily basis. The reason for the vast majority of all of this violence is that they are Christian among Muslims. But their abuse does not stop with the violence. The perpetrators of violence are measured in the thousands, but the greatest abuse is at the hands of those who should demand that the violence stop. The silence in the face this persecution is denial and justification. The persecutors are few, but the deniers are in the billions. Christians are enjoined to care for all persecuted people, but in particular, they are to care for their own brothers and sisters. They manage to ignore the persecution by doing good works, such as care for the poor. Christians have compassion but no courage to face the enemy who kills them. In Nashville, TN (the buckle on the Bible belt) the favorite indoor sport for those who should be dealing with the enemy, Islam, is going to Family of Abraham events and bridge building dialogues where they dance to the tune of Muslims. There is no problem of meeting with Islam, but the rules of engagement are that nothing will be said that offends Islam. In the parable of the Good Samaritan, an injured man is on the side of the road. Two religious leaders pass him by on the other side of the road. They don’t harm the injured man, they just ignore him. This is the same thing that Christian leaders do at dialogues such as Family of Abraham. They meet with Muslims who adhere to a doctrine that includes killing Christians. But, the leaders will not bring up the Islamic persecution to them. The Christian leadership response to murder of their brothers and sisters is silence. They pass by on the other side of the road. Their silence is consent. But Christians are not the only deniers. Normally, Jews are quick to step forward in the area of charity and support of victims, but not so with persecuted Christians. Some of this denial may be due to a dislike of Christianity, but Jews are no quicker to help their own. If you go to thereligionofpeace.com you will find an amazing data base of jihad attacks since 9/11. The current number of attacks is in excess of 22,000 attacks. It is very instructive to parse the data and see what are the top four nations of jihad attacks. When you put the data on a per capita basis, you get the following countries: Israel, Thailand, Philippines and India. Or by religion: Jews, Buddhists, Christians and Hindus. So Jews are the victims of violence by Islam, but the Jews of America love to go to Family of Abraham events and be as silent as the Christians. But what about the most sensitive victim group – the black American? Victim-ology is the dogma of a myriad black “civil rights” groups with their high priests of race hustles such as Al Sharpton. The most persecuted Christians are in Africa. But the civil rights hustlers of America just love to hang with Muslims as their brothers. All of those dead Africans? Not a problem for African Americans. It is surprising how many Buddhists are being killed in jihad, but is it a surprise that Buddhists never talk about it? And aside from a few Hindu activists, never a word is heard from the Hindu community about their deaths by jihad. The deaths in the Philippines are Catholics and what does Pope Francis say about Islam? He says,  Faced with disconcerting episodes of violent fundamentalism, our respect for true followers of Islam should lead us to avoid hateful generalizations, for authentic Islam and the proper reading of the Koran are opposed to every form of violence. Oh, I see. Over 1400 years of Christian deaths at the hands of jihadists means that they were not true Muslims and that the 22,000 jihadic attacks since 9/11 are not authentic. The annihilation of Christianity in Turkey, Middle East and Africa is not the result of “proper reading of the Koran”. The Pope is the perfect candidate for magical thinking and idiot compassion. And notice the little hate speech riff: “avoid hateful generalizations”. Pope Francis, do you mean generalizations such as conclusions that result from reading the Koran, the Sunna, the Sharia and a 1400 year history of the murder of all kinds of Kafirs (non-Muslims)? But, in his own way, Pope Francis is the leader of all Christians. He just happens to have on more elaborate clothing as he practices denial. So, it turns out that Christians are not the most despised group of people in the world. They just happen to be the largest subgroup. The most despised group in the world is the victim of Islam. And whether it is a dead Christian congregation, a murdered apostate, a sad Muslim woman with FGM, or any other victim of jihad, no one will speak out for the victim and against the perpetrator. All leaders share in the shame of being ignorant cowards practicing idiot compassion. How is this to stop? Well, being polite won’t help, because if polite worked, the problem would be solved. The key to our response is that we have the high moral ground. We must oppose the oppressor, Islam, and stand with the oppressed – Christians, Jews, Hindus, Buddhists and all others who are oppressed by jihad. Our opponents, the deniers, support the oppressor, Islam, and ignore and suppress the fate of the victims. The deniers are evil, period. If you are a Christian, get some allies, and come up with a program about the persecuted church. The program could be bringing in some persecuted Christians, such as Copts, to speak to Sunday school classes or doing a long term study of the Armenian holocaust in 20th century Turkey. When you go to leadership, do not ask permission or make a request. Make demands and if those demands are not met, then some form of protest inside your church must be launched. Stand up at services and protest, hand out brochures, do whatever it takes until “leadership” agrees to not pass by on the other side of the road and neglect the dead Christians. Point out their moral position is wrong and evil. Do not be shy. Ask them to use scripture to morally justify their denial and ignorance. Be respectful, but firm and do not stop until good prevails. This is a moral battle and if you are not a Christian, you should do the same in other venues. A possible venue is the local media. Make demands to recognize the victims of jihad and if they are not met, make a protest. Public protest is a powerful tool for change. We must acknowledge the world’s largest human rights tragedy. Being nice is the road to civilizational annihilation. Bill Warner, Director, Center for the Study of Political Islam: http://politicalislam.com/the-most-despised-people-in-the-world/ Use as needed, just give credit and do not edit. www.politicalislam.com
Sodoma GOMORRA E BORDELLO STATALE GENDER DARWIN LE SCIMMIE PAZZE: UE ANTICRISTO DEPRAVATI INZIVOSI BILDENBERG! Folle idea dai Paesi Bassi: "Patente in cambio di sesso" Gli istruttori di guida saranno autorizzati per legge ad offrire lezioni gratis in cambio di prestazioni sessuali da parte degli studenti maggiorenniLa misura introdotta dall'esecutivo olandese ha incontrato però l'opposizione dei cristiani conservatori, che con Gert-Jan Segers hanno attaccato la proposta affermando che gli studenti non avrebbero alcuna licenza per esercitare la prostituzione - legale nel Paese - e non sarebbero in grado di dichiarare le "prestazioni" ai fini fiscali. I ministri della Giustizia e dei trasporti, riporta il Messaggero, hanno però difeso l'iniziaitiva del governo in una lettera al parlamento.
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Ci mancava anche questa i bulli islamici a scuola. Hanno al massimo 14 anni, inneggiano alle stragi, devastano oratori, perseguitano le ragazzine "infedeli". E se vuoi punirli rischi grosso
Fausto Biloslavo - Lun, 21/12/2015 «I terroristi di Parigi? Hanno fatto bene» è la frase shock pronunciata a scuola da un minorenne pachistano di 14 anni. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ci-mancava-anche-questa-i-bulli-islamici-scuola-1206598.html
PERCHé NESSUNO HA IL CORAGGIO DI CONDANNARE LA SHARIA? Eliminare Daesh, anche noto come Stato Islamico o ISIS, "non porrà fine" alla minaccia globale da gruppi jihadisti, secondo un rapporto del Centro sulla religione e geopolitica - un think tank gestito dalla Tony Blair Faith Foundation. Ci sono circa 15 gruppi minori con 65.000 combattenti pronti a riempire il vuoto derivante da una sconfitta di Daesh in Siria e in Iraq per mano della coalizione guidata dagli Stati Uniti, ha detto il centro, aggiungendo che «l'Occidente rischia di cadere in un fallimento strategico concentrandosi solo sull’IS. Sconfiggere militarmente il gruppo non porrà fine al jihadismo globale. Non possiamo bombardare una ideologia, ma la nostra guerra è ideologica. " Secondo il rapporto, circa il 60 per cento dei combattenti delle fazioni ribelli in Siria si identifica con l'ideologia religiosa o politica simile a quella dei propagandisti di Daesh. "Il pericolo più grande per la comunità internazionale sono i gruppi che condividono l'ideologia dell’Isis, ma vengono ignorati sul campo di  battaglia per sconfiggere il gruppo". Guppi che includono affiliati di al-Qaeda come Jabhat al-Nusra e Ahrar al-Sham potrebbero competere per prendersi il palcoscenico in modo da assicurare e finanziare i combattenti a livello mondiale che vengono attualmente attratti da Daesh, dice il rapporto, avvertendo che meno di un quarto dei ribelli intervistati non avevano un’ideologia. La campagna militare occidentale contro Daesh deve essere accompagnata da una "sconfitta intellettuale e teologica dell'ideologia perniciosa che lo guida", ha sostenuto il centro.
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Il giorno sorprendente in cui il diavolo lodò l’Immacolata Concezione di Maria. Durante un esorcismo in Italia nel 1823, due sacerdoti domenicani fecero riconoscere al demonio il dogma che sarebbe stato promulgato 30 anni dopo. 18 dicembre 2015. 8 dicembre 1854: papa Pio IX promulgò il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.
25 marzo 1858: nella festa dell’Incarnazione del Verbo, la Santissima Vergine apparve a Lourdes a Santa Bernadette e confermò il dogma dicendo: “Sono l’Immacolata Concezione”.
Già trent’anni prima, però, un altro fatto soprannaturale e sorprendente aveva confermato l’Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio, e a confessarla era stato qualcuno da cui non ce lo aspetteremmo mai. L’episodio è stato riferito da padre Gabriele Amorth.
Era il 1823. Il diavolo aveva posseduto un giovane analfabeta di appena 12 anni, residente nell’attuale provincia di Avellino. In città c’erano due religiosi domenicani, padre Gassiti e padre Pignataro, entrambi autorizzati dal vescovo a compiere esorcismi.
I sacerdoti fecero una serie di domande al diavolo che possedeva il bambino, tra le quali una sull’Immacolata Concezione.
Il diavolo confessò che la Vergine di Nazareth non era mai stata sotto il suo potere, neanche dal primo istante della sua vita, perché era stata concepita “piena di grazia” e tutta di Dio.
Pur essendo il “padre della menzogna”, il diavolo può essere obbligato nell’esorcismo a dire la verità, anche in materia di fede. È così che i due sacerdoti esorcisti lo costrinsero a riverire la Madonna e a lodare la sua Immacolata Concezione in forma di versi.
Umiliato, il diavolo si vide costretto in nome di Cristo a cantare la gloria di Maria, e lo fece mediante un sonetto perfetto a livello di costruzione e di teologia!
Ne riproduciamo il testo:
Vera Madre son Io d’un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui, benché sua Madre;
ab aeterno nacqu’Egli ed è mio Figlio,
in tempo Io nacqui e pur gli sono Madre.
Egli è mio creator ed è mio Figlio,
son Io sua creatura e gli son Madre;
fu prodigo divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e Me d’aver per Madre.
L’esser quasi è comun tra Madre e Figlio
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or, se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio,
o senza macchia s’ha da dir la Madre.
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BILDENBERG LO HA DETTO, E GAY LOBBY GENDER DARWIN GLI SCHIAVI DHIMMI GOYM, SI DEVONO ALLIENARE A TROIKA I DEBITORI SCHIAVI ROTHSCHILD: PERCHé, anche, IN GENOCIDIO GRECI ALLAH è AKBAR! ] 21 DIC - La Grecia utilizzerà in tutti i documenti pubblici il termine Palestina e non più 'Autorità palestinese'. Lo ha annunciato il premier Alexis Tsipras in conferenza stampa congiunta con il presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmoud Abbas), alla vigilia del voto del Parlamento ellenico che domani chiederà il riconoscimento dello Stato Palestinese, passando una mozione non vincolante per l'esecutivo.
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tutto è per la gloria di Sharia SALMAN ALLAH AKBAR MECCA KAABA ] 'Bimbi-kamikaze' si fanno esplodere in Nigeria, sei morti. Avevano tra i 10 e i 15 anni. Si sono fatti esplodere contro un checkpoint nello stato del Borno. Sospetti sul gruppo terroristico di Boko Haram
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di questo Dio, che akbar Allah non ti taglia la testa? almeno un buon piatto di spaghetti rimane! 'Chiesa spaghetti volanti' celebrerà matrimoni. Adepti venerano un mostro di spaghetti con scolapasta in testa.
Benjamin Netanyahu EIH, SONO SIMPATICI I TUOI "AMERI-CANI 666" CHE TI HANNO RIEMPITO DI ARMI PER FARTI MEGLIO AMMAZZARE! BAY BAY Benjamin Netanyahu
Al‑Masjid al‑Haram KAABA Pietra Nera VAGINA SATANICA SHARIA Moschea del Profeta
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ALLA VIGILIA DEL MASSACRO GUERRA MONDIALE VOLUTO DAI BANCHIERI MASSONI SPA FMI NWO, I POPOLI EUROPEI SONO STREMATI DALLA FAME E DALLA DISPERAZIONE! Che fine avrà fatto la Grecia? Sono in molti a chiederselo, visto che le peripezie elleniche sono sparite dalle prime pagine dei giornali dopo che Tsipras ha piegato il capo alle richieste dell’UE. Se il dramma che il popolo greco sta vivendo è adesso ignorato dalle cronache significa che i pennivendoli lavorano solo per fare la propaganda che viene chiesta loro di fare da chi li stipendia. La Grecia rappresentava un titolone facile finché veniva messa in pericolo la supremazia degli euroburocrati, quando ad essere messi in gioco erano quegli interessi economici e finanziari dei burattinai che muovono i fili delle redazioni occidentali. Superato il fastidioso impasse ellenico, ecco che di come vivano oggi i greci, degli effetti delle imposizioni della Troika, delle prospettive di un Paese non più sovrano nessun giornale mainstream se ne occupa più. Perchè la permanenza forzata all'interno del club UE ha un costo sociale elevatissimo che, chissà come mai, non fa notizia.  Grecia e UE, ancora insieme? Grecia, verso la ricapitalizzazione delle banche.  Da nessun giornale a tiratura nazionale abbiamo sentito che per ottenere il via libera ai nuovi aiuti finanziari il governo greco — minacciato dai creditori — abbia dovuto ritirare un pacchetto di misure economiche con finalità sociali. Il fatto che senza questo pacchetto oltre 2,5 milioni di greci non possano accedere alla sanità pubblica, dopo i tagli intimati dalla UE e dal Fmi e messi in pratica dai vari Papandreou, Papadimos e Samaras, è una notizia troppo scomoda per essere resa pubblica: sarebbe infatti difficile per i media dire che la "democratica" Unione Europea blocca un disegno di legge che prevedeva tariffe sociali per l'elettricità, agevolazioni per l'accesso ai servizi sociali per le famiglie con almeno tre figli, lavori socialmente utili per i disoccupati, l'offerta di pasti agli alunni delle scuole elementari. Quindi molto meglio oscurare l'informazione e tappare gli occhi ai cittadini, per non mostrare il vero volto delle politiche dell'UE. Invece per i giornalisti è molto più semplice e remunerativo in termini di consenso mostrare la povertà e la mancanza di diritti di certi Paesi del Medio Oriente, ma solo di alcuni, quelli non alleati con l'Occidente, è ovvio. Peccato che in questo modo si costruisca una immagine distorta e al servizio di una campagna militare di pseudo-liberazione. Raccontare di un popolo occidentale piegato dalle richieste insensate ed egoiste di alcuni Paesi europei sarebbe un atto eversivo in un secolo di pace apparente tra i popoli del nostro continente. Ed è così che nel silenzio generale si passa da una democrazia a una dittatura democratica. Tsipras: 4 anni per cambiare la Grecia. Nei Tg nazionali sono state riportate almeno le cifre diffuse dal Comitato greco dell'UNICEF in un rapporto dal titolo "La Condizione dell'Infanzia in Grecia", che analizza la situazione dei bambini nella penisola ellenica. In questo studio sono contenuti dati estremamente preoccupanti. Il 23% dei bambini è povero; i minorenni che vivono sotto la soglia di povertà sarebbero oltre 400.000; le famiglie povere sono il 20,1% della popolazione (per un terzo dei casi sono nuclei familiari composti da un unico genitore). Una percentuale preoccupante se letta insieme al fatto che in 8 anni di crisi una persona su quattro ha perso il proprio posto di lavoro. E a questa drammatica fotografia si aggiunge che il 90% delle famiglie, risiedenti nei quartieri più poveri, deve affidarsi per la sopravvivenza alla banca del cibo e alle mense dei poveri. Il 28,7% delle famiglie con bambini si sono trovate in condizione di povertà o esclusione sociale, e cifra che arriva al 34,7% per le famiglie con adolescenti. Crisi economica ucraina, mendicante in centro a Kiev, “Per le decisioni di Kiev gli ucraini hanno stipendi più bassi che in Africa”Infine la Grecia ha la più alta percentuale di bambini sottopeso dei paesi OCSE. Con dati del genere è veramente peculiare che i giornalisti concentrino le proprie attenzioni sull'Africa o sull'Asia invece di lanciare inchieste sulla situazione di quello che possiamo considerare il cortile di casa. Come possiamo chiamarci esportatori di valori e di diritti se non li si riesce a garantire — anzi non li si difende proprio — all'interno dei propri confini? Da definire "coloniali" non sono soltanto le politiche europee, ma tutto il giornalismo nel Vecchio Continente, perché abbraccia cause a seconda della convenienza, invece di ricerca una verità.  E come si scardina la dignità di un popolo? Semplice lavoretto da euroburocrati non eletti: a fronte degli 86 miliardi di conto presentato per gli aiuti "concessi" dai creditori la scorsa estate, il governo Tsipras ha dovuto ridurre di 1,8 miliardi gli stanziamenti per le pensioni. Deve essere chiaro: i politici greci hanno fatto degli sbagli, ma qual è la linea oltre la quale la cura diventa sanzione, anzi malattia? Persino nel sistema penale si parla di pene rieducative e non esclusivamente punitive. Da anni sulla Grecia sembra che si sperimenti la somministrazione di acido invece che di antibiotici. Ma in gioco vi è non solo una generazione di greci, ma anche una generazione di futuri cittadini europei. Con quale visione dell'Occidente cresceranno?  http://it.sputniknews.com/economia/20151221/1764238/grecia-sparita-dai-mass-media.html#ixzz3uysFGpLc
OBAMA è UN COGLIONE CHE lui PENSA, NO! LUI NON PENSA PERCHé è DAL NEUROLOGO, CIOè, CHE 666 SPA NWO KAABA, GLI FANNO PENSARE, CHE IO SONO UN FELINO!
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cioè, i gay per donare il sangue? loro si fanno tutte: sorelle suore di: clausura: tutte con cintura di ferro castità: Monaca di Monza, perché, i batteri intestinali fecali escrementi Sodoma inquinano il sangue, per essere Darwin Obama GENDER, i più evoluti con qualche, scala evolutiva in assestamento Gmos, ancora piccolo difetto imperfezione evoluzione virus Cattolico ribelle omofobo, fanatico beghino religioso bigotto, da correggere ancora? ] QUESTA è UNA NUOVA FRONTIERA EVOLUTIVA PER LA moderna modernista CANONIZZAZIONE SANTITà CATTOLICA! [ Aids: in Usa revocato il bando a vita per le donazioni di sangue dei gay. Nuove restrizioni impongono un anno astinenza sesso a donatori. 21 dicembre 2015
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questo (Abu Antar) che, lui faceva il doppio agente sciita segreto di: IRAN e SIRIA, ( come diceva 187AudioHostem, lui era sempre a fare lo amico dei sacerdoti di satana della CIA: sulla pagina di youtube/user/youtube/discussion ma, però, lui era sempre mio nemico, che, diceva di essere cristiano per anni! Poi, disse che le ragazze musulmane erano le più pulite ragazze del mondo! e tutti capimmo che era soltanto un altro musulmano ipocrita falso traditore di un bugiardo assassino sharia Mecca Kaaba! Quando, a me, ieri, una studentessa italiana, che viveva con due studentesse musulmane una libanese ed una tunisina, era disgustata da entrare nel bagno dopo di loro, perché, i  loro vestiti sintetici di estate le facevano sudare molto, e perché mangiavano cipolle crude, così come noi mangiamo le mele!
21.12.2015. Una folla di 5mila persone chiede elezioni anticipate - contro la corruzione dilagante - e un referendum popolare che respinga l’adesione del Montenegro alla Nato. I manifestanti hanno pacificamente intonato cori con gli slogan "Nato, assassini", riferendosi ai bombardamenti subiti nel 1999, che hanno provocato molte vittime nel Paese.

 21/12/2015 ISLAM-EUROPA L’immigrazione musulmana in Europa: le origini, i fallimenti e le prospettive. È necessaria una revisione dell’islam. In Europa si importa dai Paesi arabi un islam emozionale, vittimista, conflittuale, che vuole dominare il mondo, basato su interpretazioni storiche superate. Occorre che il mondo musulmano assimili elementi della cultura europea (ragione, progresso, diritti umani,…) per un dialogo con il mondo occidentale. Altrimenti è la scomparsa o la guerra. http://www.asianews.it/notizie-it/L%E2%80%99immigrazione-musulmana-in-Europa:-le-origini,-i-fallimenti-e-le-prospettive-36217.html

google youtube -- tutti i miei siti blogger, di cui ho salvato la password sul computer, con windows7 sono stati ackerati a spam!
Bennett: missione non compiuta. Testa Casa ebraica dice Bordo di protezione non è riuscita fino a quando i residenti del sud non sono sicuri. 2014/08/10, ebreo casa il presidente, il ministro dell'Economia Naftali Bennett, ha detto Domenica che Israele preferisce la sicurezza dei suoi cittadini di omologazione internazionale delle sue azioni. Egli ha chiarito che non ha visto Funzionamento protettivo Edge come aver raggiunto i suoi obiettivi. "Il governo di Israele ha avviato la campagna bordo di protezione e definito l'obiettivo come riportare la sicurezza ai residenti del sud. Abbiamo bisogno di guardare l'immagine con onestà e dire che l'obiettivo non è stato ancora raggiunto, "ha detto. "Dico ai residenti del sud:. Finché non si può tornare a casa e vivere in sicurezza, non vediamo la missione come se fosse stata compiuta" Per quanto riguarda le nazioni del mondo, ha aggiunto: "Lo stato di Israele è l'avamposto di fronte al mondo libero contro l'ondata sporca dell'Islam radicale Dacci legittimità -.., ma sappiamo che dovremo premere in avanti, anche se non lo fai "Ha parlato durante l'evento annuale tenuto dal Besheva Magazine, il settimanale leader per il religiosa pubblico sionista.

Bennett: Mission Not Accomplished. Jewish Home head says Protective Edge has not succeeded as long as residents of the south are not safe. 8/10/2014, Jewish Home Chairman, Economics Minister Naftali Bennett, said Sunday that Israel prefers the security of its citizens to international approval of its actions. He made clear that he did not see Operation Protective Edge as having achieved its aims. “The government of Israel embarked on the Protective Edge campaign and defined the goal as bringing back security to the residents of the south. We need to look at the picture with honesty and say that the goal has not yet been achieved,” he said. "I say to the residents of the south: as long as you cannot go home and live in security, we do not see the mission as having been accomplished.” Turning to the nations of the world, he added: “The state of Israel is the front outpost of the free world against the dirty wave of radical Islam. Give us legitimacy – but know that we will press forward even if you do not.” He spoke at the annual event held by Besheva Magazine, the leading weekly for the religious Zionist public.

Video: Direct Hit on Kerem Shalom Crossing. Defense Ministry closes down the Kerem Shalom crossing into Gaza, after a rocket almost hit trucks carrying flammable materials to Gaza. The Defense Ministry said Sunday that it had closed down the Kerem Shalom crossing into Gaza, after a rocket scored a direct hit on it in the early afternoon. It was decided not to risk the lives of the workers and to shut down the crossing until further notice."After continuous and deliberate fire at the Kerem Shalom crossing, which almost hit trucks carrying flammable materials to Gaza, we reached the unusual decision to close the passage, in order to protect the workers and the merchants,” said the Crossings Authority. “The crossing remained open throughout the despite incessant fire in its vicinity, and was an exclusive artery for passage of goods and essential humanitarian equipment for Gaza.”
Video shows the direct hit from two security camera angles, as well as another hit just outside the crossing. A new 72-hour ceasefire in Gaza has been agreed between Israel and the Palestinians following mediation by Egypt, a Palestinian official said Sunday. Israel confirmed Sunday evening that the 72-hour truce will go into effect at midnight. According to Channel 2, the Israeli delegation will head to Cairo for talks Monday morning, if the fire from Gaza does indeed cease and the night is a quiet one.
Hamas played a double game Sunday, with its negotiators reportedly agreeing to a ceasefire in Cairo, and its terrorists in Gaza launching missiles at Israel. Israel insists that it will not negotiate under fire, but Hamas appeared to be trying to make it do so anyway.
A Hamas spokesman told AFP on Sunday that the Palestinians are examining a proposal for a new 72-hour ceasefire in Gaza.
"There is a proposal for another 72-hour truce (to allow) for the continuation of negotiations," Sami Abu Zuhri told AFP in Gaza, without saying when it would begin. "This proposal is being studied," he said, indicating the Palestinian response would depend on "the seriousness of the Israeli position".
His remarks came after Egyptian and Palestinian negotiators wrapped up a fresh round of talks in Cairo, saying they would issue a statement within the coming hours.
The Israeli delegation was currently locked in talks over "all the developments," an official told AFP, without ruling out the possibility the team could return to Cairo. "The delegation is sitting together to discuss all the developments," he said. "If they do, it will be this evening or tomorrow."
So far, Egyptian efforts to broker an end to more than a month of fighting have led nowhere, with Israel pulling its team out of talks in Cairo on Friday after Hamas refused to extend a 72-hour ceasefire.
Sirens in Ashkelon
Sirens sounded Sunday in Ashkelon, and communities in the Gaza Belt and the Eshkol region in southern Israel. The Iron Dome system successfully intercepted three rockets over the industrial area at Ashkelon. The rest fell in open spaces, without casualties or damage.
At the same time, the IDF has been attacking terror targets in Gaza. The IAF struck dozens of targets from southern to northern Gaza. In the early afternoon, an IAF aircraft attacked a terror activist who was preparing to fire a rocket at Israel, and a hit on the target was identified.
In Jordan, King Abdullah blamed Israel for the fighting, and said that it is “responsible for the aggression and the deadly campaign.” He said that the only way Israel could guarantee its security will be to conduct negotiations with the Palestinians, with the goal of establishing a Palestinian state.
Kerem Shalom
The Defense Ministry said Sunday that it had closed down the Kerem Shalom crossing into Gaza, after a rocket scored a direct hit on it in the early afternoon. It was decided not to risk the lives of the workers and to shut down the crossing until further notice.
"After continuous and deliberate fire at the Kerem Shalom crossing, which almost hit trucks carrying flammable materials to Gaza, we reached the unusual decision to close the passage, in order to protect the workers and the merchants,” said the Crossings Authority. “The crossing remained open throughout the despite incessant fire in its vicinity, and was an exclusive artery for passage of goods and essential humanitarian equipment for Gaza.”
Prime Minister Binyamin Netanyahu said Sunday that Operation Protective Edge is continuing. "No one announced its termination," he noted. "The campaign will continue until the mission is completed: an extended period of quiet in the South," he added, referring to Hamas escalation. "We said when the operation began and throughout the process: it will take time and patience."
Israel will also not acquiesce to international pressure, he said.
"Israel will not negotiate under fire," Netanyahu stressed. "Israel will continue to act in any way [necessary] to change the current situation and bring peace to all its citizens. We stand together in unity and determination, until we're finished [with the campaign]."
Meanwhile, Defense Minister Moshe Ya'alon has demanded Hamas's cooperation with a full cease-fire.
"If Hamas thinks it could exhaust us, it is wrong – we will return to negotiations only after the cease-fire," he said. "We will not compromise on a cease-fire and [an end to] terrorism."

IS Forces Kill 500 Yazidis, Some of Whom Were Buried Alive. Iraqi Human Rights Minister Mohammed Shia al-Sudani, added that some 300 women were kidnapped as slaves. First Publish: 8/10/2014, Terrorists from the Islamic State (formerly ISIS) have killed at least 500 members of Iraq's Yazidi ethnic minority during their offensive in the north, Iraq's human rights minister told Reuters on Sunday. The killings reported by Iraqi Human Rights Minister Mohammed Shia al-Sudani to Reuters add to a long list of atrocities reportedly committed by the radical group in Iraq and neighboring Syria, where it wants to create a caliphate. "Some of the victims, including women and children, were buried alive in scattered mass graves in and around Sinjar," he said, and added that some 300 women were kidnapped as slaves.
"We have striking evidence obtained from Yazidis fleeing Sinjar and some who escaped death, and also crime scene images that show indisputably that the gangs of the Islamic States have executed at least 500 Yazidis after seizing Sinjar," Sudani said in a telephone interview. "In some of the images we have obtained there are lines of dead Yazidis who have been shot in the head while the Islamic State fighters cheer and wave their weapons over the corpses," said Sudani. "This is a vicious atrocity." The minister's comments could pile pressure on the United States – which has carried out air strikes on IS targets in response to the group's latest push through the north – to provide more extensive support.
Yazidis are one of many Iraqi minorities persecuted by the Islamic State, which adheres to a fundamentalist branch of Sunni Islam. The terrorists offer people living in territories they control to either convert to their faith or face death.
At least 300 Yazidi families in the villages of Koja, Hatimiya, and Qaboshi, which were surrounded by the Islamists, are being forced into converting, witnesses reported on Saturday. The threat posed by the offensive sent an estimated 130,000 of Iraqis, many of them Yazidis, fleeing for their lives. They are seeking refuge in Iraqi Kurdistan, where Kurd militias have been battling with the Islamic State for weeks. According to UN reports, at least 40,000 Yazidis have been stranded in several locations on Mount Sinjar in north of Iraq, where food and water are scarce. US President Barack Obama has authorized "limited airstrikes" against IS, he said during a Thursday night press conference. The White House has also authorized a series of humanitarian airdrops, and an anonymous Administration official stated that US forces stand at the ready to provide more. “We will continue to provide airdrops, should we see a need, and we expect that need to continue,” the official said.

Abbas's Fatah Boasts of Shooting Attack. 'Moderate' Mahmoud Abbas's Fatah takes responsibility for an attack on 'a group of Zionists' near Bethlehem.. The Al Aqsa Brigades, the armed wing of Fatah, took reponsibility for a shooting attack that it claims to have executed Sunday south of Bethlehem. Fatah is headed by Palestinian Authority head Mahoud Abbas, considered “moderate” by many Israelis. The announcement read:"Out of a belief in the right and legitimacy of the struggle and defense of the land of Palestine and its nation, from the enemy's impurity, and as support for our compatriots in the Gaza Strip, which stands firm in the face of the Zionist machine of oppression and destruction... and with the grace of Allah and his assistance, our Fatah battalions – the Al Aqsa / Palestine Brigades – succeeded in opening fire at a patrol and a group of Zionists who were in front of the entrance to the El Aroub camp, at 1:08 a.m. Sunday, August 10 2014. The gunfire caused several casualties in the enemy ranks and large occupation forces were deployed to the location. We stress that our fighters returned safely to base.” "We in the Al Aqsa Brigades warn the enemy from the continuation of our painful blows. Fire will be met with fire, killing with killing and bombing with bombing. When the Al Aqsa Brigades say, they do; when they promise they carry ou; they attack and their blows are painful. Allahu Akbar and bless Allah. This is an ongoing struggle until the victory or until we fall dead for the path of Allah. The Al Aqsa / Palestine Brigades.”
Several weeks ago, the Al Aqsa Brigades announced that they were launching an “open campaign” againt Israel and instructed all squads under their command to carry out terror attacks in Judea, Samaria and “the Israeli depth.” The organization took responsibility for several attacks, including a gunfire attack near El Hader, west of Bethlehem, several days ago.

The Palestinian Arab delegation in Cairo - comprising of Hamas, Islamic Jihad, and Fatah (Palestinian Authority) members - have tentatively agreed to a cease-fire, PA state television reports Sunday.
IDF Radio correspondents first broke the news to Israeli media; according to the public news outlet, PA state TV reports claim that the delegation has agreed to a 72-hour ceasefire.
Israeli officials and international media have yet to comment on the report, which could be another false alarm after multiple reports of deals in Cairo, and after the Israeli delegation left last week following the renewed rocket fire on Friday after the last ceasefire.
The announcement has sparked some skepticism, as senior Hamas official Ezzat al-Rishq, who is involved in the Cairo talks, told AFP on Sunday that "the possibility of negotiations to succeed is weak. It is possible that the Palestinian delegation will leave to consult its leaders any minute."
Hamas and Islamic Jihad have, additionally, broken no fewer than six "humanitarian ceasefires" so far, including one bilateral agreement brokered by the UN.
Meanwhile, rockets have continued to rain on Gaza Belt communities throughout the past several hours. The most recent volley saw two missiles hit a field near Sderot and ignite a brushfire, according to Yediot Aharonot - and the fire is currently spreading.
Hours earlier, Prime Minister Binyamin Netanyahu declared that Israel would not engage in negotiations while under fire.
"Israel will not negotiate under fire," Netanyahu stressed, at the opening to his weekly Cabinet meeting. "Israel will continue to act in any way [necessary] to change the current situation and bring peace to all its citizens. We stand together in unity and determination, until we're finished [with the campaign]." A source in the Palestinian delegation to Cairo said that Israel offered to hand over 25 terrorists that it arrested during Operation Protective Edge and 18 bodies of terrorists who were killed, in exchange for the bodies of Lt. Hadar Goldin and First Sgt. Oron Shaul hy”d.
According to report in Al Masry Al-Youm, Israel demanded that the bodies of its soldiers be returned as a condition for the negotiations to proceed. The report was not confirmed by any official Israeli sources.
Egyptian mediators met a Palestinian delegation again Friday evening and were waiting to hear back from the Israelis after the Jewish Shabbat ended at sundown Saturday.
Acting US Middle East peace envoy Frank Lowenstein, who has been in Cairo for some days, "is still trying to help the parties get a permanent ceasefire", a US embassy official said.

Il presidente armeno Serzh Sargsyan spera in una soluzione pacifica del conflitto nel Nagorno-Karabakh al più presto. Lo ha sostenuto durante un incontro a tre con i presidenti di Azerbaigian e Russia Ilham Aliyev e Vladimir Putin.
A sua volta Aliyev ha ricordato che la task force di Minsk dell'OSCE sta cercando di conciliare le parti, "sebbene non stia riuscendo bene". "Ci auguriamo che nel prossimo futuro attraverso i negoziati, con mezzi pacifici, troveremo una soluzione in grado di soddisfare le norme del diritto internazionale così come la giustizia," - ha dichiarato il presidente dell'Azerbaigian.
"Ogni situazione complessa può essere risolta se c'è buona volontà. Mi sembra che esista tale buona volontà da parte del popolo azerbaigiano e da parte del popolo armeno,"- ha detto il presidente della Russia.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/I-presidenti-di-Russia-Armenia-e-Azerbaigian-per-la-pace-nel-Nagorno-Karabakh-0283/
Il BUGIARDO ministro degli Affari Interni dell'Ucraina Arsen Avakov ha fornito i dati aggiornati del dicastero riguardo le perdite durante l'operazione militare nella Donbass. I dati sono riportati nel sito web ufficiale del ministero degli Interni.
Secondo i dati ufficiali di Kiev, fino alla mattina del 9 agosto si contano 46 vittime (25 combattenti della Guardia Nazionale e 21 uomini delle forze speciali del ministero degli Interni). I feriti sono 225 (152 combattenti della Guardia Nazionale e 73 uomini delle forze speciali del ministero degli Interni).
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/Il-ministero-degli-Interni-dellUcraina-rivela-le-perdite-nel-Donbass-7552/
La campagna di Rossiya Segodnya a sostegno del fotoreporter Andrey Stenin scomparso in Ucraina orientale, è stata ideata non solo per attirare l'attenzione sul problema della sicurezza dei giornalisti nei punti caldi delle zone di guerra del Donbass, ma anche per raccontare la catastrofe umanitaria che si sta concretizzando nella parte orientale dell'Ucraina.
La campagna, lanciata oggi, si è svolta presso 3 piazze a Mosca. I volontari tra i colleghi di Stenin hanno distribuito volantini con le foto scattate dal fotoreporter per sostenere sui social network la sua liberazione . In precedenza i colleghi di Stenin avevano postato su YouTube un video per chiedere il rilascio del fotoreporter. Questa sera è stata aperta una mostra fotografica con i lavori del fotoreporter svolti nel sud-est dell'Ucraina.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/La-campagna-di-Rossiya-Segodnya-per-Stenin-svela-la-catastrofe-umanitaria-in-Ucraina-orientale-8776/
Il presidente siriano Bashar Assad ha nuovamente nominato primo ministro del Paese Wael Nader al-Halki, riportano i media locali. Guida il governo dal 2012. perché tutti mentono sul numero dei morti?
In Siria dal marzo 2011 continua un conflitto armato che, secondo le Nazioni Unite, è costato la vita di oltre 150mila persone. Le truppe governative combattono contro vari gruppi di ribelli armati, alcuni dei quali annoverano tra le proprie fila mercenari stranieri.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/Siria-Wael-Nader-al-Halki-nuovamente-nominato-premier-dal-presidente-Assad-3581/

BEIRUT, 10 AGO - Le forze dei Peshmerga curdi hanno riconquistato oggi la città di Makhmur, in Iraq, grazie ai raid aerei americani. Ne dà notizia la televisione panaraba Al Jazira. Makhmur si trova 30 chilometri a sud di Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan.

Iraq: 20mila yazidi sfuggono morsa Isis, Da giorni intrappolati sui monti Sinjar minacciati da jihadisti. Redazione ANSA BAGHDAD 10 agosto 2014 BAGHDAD, 10 AGO - Sono riuscite a fuggire almeno 20.000 delle almeno 40.000 persone della minoranza degli Yazidi intrappolate da giorni sui monti di Sinjar, in Iraq, sotto la minaccia dei jihadisti dello Stato islamico (ex Isis). Lo riferisce l'Afp citando responsabili curdi. Gli scampati si sono rifugiati in Siria e starebbero ora rientrando sotto scorta curda nel Kurdistan iracheno. Già ieri combattenti curdi, citati da al-Jazira, avevano annunciato di aver aperto un primo corridoio come via di fuga.
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa (modificato)

le notizie sul Dombass dei russofoni, martizzati e brutalizzati dai nazi fascisti del sistema massonico, che ha rubato la nostra sovranità monetaria? sono scomparse da ANSA! è tutto lo schifo dei nazisti bildenberg merkel mogherini ]   A Gorlovka distrutta dai filorussi una colonna di blindati dell'esercito ucraino. I separatisti del Donbass annunciano la distruzione di una colonna di blindati e carri armati dell'esercito ucraino sulla strada che collega Gorlovka e Donetsk. "Tra Donetsk e Gorlovka sono state distrutte diverse decine di mezzi militari blindati di vario tipo, tra cui 3 carri armati," - hanno dichiarato oggi dal quartier generale delle forze separatiste. Ciononostante dal comando delle forze indipendentiste non sono riusciti a determinare il numero dei caduti delle forze di sicurezza. Allo stesso modo non sono state segnalate le perdite tra i combattenti filorussi.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/A-Gorlovka-distrutta-dai-filorussi-una-colonna-di-carri-armati-dellesercito-ucraino-8964/
Filorussi di Donetsk dettano condizioni per tregua e avvio di negoziati. Alexander Zaharchenko
Il governo dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ha proposto le condizioni per un cessate il fuoco in Ucraina orientale, ipotizzato ieri dal primo ministro separatista Alexander Zaharchenko, e per l'avvio del dialogo con Kiev.
Il rappresentante delle autorità autonomiste in Russia, citando il ministero della Politica d'informazione della Repubblica separatista, ha affermato che le condizioni imprescindibili per l'inizio dei negoziati con Kiev sono: l'annuncio di una tregua da parte dell'esercito ucraino, il completo ritiro delle forze armate ucraine dal territorio della Repubblica Popolare di Donetsk e la partecipazione ai negoziati di rappresentanti di altro rango di Kiev.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/Filorussi-di-Donetsk-dettano-condizioni-per-tregua-e-avvio-di-negoziati-1771/
I militari di Kiev arrestati in Russia ritornati in Ucraina. I soldati ucraini arrestati nella regione di Rostov (Russia meridionale) sono ritornati in patria. Lo hanno riferito nei dipartimenti dell'amministrazione regionale russa.
La consegna del comandante del battaglione e di 4 ufficiali è avvenuta presso il valico di frontiera "Chertkovo."
In precedenza il tribunale di Rostov aveva arrestato 5 uomini delle forze di sicurezza ucraine sospettati di crimini contro i civili e dei bombardamenti del valico di frontiera "Gukovo." In seguito sono stati scarcerati.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/I-militari-di-Kiev-arrestati-in-Russia-ritornati-in-Ucraina-7364/
La questione relativa alla fornitura di aiuti umanitari in Ucraina orientale è tenuta sotto controllo dal presidente russo Vladimir Putin, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
Secondo il capo della diplomazia russa, Mosca sta negoziando con Kiev, il Comitato internazionale della Croce Rossa e le Nazioni Unite la consegna urgente di aiuti umanitari in Ucraina orientale.
Sabato in una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko aveva dichiarato di valutare la possibilità di inviare aiuti umanitari nella parte orientale del Paese. Allo stesso tempo Kiev aveva respinto l'idea di consegnare i carichi di aiuti umanitari nell'est del Paese tramite un convoglio russo sotto il controllo internazionale.
http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/Mosca-tratta-con-Kiev-Croce-Rossa-e-ONU-la-consegna-di-aiuti-umanitari-in-Ucraina-orientale-1394/
A Kiev prosegue la rimozione delle barricate di Maidan. Si occupano della rimozione dei rifiuti 50 camion e 12 caricatori. Due mezzi speciali sono impegnati nel restauro dell'illuminazione stradale tra Khreshchatyk e Maidan: gli operai ripuliscono le lampade e sostituiscono quelle rotte. Sulle strade sono al lavoro le spazzatrici.
Secondo il presidente della società municipalizzata Kievavtodor Vladimir Zhukov, questa sera sarà ristabilito l'ordine sulla via Khreshchatyk. Ha rivelato che nella giornata di ieri i camion comunali avevano effettuato 500 viaggi e portato via da via Khreshchatyk e piazza Maidan alcune centinaia di tonnellate di spazzatura.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_08_10/A-Kiev-prosegue-la-rimozione-delle-barricate-di-Maidan-4497/
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

perché esistono Corano e Talmud, e la Bibbia di Satana, se, non sono libri dell'amore e della fratellanza universali, ma, sono i libri del disprezzo e dell'odio?
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

il più grande terrorismo del mondo: è la SHARia ONU! QUINDI, BISOGNA DEPORTARE TUTTI I MUSULMANI IN SIRIA, in attesa che la sharia, venga rimossa in tutto il mondo,  e poi potranno ritornare! POI, Israele non mi ascolta, poi, verrà la terza guerra mondiale, che, è stata organizzata nei minimi particolari, per abbandonare Israele, al suo crudele destino, alla mercé della LEGA ARABA sharia genocidio in Grecia e a tutti, che, quindi, anche, Israele: sarà distrutto, perché questa è la agenda del talmud satanico di Illuminati Farisei, che, avranno perso la speranza di poter riunire le 12 Tribù di Israele, TUTTO PER COLPA DI ARABIA SAUDITA!
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

QUESTE DI MOGHERINI SONO PAROLE CHE FANNO VERAMENTE MALE! SE, LORO ARRIVERANNO, tuttavia, tutti i CRISTIANI SARANNO STATI TUTTI I UCCISI, POI, COSA FARANNO? SI METTERENNO LORO, A FARE IL GENOCIDIO DEI MUSULMANI, anche loro, COME LA LEGA ARABA HA FATTO: IL GENOCIDIO DI TUTTI I CRISTIANI, IN 1400 ANNI? ] ED invece, non una sola parola di condanna, è venuta: da UE USA, contro, la Sharia, in difesa della dignità della donna ed in difesa della libertà di religione..  che, questo orrore sharia, oggi, è protetta da ONU OCI, contro, e in disprezzo dei valori ONU universali del 1948.. questi, del sistema massonico Mogherini Merkel Bildenberg, Kerry 322 Bush sono le bestie di satana, la sinagoga di satana! io vi maledico tutti nel nome di Gesù! "Stiamo chiaramente valutando una serie di altre iniziative in questi giorni che non riguarderanno probabilmente soltanto il ministero degli Esteri ma potranno riguardare anche quello della Difesa", il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha risposto cosi' su Rainews24 a una domanda su un possibile coinvolgimento militare italiano in Iraq.
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

Eih Obama imperialismo gender: Sodoma a tutti, genocidio ONU sharia nazi: a tutti, ECC.. cosa è, questa tua brutta storia, che, tu hai dato a sharia Iran: hai dato le armi atomiche, CHE, IRAN è un supporter Hamas sharia: genocidio a tutti? SE, PIACE A TE DI PRENDERLA NEL TUO CULO GENDER? QUESTI SONO FATTI TUOI, MA, PERCHé, TU HAI DECISO DI FARLO PRENDERE, NEL CULO DI ISRAELE, ANCHE?
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

questo discorso, è totalmente criminale, perché, dimostra la attitudine ,della LEGA ARABA SHARIA ONU, a calpestare la vita dei civili palestinesi e musulmani in genere, cioè, a non avere nessun rispetto della dignità umana, pur di raggiungere i loro scopi, che, sono il Califfato Mondiale, e di realizzare la pulizia etnica contro tutto il genere umano!] Hossein Salami iraniano Generale: Hamas dimostrato superiore a Israele. IRGC'a Hossein Salami dice 'proseguita la resistenza e la guerra contro Israele' sono la migliore opzione possibile per Hamas. Con Gil Ronen. 2014/08/10, vice comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane Corps ', Briga. Gen. Hossein Salami, ha detto Sabato sera che, poiché il piano di cessate il fuoco proposto da Egitto è "di parte", la migliore opzione possibile per i palestinesi attualmente continua la resistenza e la guerra contro Israele. Egli ha aggiunto che Hamas gode di attrezzature guerra nascosta e capacità che verranno utilizzati nelle fasi successive della guerra.
"Il piano proposto dall'Egitto incontra gli interessi del regime sionista e non è accettabile in quanto cerca di disarmare la resistenza, ma sappiamo che i danni inflitti ai palestinesi da un cessate il fuoco è più che il danno di guerra", Salami, ha detto in un live intervista con statale TV iraniana nella notte di Sabato, ha riportato l'agenzia di stampa Fars dell'Iran. Salami ha detto che Israele è stato sconfitto a distanza ravvicinata e la strada combattendo contro Hamas e altri gruppi palestinesi, e che "l'esercito sionista non può muoversi sul terreno." I loro aerei da combattimento possono semplicemente bombardare i palestinesi, e di questi bombardamenti sono risposto con la attacchi missilistici di resistenza ", ha spiegato. scudo antimissile Iron Dome di Israele si è dimostrato efficace solo nel 20% dei casi, ha affermato. Salame sottolineato che i terroristi" "missili resistenza hanno ora una gamma di 160 km, il che significa che coprono l'intero "territori occupati", lasciando Israele impotente "contro il diluvio di missili palestinesi."
Ha detto che, nonostante le tecnologie avanzate e le attrezzature che Israele possiede e le sue vaste operazioni di intelligence, i palestinesi sono riusciti a scavare centinaia di chilometri di gallerie e dei loro leader principali sono sfuggiti assassinio. Questo, ha detto, mostra "maturità intelligenza e superiorità." Dei palestinesi Salami cui la situazione in Giudea e Samaria, e disse: "Certo, la Cisgiordania si muoverà sulla stessa pista pavimentata dalla Striscia di Gaza e sarà certamente armato e trasformato in un campo di battaglia. Naturalmente, sono ora combattendo con rocce, ma Gaza anche combattuto con rocce e ora ha acquisito missili e droni, e questo accadrà anche lì. "Accennando a Egitto, ha detto che alcuni Stati arabi si oppongono "la resistenza", e che la resistenza in dubbio la legittimità dei regimi arabi ", che vogliono la Palestina, il Libano e la Siria per essere uccisi dal regime sionista in modo che possano essere un attore regionale e mantenere la loro legittimità. "

Hossein Salami Iranian General: Hamas Proved Superior to Israel. IRGC'a Hossein Salami says 'continued resistance and war against Israel' are the best possible option for Hamas. By Gil Ronen. 8/10/2014, Iranian Revolutionary Guard Corps' deputy commander, Brig. Gen. Hossein Salami, said Saturday night that since the ceasefire plan proposed by Egypt is “biased,” the best possible option for the Palestinians at present is continued resistance and war against Israel. He added that Hamas enjoys hidden war equipment and capabilities which will be used in later stages of the war.
"The plan proposed by Egypt meets the Zionist regime's interests and is not acceptable as it seeks to disarm the resistance, but we know that the damage inflicted on the Palestinians by a ceasefire is more than the damage of war," Salami said in a live interview with Iran's state-run TV on Saturday night, reported Iran's Fars news agency. Salami said Israel has been defeated in close-range and street fighting against Hamas and other Palestinian groups, and that “the Zionist army cannot move on the ground.” Their fighter jets can just bomb the Palestinians, and these bombardments are responded to with the resistance's missile attacks," he explained. Israel's Iron Dome missile shield has proved efficient in only 20% of cases, he claimed. Salami underlined that the terrorist “resistance” missiles now have a range of 160 km, which means that they cover the entire “occupied territories,” leaving Israel helpless “against the flood of Palestinian missiles.”
He said that despite the advanced technologies and equipment that Israel possesses and its extensive intelligence operations, the Palestinians have been able to dig hundreds of kilometers of tunnels and their key leaders have escaped assassination. This, he said, shows the Palestinians' “intelligence maturity and superiority.”Salami referred to the situation in Judea and Samaria, and said, "Certainly, the West Bank will move on the same track paved by the Gaza Strip and will certainly be armed and turned into a battle ground. Of course, they are now fighting with rocks, but Gaza also fought with rocks and now has acquired missiles and drones, and this will also happen there." Hinting at Egypt, he said that certain Arab states oppose “the resistance,” and that the resistance questions the legitimacy of the Arab regimes “which want Palestine, Lebanon and Syria to be killed by the Zionist regime so that they can be a regional actor and retain their legitimacy.”
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

circa, quel professore universitario settantenne, fatto a pezzi, e messo, in una valigia, e poi gettato, in un cassonetto, da altri 2 amici, tutti e tre presunti gay, i gay lobby ANSA Gender, ha dato la notizia? E POICHé ANSA MI CANCELLA TUTTI I COMMENTI CIRCA I GAY, POI, QUESTO COMMENTO DEVE ESSERE MONITORATO!  http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2014/08/08/flash-obamaautorizzati-raid-aerei-su-iraq-flash_ec91acd8-808f-4997-9f0c-24256130c4b7.html
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

open letter to: SHARIA Turchia, SHARIA Giordania, SHARIA Arabia Saudita -- non mi importa, cosa, possono dire gli stolti, CHE USA 322 SONO EROI, CHE, BOMBARDANO SHARIA TERRORISTI, io so soltanto, che, prima che arrivassero I vostri alleati CIA 666 IMF FED BCE SPA, in Iraq con Saddam Hussein, c'erano 1,2 milioni di cristiani, ed oggi, non c'è più un solo cristiano.. indubbiamente, coloro, che, si avvantaggiano dei genocidi sharia, della vostra galassia jihadista SHARIA, siete voi: la SHARIA LEGA ARABA! QUINDI, SE, VOI SHARIA, NON MUOVETE IL VOSTRO ESERCITO, ENTRO 12 ORE, CONTRO, SHARIA ISIS, IO GIURO, nel nome di Gesù, CHE, voi NON saRETE, Mai PIù PERDONATI, DA ME! ] [  ISIS Bandiere volato città arabo-israeliano. Relazione espone I cittadini arabi di Israele, musulmani e cristiani, volare, fotografia con, e sfilata con la bandiera nera del gruppo estremista jihadista: 2014/08/10, ISIS in Iraq con bandiera. Come lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIS) continua la sua conquista sanguinosa dell'Iraq e della Siria e comincia a invadere il Libano, tutto in nome di istituire un sistema califfato sunnita globale, segni di sostegno per l'estremista sono viste tra gli arabi di Israele cittadini. Canale 10 esposti di Domenica che negli ultimi mesi le bandiere nere ISIS sono stati comunemente osservati nelle città arabo-israeliane nel nord e costiera di Israele, in particolare nelle città di Nazareth e Akko. Le bandiere sono stati visti volare tra I cittadini arabi musulmani e cristiani di Israele, una mossa ironico dato che ISIS in Iraq ha svuotato le città delle loro popolazioni cristiane emettendo loro un ultimatum né di convertirsi all'Islam, pagare le tasse jhizya non musulmani - o morire. In risposta alle diffuse foto di bandiere ISIS volano a Nazareth, Ali Salem, sindaco della città, ha affermato "non ci sono cose del genere a Nazareth, e chi invia (foto) è un ingannatore e bugiardo." Il rapporto ha anche esposto un ampio respiro di tendenza su Facebook, in cui I giovani arabo-israeliane scattare foto di se stessi recanti bandiere ISIS, a volte indossando le bandiere drappeggiato intorno alle loro spalle. Altre prove del crescente sostegno ISIS tra I cittadini arabi di Israele è stato presentato nel video di una protesta araba nel centro storico di Akko, in cui I manifestanti si vedevano sventolando grandi bandiere nere ISIS nella città israeliana. ISIS ha rapidamente ampliato la propria forza dal lancio un'offensiva lampo in Iraq nel mese di giugno, e poi dichiarandosi un califfato. Ha catturato numerose armi in Iraq, tra cui una a lungo raggio missile Scud che ha trasferito in Siria, e che un membro del gruppo è minacciata "in direzione di Israele." Un video caricato dal gruppo nel mese di luglio ha rivelato che I terroristi ISIS sono attivi a Gaza, così, il lancio di razzi sui centri civili israeliani in collaborazione con l'organizzazione terroristica di Hamas. Il gruppo estremista ha goduto di ampio supporto, tra cui un pro-ISIS manifestazione antisemita in Olanda. Nel frattempo, in risposta alla rapida espansione di ISIS, l'ultimo Venerdì Stati Uniti ha lanciato I suoi primi colpi sul gruppo, in quello che è stato definito come "attacchi aerei limitati." Il presidente Usa Barack Obama è stato attento a sottolineare che non avrebbe autorizzare ulteriori azioni militari, come il dispiegamento delle truppe.
ISIS Flags Flown in Israeli-Arab Cities. Report exposes Arab citizens of Israel, Muslim and Christian, fly, photograph with, and parade with black flag of extremist Jihadist group: 8/10/2014, ISIS in Iraq with flag. As the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIS) continues its bloody conquest of Iraq and Syria and begins invading Lebanon, all in the name of establishing a global Sunni Muslim caliphate system, signs of support for the extremist are being seen among Israel's Arab citizens. Channel 10 exposed on Sunday that in recent months black ISIS flags have been commonly seen in Arab-Israeli towns in northern and coastal Israel, notably in the cities of Nazareth and Akko. The flags have been seen flying among both Muslim and Christian Arab citizens of Israel, an ironic move given that ISIS in Iraq has emptied cities of their Christian populations by issuing them an ultimatum either to convert to Islam, pay non-Muslim jhizya taxes - or die. In response to the widespread photos of ISIS flags flying in Nazareth, Ali Salem, mayor of the city, claimed "there are no things like that in Nazareth, and whoever sends (photos) is a deceiver and liar." The report also exposed a wide-reaching trend on Facebook, in which Arab-Israeli youths take pictures of themselves bearing ISIS flags, sometimes wearing the flags draped around their shoulders. More evidence of the growing ISIS support among Arab citizens of Israel was presented in video footage of an Arab protest in Akko's Old City, in which protesters could be seen waving large black ISIS flags in the Israeli city. ISIS has rapidly expanded its strength since launching a blitz offensive in Iraq in June, and later declaring itself a caliphate. It has captured numerous weapons in Iraq, including a long-range Scud missile which it transferred to Syria, and which a member of the group threatened is "heading towards Israel." A video uploaded by the group in July revealed that ISIS terrorists are active in Gaza as well, firing rockets on Israeli civilian centers in cooperation with the Hamas terrorist organization. The extremist group has been enjoying wide support, including a pro-ISIS anti-Semitic demonstration in Holland. Meanwhile in response to ISIS's rapid expansion, the US last Friday launched its first strikes on the group, in what was defined as "limited airstrikes." US President Barack Obama was careful to emphasize he would not authorize further military action, such as troop deployment.
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ShalomGerusalemme
1 giorno fa

Israele -- si è vero, alieni sono demoni, con un corpo Gmos, e il massimo della tecnologia possibile, poi, la loro intelligenza e soprannaturale, ma, questo non può essere mai una reale minaccia per noi, perché, noi abbiamo lo SPIRITO SANTO SANTO di JHWH, ed è la divinità, che, per satanisti farisei massoni, alieni NSA CIA OCI ONU, FMI NWO, che, è per loro irraggiungibile! NON ABBIATE PAURA ALLORA, DI TUTTO QUESTO!
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Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale.
EU e USA vogliono a tutti I costi una guerra mondiale, e stanno calpestando un popolo sovrano nel Donbass, come I più beceri nazi fascisti, infattti sono comunisti Bildenberg Mogherini Merkel.
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Michele Sattini · Top Commentator.
un popolo sovrano...... e chi sarebbero? I terroristi? fate ridere I polli.....
Rispondi · Mi piace · 1 · 16 ore fa.
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale.
Michele Sattini russofoni, non hanno fatto nessuna azione terrorista, secondo I criteri democratici: hanno votato a suffragio universale, e si sono costituiti: come popolo sovrano: con una costituzione.. noi la NATO, siamo I nazisti che stiamo calpestando tutto questo!
Reply · Like · Unfollow Post · 2 hours ago
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
LASCIATE CHE, ASSASSINI, MASSONI FARISEI SALAFITI, BILDENBEG SATANISTI ED ALIENI VENGANO A ME, E NON GLIELO IMPEDITE LORO, PERCHé è A QUELLI DEI LORO, CHE, APPARTIENE L'ABISSO DELL'INFERNO! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux Croce sacra sii la mia Luce N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana Non mi persuaderai di cose vane S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas Ciò che mi offri è cattivo I.V. B. Ipsa Venena Bibas Bevi tu stesso i tuoi veleni ESORCISMO: (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen! NON MI PIACCIONO QUESTI SATANISTI CIA, CON I LORO ALIENI DEMONI! DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF.

mossad -- 327767++++ questo è il numero cellulare di mia madre, che, ovviamente, è consapevole di avere chiamato: PER ERRORE, MA, SOLTANTO, I SERVIZI SEGRETI POSSONO FARE QUESTE MINACCIE, CIOè, INTRODURSI FURTIVAMENTE, ALL'INTERNO DI UNA CHIAMATA, INCONSAPEVOLMENTE, DA CELLULARE DI QUALCUN ALTRO!
+
mossad -- 327767++++ "CIAO CIAO, SANTO PADRE" mi ha detto, proprio adesso, questo criminale, la voce di un uomo con inflessione araba! sul telefono fisso, che nessuno potrebbe conoscere!
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hashbury09
1 settimana fa

Heart Light
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Jezebel II 666 IMF-NWO
1 mese fa

QUESTI SI AUTO-ELEGGONO DA SOLI,  ma, non eleggeranno mai me, perché, io non sono massone, e neanche satanista! [ Merkel, vertice nomine Ue il 16 luglio. Dopo voto Europarlamento su Juncker a capo Commissione
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1 mese fa

i leader massoni e satanisti USA UE NATO, non rappresentano più, i loro popoli, sono soltanto una MAFIA criminale! tutti i complici di Rothschild! "NON C'è DUE, SENZA TRE", quindi, voi ORA FATEVI ANCHE, QUESTA TERZA GUERRA MONDIALE! voi non dovevate permettere, che, i farisei potevano rubare il signoraggio bancario! e che, le lobby massoniche rendessero una truffa il sistema dei partiti politici!
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1 mese fa (modificato)

http://dominusuniusrei.blogspot.com/2014/06/sono-stati-castrati.html e perché Rothschild ha rubato la sovranità monetaria, attraverso le lobby massoniche, che, gli Stati sono stati castrati, in questo ambito, la LEGA ARABA, ONU OCI SHARIA culto, HA POTUTO APRIRE tutto lo inferno dei suoi orrori! C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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1 mese fa

tutti i nuovi diritti umani ONU sharia di Obama Gender! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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1 mese fa

[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? LA VOSTRA ORA, VIENE VELOCE! ] 26/01/2011
«Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi»
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/Traffico%20di%20esseri%20umani%20Business%20da%2032%20miliardi_201101260827549630000_201101260836500170000.aspx 16/01/2011 «Sinai, ci sono altri trentadue profughi in mano ai predoni»
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/Sinai%20ci%20sono%20altri%20trentadue%20profughi%20in%20mano%20ai%20predoni_201101170928347700000_20110117102027177000.aspx 07/01/2011
Ancora tensioni sul Sinai «Si muova la comunità internazionale»
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/il%20caso%20degli%20eritrei%20in%20ostaggio_201101071201499600000_201101071204564100000.aspx 06/01/2011
Sinai, ancora violenze Ucciso giovane eritreo
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/Sinai%20ancora%20violenze%20Ucciso%20giovane%20eritreo_201101060835505000000_201101061445194230000.aspx 05/01/2011
Nel Sinai sparatoria tra predoni e polizia
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/Nel%20Sinai%20sparatoria%20tra%20predoni%20e%20polizia_201101050938064100000_201101050942438600000.aspx 01/01/2011
Sinai, le voci dall’orrore
http://www.avvenire.it/Dossier/eritrei/Pagine/siani%20le%20voce%20orrore_201101011029421800000_201101011106579600000.aspx
. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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ShalomGerusalemme
1 mese fa

[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] In catene nel deserto, l’odissea libica dei 255 eritrei. Paolo Lambruschi. 25 novembre 2010. Prigionieri nel Sinai, in catene come schiavi, ostaggio dei trafficanti egiziani. Così è finita una parte consistente, ben 80 dei 255 eritrei che nel luglio scorso avevano rischiato di morire nella famigerata prigione libica di Al Braq, in pieno Sahara, dopo essere stati respinti in mare dall’Italia e poi liberati grazie alla pressione delle organizzazioni umanitarie sul nostro governo. Un mese fa alcuni di loro sono fuggiti dalle sabbie libiche alla volta di Israele, su una delle nuove rotte della disperazione verso l’Europa, che ora incrociano il Medio Oriente e la Turchia, a rischiare di morire in un altro deserto. L’allarme è stato lanciato ieri, esattamente come l’estate scorsa, dal blog dell’agenzia di cooperazione allo sviluppo Habeshia. Secondo la quale ci sono 600 persone in condizioni disperate da oltre un mese nel deserto al confine tra Egitto e Israele, prigioniere del racket. Oltre agli 80 eritrei fuggiti da Tripoli, somali e sudanesi. Tra questi, vi sono anche donne, segnala il blog curato da Roma dal sacerdote cattolico eritreo Mosè Zerai. Ciascuno ha versato al racket 2.000 dollari. Ma i trafficanti ne pretendono altri 8.000. «Gli eritrei – racconta don Mosè – mi hanno raccontato di aver lasciato Tripoli per raggiungere Israele dall’Egitto. Ma nel corso del viaggio i trafficanti hanno tradito gli accordi e il prezzo è aumentato. Così li hanno sequestrati». Sulla loro drammatica condizione sappiamo solo quanto hanno raccontato al prete. «Dicono di trovarsi nel Sinai, segregati dai beduini nelle case nel deserto, ma non sanno dire dove perché sono stati incappucciati durante gli spostamenti. Da un mese sono legati con le catene ai piedi, come si faceva nel commercio degli schiavi, continuamente minacciati e da 20 giorni non toccano acqua per lavarsi. Vi sono anche donne debilitate dalla mancanza di cibo e dalla scarsa igiene».
Non sono i primi a subire questa sorte. Questa forma di sequestro che sfrutta la disperazione dei profughi è redditizia. Già un anno fa l’agenzia Fortress Europe segnalava questa nuova rotta che parte dal Cairo verso la frontiera israeliana nel Sinai e dalla quale passano mille persone al mese, quasi tutti eritrei ed etiopi. Nei casi peggiori i passeggeri dopo aver pagato sono abbandonati lungo il confine.
«Purtroppo – aggiunge don Mosè – questa situazione è anche frutto della chiusura delle frontiere dell’Europa. i richiedenti asilo provenienti dal Corno D’Africa non hanno alternative e si affidano ai sensali di carne umana». Ieri il senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione straordinaria per i Diritti Umani, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro degli Esteri in cui si chiede di verificare la situazione degli 80 eritrei trattenuti in Egitto e di muovere tutti i passi necessari nei confronti del governo del Cairo per salvarli. Ma torniamo in Libia, dove a luglio esplodeva il caso di 205 uomini e 50 donne fuggiti dall’Eritrea. Nel 2009 e nel 2010 avevano tentato di passare per l’antica rotta del Mediterraneo ed erano stati respinti in mare e poi arrestati. Ai primi di giugno, ad esempio, una ventina di eritrei venne intercettata e respinta su un barcone diretto in Italia in circostanze mai chiarite. Videro un’imbarcazione con bandiera italiana e si avvicinarono, ma a bordo c’erano militari libici che li riportarono indietro. Il ritorno fu drammatico. «Una persona è annegata in mare, altri tre che conoscevano l’arabo sono stati malmenati perché si sono ribellati. Da quasi sei mesi nessuno ha più notizie di loro. Una donna e il suo bambino di otto mesi sono stati incarcerati al buio per ore senza ricevere cibo né acqua.». A fine giugno, dopo una rivolta nel centro di detenzione libico di Misurata, i maschi vennero trasferiti nel durissimo carcere di Al Braq, a Sebha, a sud, nel deserto. Le donne rimasero a Misurata e furono sottoposte a violenze e atti degradanti. Ma ai primi di luglio qualcuno riuscì ad avvisare don Zerai, che rilanciò la notizia su Habeshia. Allora i 255 vennero rilasciati approfittando della nuova legge varata da Tripoli contro l’immigrazione clandestina che prevedeva una sanatoria, con un permesso provvisorio di tre mesi e il divieto di lasciare la città. Ora, però, i permessi sono scaduti e siamo da capo. «Chi non è fuggito è intrappolato nelle città libiche – chiarisce il sacerdote – senza diritti. In tutto in Libia vi sono un migliaio di eritrei, tutti a luglio hanno beneficiato della sanatoria. Chi ha potuto si è spostato verso Tripoli o Bengasi e lavora in nero. Per rinnovare il permesso devono, però, presentarsi con il passaporto eritreo e un contratto di lavoro. Altrimenti devono rivolgersi alle autorità diplomatiche del loro Paese. Naturalmente non possono farlo in quanto rifugiati». Chi va in ambasciata rischia infatti la deportazione o vendette contro i congiunti rimasti nel Corno d’Africa. Ma, se non rinnovano il permesso, si spalancano le porte delle carceri. «Ho appena ricevuto – racconta il prete – chiamate che riferiscono di retate della polizia casa per casa. E tornare in quelle prigioni è terribile: vivono ammassati e senza potersi lavare, sono maltrattati. Molte donne sono state violentate e messe incinta dalle guardie carcerarie». Chi può fugge allora dall’inferno, come gli 80 ora però imprigionati nel Sinai. Stando alla convenzione sui diritti umani queste persone non sono criminali, ma avrebbero diritto a chiedere asilo e ad essere protette dai governi della civilissima Europa. Libia, orrore nel Sinai: uccisi altri tre eritrei. Paolo Lambruschi. 1 dicembre 2010. Sei morti ammazzati in 48 ore. Cadono come mosche, al ritmo di tre vite umane al giorno, gli 80 eritrei fuggiti dalla Libia nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso Israele e caduti da oltre un mese nelle mani di una banda di spietati trafficanti di esseri umani nel Sinai. L’allarme è stato rilanciato sul blog dell’agenzia di cooperazione Habeshia dal sacerdote eritreo cattolico della diocesi dell’Asmara Mosè Zerai, che vive a Roma e che dalla capitale, dallo scorso 24 novembre, è in contatto telefonico con questi sventurati in trappola. Ai quali i carcerieri lasciano usare il cellulare per implorare il pagamento del riscatto di 8mila dollari. Al confine tra Egitto e Israele, si sta consumando l’ennesima tragedia dell’immigrazione nell’indifferenza dei governi e nel silenzio dei media. Ieri altri tre eritrei sono stati massacrati a bastonate dai banditi, che tengono in ostaggio i profughi in una località indefinibile. Si tratta di persone che, una volta giunte sul suolo europeo, avrebbero diritto di chiedere asilo. Nel deserto la loro vita vale  poche migliaia di dollari. L’odissea è iniziata più di un mese fa, quando i passatori avevano promesso di trasportare i fuggitivi oltre la frontiera con lo stato ebraico in cambio del pagamento di duemila dollari. Ma li hanno ingannati, fermando il camion dei profughi in mezzo al deserto e chiedendo 8mila dollari a testa per lasciare gli ostaggi in vita. Da lunedì è cominciata la mattanza. L’altro ieri tre persone erano state torturate e uccise a sangue freddo con la pistola perché non era stato pagato il riscatto, ieri un tentativo disperato di fuga di una dozzina di profughi è stato fermato e represso con violenza bestiale lasciando sul terreno altri tre cadaveri. Dalle informazioni in possesso del prete eritreo risulta che gli ostaggi sono quasi tutti sotto i trent’anni. Nel gruppo vi sono anche alcune donne. Sono tenuti prigionieri in condizioni inumane, in catene, maltrattati, con vitto scarso e senza potersi lavare. In tutto nell’area vi sarebbero 600 ostaggi provenienti da Corno d’Africa e Sudan. «Ho parlato con alcuni ostaggi eritrei ieri mattina – racconta don Zerai – mi hanno detto che i rapitori sono armati fino ai denti e determinati. Stanno perdendo le speranze di restare vivi, non c’è più tempo. Dove sono? Non riescono a identificare la località, sono stati incappucciati durante il trasbordo. Mi hanno riferito di vedere dalla prigionia una scuola e una moschea. Può agire solo il governo egiziano. Ma serve un intervento urgente dei governi europei sul Cairo per salvare i 74 superstiti o moriranno nell’indifferenza delle istituzioni nazionali e internazionali». Non si escludono connivenze dell’organizzazione di trafficanti con la polizia. Lunedì don Zerai è stato ascoltato a Bruxelles in un’audizione al Parlamento europeo senza, però, ottenere molto. Ma qualcosa si muove. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha segnalato il caso alle autorità egiziane. Ieri le senatrici del Partito Democratico Emanuela Baio e Mariapia Garavaglia, componenti della commissione diritti umani di palazzo Madama, hanno lanciato un appello: «Salviamo la vita degli eritrei che muoiono nel deserto del Sinai, una parte di loro risulta essere stata respinta dalla Libia» . «Risulta che, al confine tra Egitto ed Israele, – si legge in una nota delle due senatrici – nel deserto del Sinai, luogo simbolo per la cristianità, dove sono state consegnate a Mosè le tavole dei 10 Comandamenti, si consumino ogni giorno efferati delitti impuniti. E sembra che queste violenze lascino diversi Stati e il nostro governo completamente disinteressati». Le parlamentari hanno firmato l’interrogazione   presentata la scorsa settimana dal Presidente della commissione Diritti umani del Senato Pietro Marcenaro e hanno chiesto al ministro degli Esteri Frattini di riferire in Senato. «Chiediamo di sapere cosa stia facendo il Governo italiano verso quello egiziano per liberare i profughi e cosa stia facendo verso la grande Repubblica Araba di Libia, popolare e socialista  per difendere il diritto alla protezione umanitaria. Un paese con il quale abbiamo siglato poco tempo fa un accordo costato non poco alle casse dello Stato».
. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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1 mese fa

[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] Sinai, le voci dall’orrore. Paolo Lambruschi. 1 gennaio 2011. voce dall’inferno del Sinai arriva flebile, ma chiara. Don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo che dal 23 novembre scorso ha denunciato il sequestro di un gruppo di 80 eritrei provenienti dalla Libia e diretto in Israele, ha appena chiamato gli ostaggi cui i rapitori, i beduini Rashaida, hanno lasciato il cellulare per sollecitare il pagamento del riscatto di ottomila dollari. L’orrore e la crudeltà si mescolano a due buone notizie. Altre 15 persone riscattate verranno liberate oggi. E i primi quattro ostaggi rilasciati due settimane fa sono stati rintracciati in Israele dall’ong nordamericana Phr in un centro di detenzione. Mentre la conversazione tra il prete e un giovane ostaggio si svolge in tigrino, registrata da Tv2000 e da RadioInBlu, sullo sfondo si sentono rumori di bastonate e lamenti. Donne e uomini sono trattati da mesi come bestie dai moderni mercanti di schiavi. Otto sono stati uccisi solo in questo gruppo la cui sorte è stata intercettata. Torture e abusi sono pratica quotidiana e non solo per sollecitare il pagamento del riscatto. I predoni si accaniscono contro gli eritrei per vendicare un tentativo di ribellione sedato nel sangue e costato la vita a un carceriere. E per l’antico odio dei nomadi islamici dell’Africa del nordest verso i tigrini, stanziali e cristiani. «All’altro capo – spiega don Mosè, visibilmente provato quando si conclude la concitata conversazione – c’era un ragazzo. Li stavano picchiando mentre parlavamo, mi implorava di sbrigarsi a pagare il riscatto. Sanno che altrimenti vanno incontro alla morte». Il resoconto dell’ostaggio conferma la presenza nel lager di tre donne incinte, una vicina al parto. «Anche per questo – aggiunge il prete – continuano a ripetermi di fare presto. Rischia di più chi non ha parenti che inviano soldi. Vengono picchiati per obbligarli a trovare il denaro o accettare l’espianto dei reni come forma di pagamento. Temo li vendano ad altri gruppi». La conversazione riprende. Al cellulare altre persone raccontano, con il terribile sottofondo delle bastonate, di essere rinchiusi dentro un container, mani e piedi incatenati. Stanno vegliando pietosamente un compagno malridotto, da giorni in lotta per sopravvivere. «Sono rimasti in 60 circa – traduce don Zerai – i sequestratori hanno separato chi può pagare da chi non ha i mezzi. Oggi liberano altre 15 persone i cui parenti hanno versato la somma richiesta».
Ma l’odissea non termina con la scarcerazione. Scortati da aguzzini ben armati, in marcia scalzi e malconci verso il confine, i profughi rischiano di venire arrestati dalla polizia egiziana, la quale prima di Natale ha catturato 27 ostaggi – in maggioranza eritrei, poi etiopi e sudanesi – e li ha riconsegnati alle ambasciate dei paesi di provenienza. La consegna alle sedi diplomatiche– palese violazione della convenzione Onu sui rifugiati ratificata dal Cairo nel 1981 – suona come una condanna a morte per chi, in fuga dalle persecuzioni, è migrato illegalmente. Nonostante l’imbarazzante silenzio sulla vicenda, il governo egiziano almeno un passo avanti l’ha compiuto vietando alle guardie di frontiera di sparare sui profughi diretti al confine. In Israele, intanto, l’ong di medici Phr ha trovato in due centri per migranti quattro ostaggi del gruppo proveniente dalla Libia, scarcerati due settimane fa. Uno di loro, Haile, è stato nelle mani dei Rashaida del Sinai del Nord 60 giorni. Aveva pagato ai beduini libici 2000 dollari, ma l’hanno venduto.
«Eravamo in cinque – è la sua testimonianza –  i predoni ci hanno chiesto 5000 dollari. Ho pagato, sono stato l’unico. Non so dove si trovi la mia prigione né che fine hanno fatto le 40 persone rinchiuse con me nel container».
Don Zerai lancia l’ultimo appello del 2010 all’Unione europea, all’Italia e ai paesi della regione del Sinai per salvare i profughi eritrei in ostaggio e stroncare il traffico. «La comunità internazionale deve prendere in mano la situazione. Si faccia fronte comune tra Egitto, Israele e Autorità palestinesi, non è possibile che continuino questi traffici. L’Ue dichiari al Cairo che può accogliere gli ostaggi, ha già dato segnali di disponibilità. Chi può, intervenga subito». Eritrei, «I predoni stanno separando gli ostaggi» Paolo Lambruschi. 30 dicembre 2010. Nei container sepolti sottoterra nel Sinai è iniziata la separazione tra chi è in grado di pagare il riscatto e chi non potrà farlo. Un preludio di nuovi orrori. Le ultime, drammatiche cronache dall’inferno del Sinai procurano angoscia. Le riferisce don Mosè Zerai, che dal 23 novembre scorso è in contatto telefonico con gli eritrei caduti nelle mani dei rapitori. «Ieri gli ostaggi – afferma il sacerdote eritreo, presidente dell’agenzia di cooperazione allo sviluppo Habeshia –  mi hanno riferito che per la prima volta sono stati separati, Il gruppo di donne, anche le tre in stato di gravidanza, che non possono pagare gli ottomila dollari richiesti dai banditi è stato spostato ieri mattina. Il loro timore è che ora vengano vendute ad un altro gruppo di trafficanti. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, che siano sottoposte all’espianto degli organi». Forse sono stati gli arresti della polizia egiziana compiuti ai danni degli ostaggi nei giorni scorsi a suggerire ai moderni mercanti di schiavi di accelerare i tempi. Nell’area operano almeno 20 gruppi di predoni collegati tra loro, che hanno rapito negli ultimi tre mesi 300 eritrei, tutti diretti verso il confine israeliano sulla nuova rotta del Sinai presidiata da sempre dai Rashaida, i beduini dell’Africa nordorientale. Almeno 80 eritrei sono fuggiti dalla Libia dopo aver tentato invano di raggiungere via mare le coste italiane, mentre il resto è in fuga dal Corno d’Africa. Stando alle testimonianze telefoniche dei detenuti, confermate dalla ong sanitaria americana Phr che ha documentato le torture subite dai superstiti giunti in Israele in questi mesi, agli eritrei è toccato il trattamento peggiore per rappresaglia. Un gruppo di fuggiaschi tigrini, poi catturato, avrebbe infatti ucciso un carceriere. Le donne sono state ripetutamente abusate, tutti sono stati incatenati, picchiati e sottoposti a torture e violenze disumane, compresa la marchiatura a fuoco. Otto prigionieri sono stati uccisi e ad almeno quattro sembra sia stato prelevato un rene come pagamento del riscatto. Il cibo è scarso, una pagnotta ogni tre giorni e acqua salata. Solo chi ha già pagato rate della somma richiesta, con modalità ormai codificate – via Western union a emissari segnalati dalle bande – è trattato meglio. Stando alle dichiarazioni delle forze di sicurezza egiziane, che l’altro ieri hanno per la prima volta ammesso la presenza degli ostaggi, sarebbero detenuti nel deserto anche altri 900 africani – etiopi, somali e sudanesi – che avrebbero pagato la somma richiesta per la liberazione e starebbero per varcare il confine con Israele. La telefonata effettuata ieri dal prete ha aggiunto un tassello alle notizie sugli arresti della polizia egiziana di 27 ostaggi liberati. Tra questi non vi sarebbero i 20 eritrei provenienti dalla Libia rilasciati prima di Natale. Ieri alcuni hanno infatti telefonato agli ormai ex compagni di sventura confermando l’arrivo sul suolo ebraico. Hanno detto di aver fornito le proprie generalità alle autorità israeliane e di trovarsi in un centro di detenzione. Si attendono riscontri. Don Zerai intanto è tornato chiedere l’intervento dei governi della regione, «ormai terra di nessuno dove regna l’anarchia dei trafficanti di esseri umani. Non si comprende il silenzio delle autorità egiziane, israeliane e palestinesi. Si sta consumando un dramma alle porte delle loro nazioni e nessuno di loro prende a cuore questa emergenza umanitaria». Il prete si domanda amaro che fine hanno fatto gli accordi internazionali per la lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico d’organi. «Perché si sta perdendo del tempo? Spero che non sia una scelta politica di questi paesi che usano questa situazione drammatica come deterrente contro l’immigrazione. Molti di questi migranti sono profughi di guerra, perseguitati, gente che fugge dalla morte lenta causata da calamita naturali. Le persone disperate tentano il tutto per tutto, anche affrontando la morte, ma i paesi ricchi e "civili" non possono preoccuparsi solo di sigillare i propri confini». C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] Egitto ammette:
sono 300 gli ostaggi eritrei. Paolo Lambruschi. 29 dicembre 2010. Dopo 35 giorni crolla il muro di gom­ma eretto dalle autorità egiziane at­torno al sequestro degli eritrei ed e­mergono nuove, importanti prove sull’in­ferno del Sinai. La stessa polizia egiziana e fonti a Rafah vicine agli stessi trafficanti, i clan beduini Rashaida, hanno confermato all’Ansa e ad altre agenzie occidentali la presenza dei 300 ostaggi. Inoltre gli arresti effettuati nel deserto nei giorni scorsi dal­le autorità egiziane riguardano ostaggi ri­lasciati prima di Natale dai rapitori dopo il pagamento del riscatto. Appurata anche l’e­norme entità del traffico. Ma i banditi re­stano impuniti. Ieri è stato chiarito il numero delle perso­ne catturate dalla polizia. Si tratta di 27 mi­granti africani, fermati nel deserto in due ri­prese. Il primo gruppo, composto da otto eritrei e sette etiopi, è stato arrestato tre giorni fa, mentre il secondo, di sette eritrei, tre sudanesi e due etiopi, è stato fermato lu­nedì alla frontiera con Israele. Confermato che i 300 eritrei sono ancora in mano ai banditi. Circa 80 provengono dalla Libia, dove alcuni erano stati respinti nel Medi­terraneo dalle nostre motovedette. Gli altri arrivano dall’Eritrea attraverso il Sudan.
So­no stati tutti venduti da una banda di traf­ficanti senza scrupoli all’altra, come ab­biamo appreso in questo mese ascoltando le testimonianze di ostaggi rilasciati, dei parenti e della suora comboniana Azezet Kidane, che ha curato i superstiti giunti in Israele. I predoni hanno inoltre imprigio­nato 900 migranti di altre nazionalità – su­danesi, etiopi, somali – i quali hanno pagato le somme richieste e aspettano di poter ten­tare l’ingresso in Israele. In tutto sono coin­volte 1200 persone, è la conferma che nel Sinai è in corso da tempo un giro d’affari cri­minale di svariati milioni di dollari sulla pelle dei disperati del pianeta. Durante la detenzione in baracche e container inter­rati hanno tutti subito torture e violenze, le donne sono state abusate. Un trattamento disumano condito da minacce di morte e di espianto di reni. Per contattare l’esterno e raccontare l’orrore, ai rapiti è stato lasciato il telefono cellulare per accelerare i paga­menti del riscatto via Western Union a e­missari della banda al Cairo e a Gerusa­lemme. Ad eritrei ed etiopi è toccato il trat­tamento peggiore, come confermano le te­stimonianze raccolte ieri, come vendetta per l’uccisione di un carceriere durante un tentativo di fuga di 25 di loro, conclusosi tragicamente con l’assassinio di sei eritrei. Ribadito infine che almeno otto ostaggi sa­rebbero stati uccisi dai trafficanti, una de­cina di uomini bene armati che cambia spesso i luoghi di detenzione. La polizia e­giziana continua comunque a non inter­venire per catturare i mercanti di schiavi, anzi. L’ultima volta che intervenne, ad a­gosto, aprì il fuoco su un gruppo di eritrei imprigionati a Rafah e lasciò impuniti i car­nefici. Stavolta ha ricevuto l’ordine di non sparare e limitarsi ad arrestare i migranti rilasciati per immigrazione clandestina. Al­le vittime il governo del Cairo, delle quali fi­no a ieri ha negato perfino la presenza nel­la zona al confine con Israele, lascia la vita, ma riserva una beffa atroce. I profughi ar­restati vengono consegnati alle rispettive ambasciate dei paesi di provenienza per il rimpatrio immediato, che può voler dire galera e morte. Le forze egiziane sostengono di non poter intervenire nel Sinai riparandosi dietro il Trattato di pace con Israele che impedisce di introdurre armi pesanti e blindati nella zona di frontiera. I Rashaida disporrebbe­ro invece di armi sofisticate, acquistate dai sudanesi come contropartita per il traffico di esseri umani. La notizia degli arresti ha intanto allarmato la diaspora eritrea, nella quale proseguono le collette per pagare i riscatti, che i predoni pretendono vengano rateizzati per non venire identificati. «Lunedì ho sentito mio fratello dal Sinai – di­chiara H., rifugiato eritreo che vive in Sviz­zera – e non mi ha detto nulla. Ho sentito anche altri parenti, noi continuiamo a pa­gare e a sperare». Ieri il sacerdote eritreo Mosè Zerai ha con­tattato gli ostaggi. «Non sanno nulla, mi chiedevano di fare presto a pagare per li­berarli. Chiediamo al governo egiziano di consegnare i profughi nelle mani dell’Acnur e non alle ambasciate che li potrebbero rimpatriare. Ma questo potrà accadere so­lo se l’Europa dimostra fattivamente di es­sere disposta a dare asilo a queste persone. Mi preoccupa la sorte di chi non può pa­gare, un gruppo di almeno 15 persone che comprende sei donne, tre in stato di gravi­danza ». L’odissea nel deserto, insomma, è tutt’altro che finita. Gli egiziani arrestano migranti. alla frontiera. Paura per gli eritrei [Paolo Lambruschi  ] 28 dicembre 2010. Confermata la liberazione del gruppo di 20 ostaggi eritrei rilasciati prima di Natale dai rapitori, i beduini del Sinai. Di loro, però, mancano ancora notizie certe: l’unica cosa assodata è che non son o più nelle mani dei rapitori. Ma su dove siano finiti è ancora mistero. E ora si apre un altro preoccupante scenario. Sedici persone, infatti, sono state fermate dalle guardie di frontiera egiziane. Si tratta, secondo le autorità del Cairo di 16 africani che stavano tendando di entrare in Israele. Di più le forze di sicurezza cairote non dicono. Si tratta del terzo episodio del genere in un mese, mentre il governo continua a negare l’esistenza del traffico di esseri umani e la presenza degli ostaggi nell’area. Secondo l’agenzia Associated press 14 di loro sarebbero sudanesi e solo due, un uomo e una donna, sarebbero, invece di nazionalità eritrea. Il gruppo sarebbe stato portato al confine dai beduini in cambio di denaro. La certezza però manca ancora e ciò, unito al fatto che dei 20 eritrei è stata, per ora, persa ogni traccia, non consente di escludere che per questi sfortunati profughi sia sia aperta una nuova cella: dopo quelle dei beduini quelle delle carceri egiziane. Dalle prigioni nel deserto, intanto, ieri nessuna telefonata. Il giorno di Santo Stefano alcune donne rapite hanno contattato il sacerdote eritreo Mosè Zerai. Secondo la testimonianza il pagamento dei riscatti, tuttora in corso, ha placato la violenza dei trafficanti. In Israele intanto la questione dei rifugiati giunti dal Sinai sta diventando un caso politico. Mentre i principali quotidiani riprendono il rapporto dell’ong di medici Phr, Nobel per la pace 1997, sulle torture subite dalle persone rapite nel deserto, un migliaio di immigrati africani ha manifestato per le strade di Tel Aviv il 24 dicembre scorso contro la recente decisione del governo di Benjamin Netanyahu di istituire centri di detenzione per immigrati giunti Israele attraverso la frontiera con l’Egitto. Sulla questione degli ostaggi è intervenuto in questi giorni anche il gruppo umanitario Everyone che, ricordando le minacce fatte dai mercanti di uomini ai detenuti, ha puntato il dito contro l’Egitto. «Per coloro che non sono in grado di pagare il riscatto – si legge in una nota – si profila una fine orrenda. L’Egitto, nonostante l’impegno delle istituzioni per combattere l’odioso fenomeno, è tuttora il terzo Paese al mondo per traffico di reni umani, con un giro d’affari da capogiro, la copertura della mafia locale e agganci con la criminalità organizzata di altri Paesi. Al Cairo e in altre città esistono da anni cliniche clandestine attrezzate per rifornire questo mercato. Le donne possono finire nel racket della prostituzione, un giro criminoso in cui diventeranno schiave e da cui non esiste via di fuga. Per  bambini e giovanissimi si prospetta la possibilità di cadere nel mercato della pedofilia o del lavoro nero». Fin dagli inizi della vicenda Everyone ha affermato che il traffico di esseri umani è gestito dai clan beduini del deSerto egiziano con la complicità di Hamas. Anche don Zerai ha ribadito l’appello alla liberazione di tutti gli ostaggi nelle mani dei trafficanti: «Non ci stanchiamo di fare appello a tutti, istituzioni, organizzazioni umanitarie, persone di buona volontà a chiedere con forza che Egitto, Israele e l’Autorità Palestinese facciano fronte comune per combattere questo odioso traffico. Chiediamo all’Unione Europea di assumersi le proprie responsabilità». C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] Eritrei, venti ostaggi liberati. Torture a chi non paga. Paolo Lambruschi 24 dicembre 2010. Venti ostaggi sono stati libera­ti mercoledì dall’inferno del Sinai. Ma almeno 15, tra le quali sei donne - tre in stato di gravi­danza - rischiano di restare nelle ma­ni dei predoni e sparire nel nulla. E nelle prossime ore si tenterà di tutto per trovare almeno i danari del ri­scatto delle ragazze. Intanto sulla stampa egiziana appaiono le prime conferme sul terribile traffico di uo­mini in atto nel deserto, notizie smentiscono ancora una volta il go­verno del Cairo. Dunque un mese e­satto dopo la scoperta del mercato di rifugiati africani tra Egitto e Israele, arrivano novità che possono impri­mere una svolta. Le persone rilasciate appartengono al gruppo degli 80 eritrei partiti dalla Li­bia, sequestrati un mese fa da un gruppo di predoni e detenuti in con­dizioni disumane. La notizia è stata data ieri da uno dei prigionieri al fra­tello, un profugo eritreo che vive a Berna, durante la telefonata conces­sa dai sequestratori per chiedere il ri­scatto. «Mi ha detto che è stato completato il pagamento di ottomila dollari per 20 persone– conferma H., il cui fra­tello è nel gruppo partito dalla Libia – che sono state rilasciate. Vengono tutti da Tripoli. Attendiamo la con­ferma del loro arrivo in Israele, ma altri parenti mi hanno detto la stessa cosa».  Il tam tam tra nella diaspora in Eu­ropa ribadisce che i pagamenti sono avvenuti via Western union, con il metodo usuale: indirizzati agli inter­mediari segnalati dalla banda via sms al parente pochi minuti prima di ef­fettuare la transazione. Anche H. è riuscito, a prezzo di gran­di sacrifici, a mettere insieme la som­ma richiesta dai banditi. «Non posseggo più nulla. Mio fratel­lo mi ha annunciato che domani do­vrebbe essere rilasciato. Insieme a lui dovrebbero ritrovare la libertà altri o­staggi, tra i quali una donna incinta, venduti ai Rashaida dall’eritreo Fa­swat Mahari, che aveva organizzato il viaggio dalla Libia al Sinai. So che altri pagamenti verranno saldati in queste ore. È il regalo di Natale più bello della mia vita». Ma cresce l’angoscia per la sorte di chi non ha parenti in grado di paga­re. Ibrahim ad esempio ha un cugi­no nel Sinai, vive a Genova con un re­golare permesso di rifugiato politico ed è disperato. «Ho versato lunedì mille dollari per mio cugino ai banditi al Cairo. I se­questratori gli hanno spezzato le ma­ni a sprangate. Però gli ho detto che non posso fare di più. Ieri mi ha det­to che stanno continuando a tortu­rarlo. Non è possibile che nessuno intervenga». Anche don Mosè Zerai, il sacerdote e­ritreo che per primo ha lanciato l’al­larme trenta giorni fa e che da allora ha tenuto i contatti con gli ostaggi fingendosi un parente, conferma, ma non nasconde l’enorme preoccupa­zione per un epilogo tragico.  «Non sappiamo che fine faranno le persone che non possono pagare. So­no almeno una quindicina, tra le quali sei donne. Tre sono incinta. Farò l’impossibile per cercare di trovare i soldi per salvare almeno loro, hanno subito troppo e rischiano di finire chissà dove, magari vittime del traf­fico d’organi. Anche se il pagamento del riscatto – conclude amaro il pre­te – alimenterà il traffico di schiavi. I governi e l’Onu hanno chiuso gli oc­chi davanti ai mercanti di uomini». Intanto sul «Daily News Egypt», te­stata indipendente distribuita con l’International Herald Tribune, è comparso il 22 dicembre un articolo che ammette per la prima volta la presenza dei «rifugiati africani» rapi­ti e torturati dai trafficanti per estor­cere riscatti. Il servizio assesta un’al­tra picconata alle tesi del ministro de­gli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit, il quale ancora sabato negava tutto. Una fonte anonima nel Sinai riferisce di non saper dire quanti so­no i prigionieri. Ne avrebbe visti so­lo 30, ma ammette che il numero cre­sce per i continui arrivi. Soprattutto racconta un fatto avvenuto a fine no­vembre, quando alcuni prigionieri a­vrebbero sottratto le ar­mi ai carcerieri e tentato la fuga. Sarebbero stati catturati dalle guardie di confine dopo uno scon­tro a fuoco che ha provo­cato diversi feriti. Quasi lo stesso racconto fatto dagli ostaggi a fine no­vembre a don Zerai sul blitz conclusosi tragica­mente con l’uccisione a bastonate di sei fuggia­schi. Un resoconto che, un mese dopo l’allarme lanciato da don Mosè, rende insostenibile la po­sizione del Cairo. Che fi­ne hanno fatto i feriti, so­no stati curati negli ospedali egizia­ni? O sono stati riconsegnati ai car­cerieri? Possibile che le guardie di confine non abbiano riferito ai su­periori della sparatoria? Le risposte farebbero crollare il muro di silenzio eretto dalle autorità egiziane attorno al dramma del Sinai. [ Eritrei, la suora testimone: «Picchiato a morte chi non paga» Paolo Lambruschi. 23 dicembre 2010. In tre mesi ha incontrato oltre 200 eritrei ed etiopi passati dall’inferno del Sinai. Racconti di torture orribili che confermano cosa sta accadendo nel deserto, anche se finora il governo del Cairo sostiene di non aver trovato conferme dei rapimenti. Azezet Kidane è una suora comboniana eritrea, vive nella missione di Betania e da giugno due volte alla settimana arriva in autobus a Tel Aviv, nel piccolo ambulatorio dei medici volontari dell’ong internazionale Phr ad ascoltare e assistere i rifugiati. Una testimonianza importante, quella di Suor Azezet. Conferma che negli ultimi tre mesi sono fortemente aumentati i casi di profughi provenienti dall’Eritrea e dall’Etiopia che si  rivolgono alla struttura sanitaria con gravi traumi fisici e mentali causati dalle prigionie nel deserto durante le quali vengono sottoposti a torture fisiche e psicologiche durissime.
«Ho incontrato 193 profughi da settembre ad oggi. Negli ultimi due mesi soprattutto persone provenienti dalla Libia. Aspettano troppo e i controlli di polizia sono troppo duri, così cercano altre possibilità. Molti raccontano di essere stati rapiti nel Sinai dai beduini e legati con i ferri insieme ad altre sei o sette persone e di essere stati picchiati quotidianamente. Alcuni sono stati messi a testa in giù e issati in alto oppure feriti agli arti e minacciati di amputazione. I trafficanti portano nelle prigioni del deserto persone vestite da medici, con il camice bianco. E dicono ai prigionieri terrorizzati che se non pagano toglieranno loro i reni. Sembra incredibile, ma sono le storie che sento ogni giorno, una peggio dell’altra».
E a chi non paga cosa succede? Molti testimoni mi hanno detto la stessa cosa: in ogni gruppo due o tre persone sono state picchiate a morte.
Lei ha incontrato anche donne? Sì, le racconto una storia emblematica. L’altro giorno è venuta in ospedale una giovane eritrea. Ha aspettato oltre un anno in Libia, poi, quando ha visto che non era più possibile arrivare via mare in Italia, ha chiesto a un trafficante di portarla in Israele. Ha pagato duemila dollari ma è stata rapita nel Sinai ed è stata tenuta prigioniera per 40 giorni dei beduini. I trafficanti l’hanno violentata più volte. Poi ha pagato il riscatto. È arrivata in Israele due settimane fa, era incinta. Nonostante tutti i nostri sforzi per convincerla a cambiare idea la settimana scorsa ha abortito nel campo profughi. Ora è distrutta dal rimorso e dalla vergogna, teme di aver contratto l’Aids. È terribile. Continuava a ripetermi che non sapeva chi era il padre e che non avrebbe potuto spiegare come stavano le cose al suo bambino. Dalle testimonianze ha capito come è organizzato il traffico nel Sinai? I trafficanti si passano le persone da un paese all’altro, ma ciascuno si tiene i soldi per la propria tratta. Tu hai pattuito duemila dollari dalla Libia ad Israele, ma quando arrivi nel Sinai devi pagarne altri duemila al trafficante che ti prende in consegna. Chi non può pagare viene sequestrato e deve telefonare ai parenti per trovare i soldi. Le richieste sono aumentate negli ultimi tempi, adesso sono arrivati a chiedere ottomila dollari. Ci sono diverse bande nel Sinai? Credo almeno una ventina. Nessuno mi ha detto il nome del trafficante, ma dalla descrizione del luogo di detenzione so già quali torture hanno subito. Se mi dicono che sono stati prigionieri in una casa di lamiera capisco che sono stati trattati peggio di tutti. I sequestratori sono razzisti. Ad esempio eritrei ed etiopi sono trattati peggio dei sudanesi. Ha capito dove si trovano le prigioni? Sicuramente nel Sinai egiziano. Tutti confermano che i criminali quando li hanno liberati li hanno fatti camminare scalzi fino al confine, a volte sette ore oppure solo un’ora. Poi li fanno correre quando arrivano alla «no man’s land», la terra di nessuno. E la polizia egiziana? Se li ferma per controlli intasca mance dai passatori.  Il rischio è quando si varca il confine, è capitato che lì la polizia spari sui profughi per ucciderli.. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] odissea degli eritrei: «Noi, picchiati con spranghe» Paolo Lambruschi. 22 dicembre 2010 .  Per la prima volta parla uno degli eritrei sopravvissuti ai mercanti di uomini del Sinai. Il suo riscatto è stato pagato dal fratello, lui racconta come è finito e cosa accade nelle prigioni dei predoni. Un racconto dove si riscontrano impressionanti analogie con quelli dei 250 eritrei, 80 dei quali provenienti dalla Libia, catturati un mese fa.
Tre mesi fa Adam, 22 anni, era prigioniero dei trafficanti di esseri umani. C’è rimasto quasi un mese, incatenato e trattato come una bestia, prima che il fratello maggiore Michele pagasse per liberarlo da un lurido container interrato, a pochi chilometri dal confine tra Egitto e Israele. Michele, che da un paio d’anni vive in Toscana e che aveva chiesto aiuto alla Caritas diocesana fiorentina per mettere insieme i soldi del riscatto, ci ha raccontato cinque giorni fa l’odissea di Adam, rapito dai predoni ai primi di settembre e liberato il 28 dello stesso mese. Una testimonianza importante perché ha smentito il governo egiziano, arrivato a negare perfino l’esistenza degli eritrei prigionieri.
Un’ulteriore conferma che in questo angolo del pianeta fiorisce un immondo mercato sulla pelle dei migranti provenienti dal Corno d’Africa e diretti in Israele. Un affare da milioni di dollari in mano a un racket organizzato e capace di gestire sequestri e riscatti su scala internazionale. Costituito, per quanto siamo riusciti a ricostruire, da una rete di clan beduini che una volta commerciava gli schiavi, i Rashaida, ramificata nel nordest dell’Africa come nel deserto del Sinai, protetta dalle polizie corrotte di diversi Stati e affiancata da complici tigrini che attirano in trappola i migranti impegnati a raggiungere lo stato ebraico dalla Libia o dalla vecchia rotta che attraversa Sudan  ed Egitto. Ieri siamo riusciti a rintracciare Adam in Israele e lui ha accettato di rivivere con noi quei terribili momenti che definisce «my trouble in Sina», il mio problema nel Sinai. Adam oggi vive in un campo per richiedenti asilo in Israele e svolge illegalmente lavoretti saltuari per sopravvivere. Si sta riprendendo dagli stenti patiti durante il rapimento. Il patto è nomi di fantasia e indicazioni topografiche essenziali, per non far correre rischi alle famiglie in Eritrea.
Quando è cominciato il tuo viaggio verso Israele?
Sono partito dall’Eritrea a fine agosto. Vengo da un villaggio alla periferia dell’Asmara. Mio fratello Michele per farmi emigrare ha pagato tremila dollari a un passatore eritreo che vive a Khartoum, in Sudan. Si chiama Mshgna.
Chi ti ha aiutato a uscire dall’Eritrea? I Rashaida. Hanno in mano loro i traffici tra Eritrea e Sudan. Mi hanno portato in un loro accampamento a Kassala. Il giorno dopo è cominciato il viaggio verso il Sinai, sempre con i Rashaida, su piccoli pullman. Ogni vettura trasportava 16 persone. La nostra carovana era composta da cinque pullman. Quindi eravate in tutto 80 persone. Tutti eritrei? Si e ciascuno di noi ha pagato a Mshgna tremila dollari. Il quale ha intascato 240 mila dollari per il vostro trasporto. E durante il viaggio cosa è accaduto?
Tutto liscio fino al Sinai. Ma nel deserto, vicino ad Israele, i Rashaida ci hanno consegnato ad altri beduini. Pensavamo di essere arrivati e di percorrere l’ultimo tratto a piedi per passare il confine. Invece Mshgna ci ha venduti. Un gruppo di uomini armati ci ha messo in colonna e ci ha preso portafogli e documenti. Ci hanno lasciato solo il cellulare, dicendoci di usarlo per chiamare parenti e amici in Eritrea e in tutto il mondo. Se volevano rivederci vivi, dovevano pagare settemila dollari. Poi ci hanno messo le catene ai piedi, che mi hanno tolto solo quando mi hanno liberato, e ci hanno chiuso in un grande container interrato. Quanti eravate dentro? Eravamo circa 70. I container erano tre. In tutto eravamo circa 200. Dunque il vostro valore per i rapitori ammontava a quasi un milione mezzo di dollari. Come vi hanno trattati?
Come bestie, con crudeltà. Ogni giorno venivamo picchiati a caso con sbarre di ferro e minacciati. Dicevano che se non veniva pagato il riscatto ci avrebbero tagliato la testa e tolto gli organi per venderli al mercato nero. Ci hanno dato poco cibo e potevamo uscire solo a piccoli gruppi di sera, sempre sorvegliati. Alle donne è toccato il peggio, sono state stuprate anche se erano lì con fratelli e mariti. 
Hai capito dove eravate?
No, ma abbastanza vicini al confine. Siamo stati liberati in otto perché era stato pagato il riscatto e abbiamo camminato meno di un’ora per superare il confine. La polizia non l’ho mai vista.
Che fine hanno fatto i tuoi compagni di prigionia?
Non lo so. Chi ha detto di non poter pagare è sparito. Nella comunità dei profughi Eritrei in Israele girano storie terribili su quanto sta succedendo nel nord del Sinai.
«Mio cugino ostaggio tra gli eritrei. Vi racconto il ricatto» Paolo Lambruschi
18 dicembre 2010. Il testimone da quasi un mese non riesce più a dormire per la disperazione. Nella lingua con la quale comunichiamo, un misto di i­taliano e inglese, mi parla di « big, big problem »,un problema grandissimo, trovare in fretta i soldi per liberare il cugino, uno dei 250 eritrei « jailed in Sinai», prigionieri nel Sinai. Uno dei 250 ostaggi dei quali, secondo il go­verno del Cairo, non c’è traccia. L’accordo per poter effettuare la con­versazione è non rivelare il vero no­me del testimone, un rifugiato eri­treo in possesso di regolare permes­so di asilo che vive e lavora da anni a Genova. Non vuo­le infatti far correre rischi ai parenti nel­la sua terra, giù nel Corno d’Africa. Lo chiameremo E­zechiele. Circa quat­tro settimane fa ha ricevuto una telefo­nata dal cugino R., 25 anni, che era scappato attraverso il Sahara in Libia nel 2009. Da lì progetta­va di raggiungere l’I­talia e chiedere asi­lo. Ma dopo giugno non è stato più possibile raggiungere le coste della Penisola via mare, anche chi avreb­be diritto a venire accolto come ri­fugiato viene respinto verso Tripoli, il cui governo non distingue tra irre­golari e migranti in fuga dall’op­pressione politica. Questo ha cam­biato piani e rotte di molti dispera­ti, i quali si sono orientati verso la frontiera del Sinai. «R. mi aveva comunicato – raccon­ta Ezechiele – a settembre che, con altri compagni di viaggio, circa una ottantina tra uomini e donne, pro­gettava di fuggire da Tripoli al Cairo e poi da lì raggiungere, attraverso il confine del Sinai, lo stato d’Israele. In Libia era inutile restare, rischia­vano di venire nuovamente incarce­rati, come a giugno». Ma quel viaggio, come ci ha raccontato dal 24 no­vembre il sacerdote cattolico eritreo Mosè Zerai, è diventato una trappo­la infernale. «ll gruppo di R. – conferma Ezechie­le – è finito nelle mani di una banda di trafficanti. Quasi un mese fa mi ha chiamato dicendo che aveva pa­gato duemila dollari per il viaggio, ma nel deserto è stato abbandona­to e derubato di tutto dai banditi. Gli hanno lasciato solo il telefono. Poi mi ha passato uno dei rapitori, che mi ha chiesto un riscatto di ottomi­la dollari se volevo rivedere vivo mio cugino». Da allora le telefonate so­no diventate uno stillicidio quasi quotidiano. «Mi fanno uno squillo e devo ri­chiamare il numero sul display subito dopo. Risponde R., che mi dice di non potersi muovere perché è in catene e che viene torturato. Mi passa un carce­riere. È un arabo, mi ripete che devo tro­vare il denaro e che il tempo sta scaden­do. Non so quanti siano i prigionieri. Secondo mio cugino, più di 200». Le modalità di pagamento sono pre­cise, i soldi andranno mandati via money transfer a una persona che verrà indicata dalla gang. «Ma io quei soldi non li ho proprio – conclude con voce rassegnata Eze­chiele – e non so come trovarli. So­no disperato. L’ho detto anche a R. e lui mi ha dato il numero di telefono di Mosè Zerai, il prete cattolico, di­cendomi che lui sta cercando di sal­vare gli ostaggi». Un’altra testimonianza che confer­ma la tragedia in corso in queste o­re nel Sinai, dove un racket interna­zionale di trafficanti di esseri uma­ni può rapire, torturare e violentare centinaia di persone indisturbato. Un’altra testimonianza che chiede una risposta al governo del Cairo. Un giovane eritreo prigioniero. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] Il popolo dei senza nome chiama un sussulto di umanità. Marco Impagliazzo. 17 dicembre 2010. Non diminuisce la preoccupa-zione per il destino dei profughi eritrei ostaggio delle bande di predoni nel deserto del Sinai. È da tempo che Avvenire segnala questa tragica situazione. Si tratta di famiglie inermi, vittime del traffico di esseri umani divenuto una vera emergenza internazionale. Il Parlamento europeo proprio ieri ha approvato una risoluzione in cui si sollecita, seppur timidamente, un intervento a favore degli ostaggi e la fine del dramma che continua a consumarsi di fronte all’indifferenza degli Stati. Anche la Commissione Europea si è espressa. Ma serve ancora di più. Ci chiediamo: è possibile che con tutta la forza della relazione che il nostro Paese ha con l’Egitto (ricordiamolo: invito al G8, scambi continui, visite, accordi commerciali) non si riesca a ottenere un intervento umanitario per liberare gli eritrei intrappolati nel deserto? Vi sono zone grigie nel mondo, come il Sinai, dove un conflitto irrisolto o un interesse strategico, ha lasciato spazi vuoti, dove non si applica alcuna legge, e nei quali persone in trappola vengono dimenticate. Esistono in diversi continenti, anche nelle nostre città: un universo parallelo in cui si perdono o sopravvivono gli "invisibili", profughi senza diritti, emigrati, gente che fugge. Ci sono pieghe e angoli bui in cui sopravvive un popolo di poveri, abbandonati, persone in fuga, senza contatti esterni. Sono i barboni che ogni tanto incontriamo lungo le nostre strade, nel freddo intenso di questi giorni, come Saidou Gadiaga, il senegalese di 36 anni morto di asma domenica mattina nella cella di una caserma a Brescia. Il messaggio del Natale, "non c’era posto per loro", sembra la cifra del nostro tempo, distratto e incattivito. La regola sembra una sola: "vivere per se stessi". I profughi raccolti senza vita sulle spiagge australiane dimostrano che in tante parti del mondo c’è un popolo in fuga di senza nome, senza padrini né manifesti identitari da esibire. Di fronte a tali tragedie, che si verificano a tutte le latitudini, manca un sussulto di umanità e una politica capace di affrontare un fenomeno epocale, ma da almeno due decenni davanti ai nostri occhi. Eppure queste persone offrono alle nostre società un’opportunità da non perdere. Sappiamo che il calo demografico europeo richiede l’apporto di nuovi afflussi. Cosa sarebbero le nostre famiglie senza badanti? Gli ultimi dati dimostrano che è iniziato un trend discendente. Il fenomeno migratorio a livello planetario va verso una stabilizzazione. Secondo alcuni studi i flussi dai Paesi poveri subiranno una graduale riduzione fino a scomparire entro il 2050. È solo uno degli scenari possibili ma sicuramente non è una buona notizia per economie fortemente dipendenti dal contributo dei cittadini immigrati. In Europa, e questo è un dato vero, i flussi di ingresso negli ultimi tre anni hanno subito una flessione. Mentre la politica fa fatica a trovare soluzioni che semplifichino i processi di integrazione, vediamo approssimarsi una svolta: il lavoro degli immigrati non sarà una risorsa inesauribile. In Italia si fa già fatica a trovare immigrati per il servizio alla persona. Oggi gli stranieri nel nostro Paese ripopolano luoghi abbandonati, ridanno vita a centri che rischiavano di essere cancellati dalle cartine geografiche e, in molti casi, tengono aperte le scuole elementari che rischierebbero altrimenti di chiudere per mancanza di alunni. Il Natale ci parla di un bambino che non ha trovato posto per nascere. È una storia che si ripete anche oggi in società ricche. Ma perché avere paura di un bambino?. Il senso dell’umanità ci suggerisce di dargli un futuro e non di respingerlo. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] La Ue in campo: salvare subito i profughi eritrei. Gianluca Cazzaniga. 17 dicembre 2010. Alla fine l’Europa è scesa in campo. E per la drammatica vicenda dei profughi eritrei, ha fissato la sua parola definitiva: vanno liberati, subito. Gli eurodeputati hanno approvato ieri la risoluzione a lungo dibattuta negli ultimi giorni, accogliendo il testo della mozione che era stata presentata dal Partito popolare. Con l’approvazione di un emendamento orale, proposto in aula dall’onorevole Carlo Casini, che ha fatto la differenza. «Il Parlamento europeo – cita il testo, accolto dall’assemblea e inserito nella risoluzione – sollecita le autorità egiziane a prendere tutte le misure necessarie per assicurarsi della liberazione degli eritrei tenuti in ostaggio». Con una raccomandazione, che la dice lunga sui metodi che d’ora in poi dovranno essere utilizzati nella zona “rossa” del Sinai secondo l’Europa : evitando, cioè, «l’uso di metodi repressivi e violenti contro gli immigrati clandestini che attraversano i confini del Paese». Ma c’è anche di più, nel documento approvato ieri a Strasburgo, che pure sottolinea l’impegno del governo del Cairo negli ultimi anni nella tutela dei diritti umani, anche sulla base dei numerosi trattati internazionali sottoscritti dal Paese (uno su tutti, la Convenzione sui rifugiati del 1951): sempre nell’emendamento di Casini, infatti, si sottolinea come l’Egitto «dovrebbe proteggere la dignità dei profughi e la loro integrità fisica e psicologica, garantendo che tutti quelli che si trovano in stato di detenzione nel Paese possano entrare in contatto con l’Acnur (l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, ndr), permettendo a quest’ultimo di incontrare tutti i richiedenti asilo che si trovano in custodia dello Stato». Una risposta chiara, dunque, a quanto avvenuto negli ultimi giorni, e alle stesse dichiarazioni delle autorità del Cairo, che se in un primo momento avevano dichiarato di essersi attivate per la mediazione coi capi tribù beduini affinché liberassero gli ostaggi eritrei, avevano poi ribaltato la loro posizione, prima accusando i Paesi che avevano respinto i profughi d’essere responsabili per l’accaduto, poi sostenendo addirittura (contro ogni evidenza, e contro il parere stesso d’Israele) che la notizia del sequestro fosse stata montata ad arte per istigare l’opinione pubblica contro il governo. La maggioranza degli eurodeputati presenti in aula ieri pomeriggio ha premiato il testo presentato dal gruppo dei popolari a scapito della proposta di risoluzione comune avanzata dal «cartello» di cui fanno parte socialisti (Pse), liberali (Alde), Sinistra unita (Gue) e verdi. Il testo comune presentato dai quattro gruppi è stato votato per primo dall’assemblea, come vuole la procedura. Risultato: 31 voti favorevoli e altrettanti contrari. Un pareggio che, secondo le regole, equivale a una sconfitta. Poi gli europarlamentari hanno vagliato la proposta dei popolari, che è passata con 36 sì contro 14 no, e con l’approvazione decisiva dell’emendamento orale di Casini. Respinto, invece un altro emendamento, proposto stavolta dall’eurodeputato David Sassoli, capo delegazione del Partito democratico: invitava gli Stati membri ad affrontare l’emergenza umanitaria mediante il re-insediamento volontario in Europa di tutti i richiedenti asilo coinvolti in questa crisi. Soddisfatti i popolari Carlo Casini e Mario Mauro: «In modo serio ed equilibrato – ha spiegato il primo – e senza trasformare questo voto in un attacco ad uno Stato, abbiamo chiesto di provvedere ad azioni immediate per liberare gli ostaggi svolgendo anche un’azione di sorveglianza a carattere permanente, senza ricorrere ad uccisioni e a metodi violenti». «Con questa risoluzione – ha poi aggiunto Mauro, da cui è partita l’iniziativa della risoluzione per il Ppe – la nostra assemblea fa sentire la propria voce in difesa di questi profughi chiedendone la liberazione immediata e la fine delle torture che stanno subendo». C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] «Ho pagato per salvare mio fratello dai predoni» Paolo Lambruschi. 17 dicembre 2010. Arriva da Firenze la prova, se ce n’era bisogno, che nel Sinai è in atto un orrendo e florido mercato di esseri umani. Dalla Toscana arriva la testimonianza di un rifugiato eritreo, cui da tempo il nostro Paese ha concesso asilo politico, il quale ha dovuto riscattare tre mesi fa la vita di suo fratello. Un testimone che smentisce in pieno le dichiarazioni del governo egiziano, secondo il quale non v’è traccia dei 250 eritrei ostaggio dei banditi nel deserto al confine con Israele. E conferma invece l’esistenza e le spietate modalità di azione di un racket internazionale che, chiedendo 10 mila dollari per risparmiare un ostaggio, sta lucrando milioni di dollari sulla pelle di centinaia di disperati. Non possiamo divulgare i veri nomi dei protagonisti per non mettere in pericolo i loro famigliari in Eritrea. Le istituzioni che ci hanno messo in contatto con il testimone, che chiameremo Michele, sono la Caritas italiana e la Caritas della diocesi fiorentina. Ai primi di settembre l’operatrice della Caritas di Firenze Elsa Dini riceve un’inusuale richiesta d’aiuto da parte dei Comboniani. Michele, che la congregazione ha aiutato a inserirsi, deve pagare settemila dollari a una banda di predoni egiziani per liberare suo fratello prigioniero nel Sinai. «All’inizio - spiega Elsa Dini - Michele mi raccontò che suo fratello Adam, 22 anni, era fuggito dall’Eritrea attraverso il Sudan. Dall’Italia aveva pagato tremila dollari a un passatore eritreo perché lo portasse in Israele, ma una volta in Egitto il giovane era stato catturato. Se non venivano versati altri settemila dollari, sarebbe stato ucciso. Subito contattai la Caritas egiziana. La quale mi disse che avevano già affrontato casi simili e c’era speranza di farlo rilasciare solo se era nelle mani della polizia. Se invece l’avevano preso i predoni l’unica era pagare il riscatto».
Lasciamo proseguire Michele.
Adam voleva fuggire dall’Eritrea e raggiungere l’Europa. Ma dopo l’estate non era più possibile arrivare in Libia e da lì attraversare il Mediterraneo verso l’Italia. Ora tutti dal Corno d’Africa puntano a raggiungere Israele passando dalla vecchia rotta del Sudan. Nello stato ebraico puoi ottenere un permesso come rifugiato e passare in Europa». Alla fine dello scorso agosto Michele contatta un eritreo che vive a Khartoum, la capitale sudanese. «Alcuni conoscenti mi diedero il cellulare di questo tale, Mshgna. Concludemmo un accordo: se versavo tremila dollari avrebbe raccolto mio fratello fuori dal confine tra Eritrea e Sudan e lo avrebbe condotto in un campo alle porte di Kassala. Da lì sarebbe partito su un camion con un altro gruppo di profughi e in una settimana avrebbe raggiunto Israele».
Adam passa la frontiera il primo settembre e raggiunge il campo vicino alla città sudanese. Quindi varca il confine egiziano, dopo di che di si perdono le sue tracce. «Chiamavo Mshgna, gli chiedevo che fine aveva fatto mio fratello. Lui mi rispondeva di star tranquillo» Ma il 7 settembre Adam si fa vivo con una telefonata drammatica.

«Mi disse con voce terrorizzata che era stato abbandonato nel Sinai nelle mani di un gruppo di arabi egiziani. Lo avevano rinchiuso con altre 90 persone in una casa. Li tenevano incatenati e li picchiavano. Gli avevano portato via tutto, avevano lasciato solo i cellulari per chiamare i parenti. E se non avessi pagato 7000 dollari minacciavano di tagliargli la testa e di espiantargli gli organi per venderli». In preda al panico Michele si rivolge ai Comboniani e alla Caritas. «Chiamai Mshgna e gli urlai che mi aveva ingannato. Mi disse che non c’entrava nulla, ma mi consigliava di pagare, se ci tenevo a mio fratello. Che intanto mi telefonava ogni giorno. Faceva uno squillo ed io dovevo richiamare. Si lamentava di venire torturato. Mi raccontò che vicino c’erano altre due costruzioni dove in tutto stavano almeno 250 prigionieri. Chi non poteva pagare veniva fatto sparire. C’erano anche donne, umiliate e violentate. Non so in quale località si trovasse, ma quando ho pagato il riscatto, ho capito che era abbastanza vicina al confine israeliano». Michele raccoglie soldi nella diaspora eritrea. Infine chiede alla famiglia in patria di vendere terreni e bestiame. «Quando ho raccolto settemila dollari, ho chiamato i rapitori. Per il pagamento abbiamo concordato di consegnare i soldi a un certo Daniel. Ho versato il danaro a un mio parente in Israele. Si è presentato lui il 28 settembre all’appuntamento alla frontiera con  la somma. Allora Daniel ha telefonato per dare il via libera e, dopo poco tempo, è arrivato Adam, malconcio, ma vivo. È andato in ospedale e da lì in campo profughi». Ecco cosa accadeva a settembre nel Sinai, altro che montature mediatiche. Neppure due mesi dopo, don Mosè Zerai riceveva la prima telefonata dagli eritrei provenienti dalla Libia. Avevano versato duemila dollari per il viaggio verso Israele. Per liberarli, i trafficanti ne chiedevano altri ottomila Identica dunque la somma totale chiesta, diecimila dollari. E identiche le minacce, le violenze e le torture praticate, le modalità di detenzione e il numero di ostaggi, 250 circa. Davvero tante le coincidenze in questa storia. Resta da capire quanto è grande questo racket e chi lo copre. E dove siano finite le persone sequestrate a settembre, se tra gli ostaggi che in contatto con il sacerdote eritreo, che sono a Rafah prigionieri del predone Abu Khaled, o in altre mani. Oppure se è stata mantenuta la minaccia di ucciderli ed espiantare loro gli organi. Magari il governo del Cairo ora sarà in grado di ammettere l’evidenza e dare alla comunità internazionale e all’opinione pubblica qualche risposta. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ]  Profughi eritrei nel Sinai: si mobilita il Parlamento Ue. Ilaria Sesana. 13 dicembre 2010. Il Parlamento europeo voterà giovedì, su proposta del capodelegazione Pdl Mario Mauro, una risoluzione urgente sulla drammatica situazione dei 250 eritrei tenuti in ostaggio da diverse settimane nel deserto del Sinai. "Il Parlamento deve chiedere subito all'Ue di intensificare le pressioni sul governo egiziano per salvare queste vite - ha detto Mauro - perché non possiamo tollerare che una banda di trafficanti di esseri umani possa tenere in ostaggio, torturare e uccidere donne incinta e bambini". "Profonda preoccupazione" per la sorte dei 250 profughi eritrei ostaggio di una banda di predoni nel deserto del Sinai è stata espressa anche dai due vicepresidenti italiani dell'Europarlamento, Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl). "Da varie settimane - si legge in una nota - ci sono uomini,donne e bambini che vivono in condizioni inumane, subendo ogni tipo di tortura e violenza. Temiamo per la loro vita e per il loro destino, perchè queste persone rischiano di divenire vittime del traffico di organi, della prostituzione e dei lavori forzati". "In Egitto si sta consumando una grave violazione dei diritti umani - continuano - e la comunità internazionale e l'Unione Europea non possono rimanere indifferenti davanti a una simile tragedia. Chiediamo che l'Alto Rappresentante per la politica estera della UE, intervenga immediatamente perche sia posto fine al calvario di queste persone indifese". L'UCCISIONE DI DUE DIACONI. Continua la tragedia dei profughi eritrei nel deserto del Sinai. Altri due giovani sono stati uccisi ieri dai trafficanti che da quasi un mese li tengono imprigionati e in catene. Un duplice omicidio che porta ad otto la tragica conta da quando questi poveretti sono finiti nelle mani dei predoni. A dare la notizia don Mussie Zerai. «Avevano meno di trent’anni ed erano due diaconi della chiesa ortodossa che animavano e guidavano nella preghiera il gruppo dei prigionieri - spiega il direttore dell’agenzia Habeshia-. Già qualche giorno fa i predoni avevano strappato le loro Bibbie. Erano visti un po’ come gli animatori del gruppo e li hanno accusati di aver lanciato l’allarme».  Nemmeno tra le associazioni che da settimane tengono i contatti con il gruppo dei profughi si sapeva che ci fossero due diaconi tra i prigionieri. Anche se, nella chiesa ortodossa eritrea, si definisce diacono non solo chi ha ricevuto l’ordinazione, ma anche i semplici animatori che guidano la comunità nella preghiera.

Dopo le catene e le botte, gli stupri subiti dalle donne e le privazioni di un mese di prigionia ieri si è consumata l’ennesima tragedia. L’accusa ai due giovani, la brutale esecuzione di fronte a tutti gli e nuove violenze. Una tragedia cui si aggiungono le menzogne delle autorità locali che negano la presenza di questi ostaggi nel loro territorio. «Li hanno picchiati selvaggiamente, accanendosi in cinque su una sola persona. Alcuni sono quasi in fin di vita - racconta con voce rotta don Mussie -. Il ragazzo con cui di solito sono in contatto è stato picchiato così duramente da non riuscire nemmeno a parlare».

A quel punto è stata una giovane a prendere in mano il cellulare e aggiungere agghiaccianti particolari: da qualche giorno gli aguzzini non danno più nemmeno l’acqua ai loro prigionieri che sono costretti a bere le proprie urine per sopravvivere. «Lei continuava a piangere: sono stati picchiati sulla pianta del piede per costringerli a telefonare nuovamente ai loro parenti per chiedere aiuto conclude don Mussie. Ogni volta sentirli è uno strazio». La situazione precipita di ora in ora, dopo il cauto ottimismo di qualche giorno fa. Si sono persi anche i contatti con il gruppo formato da circa un centinaio di profughi che venerdì è stato prelevato dalla prigione di Rafah e trasferito non si sa dove. «Non riusciamo a contattarli telefonicamente e non sappiamo dove li abbiano portati spiega Roberto Malini, co-presidente del Gruppo EveryOne. Il nostro timore è che Abu Khaled, il trafficante che fin dall’inizio ha avuto in mano i 250 profughi africani, li abbia rivenduti ad altri predoni». Ma l’angoscia più grande, che pesa sul cuore di chi sta lottando per salvare queste persone, è che i profughi possano sparire nel nulla, vittime dello spietato traffico clandestino degli organi. L’attenzione mediatica che in queste settimane si è concentrata sul Sinai probabilmente infastidisce Abu Khaled e i suoi complici, sebbene possano contare su una vasta rete di supporto nella città di Rafah e, probabilmente, anche della complicità della polizia locale. «Non è possibile che centinaia di persone possano essere imprigionate in una città come Rafah che conta poco meno di 70mila abitanti, dove ci sono persino un carcere e una stazione di polizia. In una delle aree più militarizzate del Medioriente, a pochi chilometri dalla frontiera con  Israele», aggiunge Malini. Eppure il governo egiziano (il solo che potrebbe agire concretamente per risolvere la situazione) continua a tentennare. Voci disperate che nessuno sembra voler ascoltare. "È una cosa assurda. Non si può più aspettare i tempi delle diplomazie, perché la gente sta morendo di fame e di sete - si tormenta don Mussie -. Quella che sta accadendo è una vera e propria barbarie: chiediamo che la comunità internazionale condanni tutto ciò e che richiami il governo egiziano a intervenire con decisione».
"Quello che sta succedendo è orribile", conclude Roberto Malini che, assieme a Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, sta lavorando in queste ore per ottenere le necessarie autorizzazioni per raggiungere Rafah. «Speriamo di poter partire già martedì o mercoledì spiega. Da lì, probabilmente, potremo intervenire con maggiore efficacia». Ilaria Sesana. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ]  Quei banditi, mortalmente «utili» Elogio del predone. Marina Corradi. 10 dicembre 2010. Dunque di quel gruppo di prigionieri nel Sinai si sanno ormai molte cose. Si sa, riferiscono il prete e le organizzazioni umanitarie che testardamente ne inseguono i destini, in quale luogo del deserto sono; si sa chi sono i trafficanti che li tengono in catene, e ne hanno già ammazzati sei. Profughi e migranti – tra cui donne incinte e bambini – bloccati e incarcerati in Libia, poi fuggiti e risospinti verso l’ultima speranza, la frontiera di Israele, prima di cadere nelle mani dei predoni. E mentre si sa tutto questo, quelli là restano prigionieri. Allora sorge un dubbio. Sgradevole, forse non oggettivamente dimostrabile, tuttavia affiora. Che, cioè, queste bande che rastrellano disperati alle spalle della Libia siano, certo, banditi, pirati, capitribù senza più legge né morale; e tuttavia che la loro attività non sia combattuta con tutta l’efficacia di cui, ne siamo sicuri, le polizie di quella regione sono, all’occorrenza, capaci. Il dubbio, inoltre, che quella barriera nei deserti, mobile ma pronta e rapace a cogliere il passaggio di nuove vittime, in fondo sia tacitamente funzionale agli interessi di molti. Dei Paesi da cui profughi e migranti fuggono, come deterrente ad avventurarsi in un ancora più incerto destino. Di quelli che si affacciano dall’Africa sul Mediterraneo, e vogliono arginare la pressione sui loro confini. E anche nostra, dei Paesi di primo approdo dell’onda; nonché del resto di una Europa poco incline a farsi carico dell’onere di migranti, non pochi dei quali hanno diritto, secondo tutte le convenzioni, all’asilo.Anche la sostanziale indifferenza con cui giornali e tv assistono a questa odissea aumenta il dubbio. Si scende giustamente in piazza per Sakineh, e quei sei già ammazzati come cani dai trafficanti? E quei 250, e gli altri, come schiavi nell’anno 2010, alle stesse latitudini in cui noi europei cerchiamo il sole, in inverno? Che cosa manca al dramma dei profughi del Sinai, che cosa non è appealing secondo i nostri canoni mediatici? Forse il non vedere, non avere immagini di quell’angolo di deserto? Ma il dubbio è anche più radicale. Il dubbio che quelle masse, ai nostri occhi indefinite, in fuga dalla guerra o dalla miseria, agli europei, agli italiani non interessino. Che non ci appaiono del tutto uomini, ma numeri, grandi numeri che premono per sedersi alla nostra tavola, forse non imbandita, ma a cui pure si mangia. Pelli scure, lingue incomprensibili, bocche affamate: non abbiamo voglia di ascoltare le loro oscure odissee. Il Mediterraneo come una diga, come un argine al di sotto del quale sobbolle un altro mondo; le convenzioni, i diritti dell’uomo che tanto amiamo ripetere? Parole vuote, lì sotto. Non sappiamo, e non vogliamo sapere; in tempi poi di quasi, forse, elezioni, a chi porterebbe voti sostenere la causa di un manipolo di profughi, in un’Italia già dell’immigrazione insofferente? Allora, forse, quelle bande predone nel Sinai svolgono una primitiva ma efficace funzione di mantenimento di equilibri. Scoraggiano i più audaci o disperati, aiutano le polizie locali in un’azione di deterrenza tanto più forte quanto clandestina; bilanciano, con la loro eco di paura e di morte, le promesse che il Terzo Mondo vede nelle immagini delle tv occidentali. Sopra la diga, da noi, ci si può compiacere che il flusso di «clandestini» sia calato. L’Europa può evitare di affrontare organicamente la questione di chi irregolarmente fugge da persecuzione e guerra. Elogio del predone: tiene sotto controllo una pressione altrimenti difficilmente arginabile. Mantiene una sorta di ecosistema. Con mezzi barbarici. Che però non vediamo, e quindi possiamo quasi ignorare. Possiamo non pensare a quei prigionieri scacciati e braccati. A quelle donne, tra loro, con un bambino nel ventre. Che aspetta di nascere, ultimo degli ultimi; come quell’altro, ricordate, che nacque, quasi da quelle stesse parti, due millenni fa, a Natale. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[ drammatico appello ai BOIA: SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu, Abd al-Fattah Khalil al-Sisi, Abd Allah II di Giordania, IN RELAZIONE A CHE COSA, VOI PENSATE DI TROVARE MISERICORDIA? ] Prigionieri eritrei,
si muovono gli 007 egiziani. 8 dicembre 2010. L’Egitto si muove per la liberazione dei profughi eritrei in ostaggio in Sinai. I servizi di sicurezza egiziani stanno trattando con i capi tribù della regione al confine con Israele, per ottenere il rilascio delle centinaia di persone brutalizzate dai rapitori, che per la liberazione ora chiedono alle famiglie 8 mila dollari per ciascuno. A Roma, quasi due settimane dopo la prima denuncia del 25 novembre scorso su "Avvenire" (seguita, nei giorni successivi, da altri sette grandi titoli in prima pagina), parlamentari di diversi schieramenti premono sull’Unione europea perché promuova una evacuazione umanitaria e dia asilo ai profughi. Per l’Unhcr la situazione è anche frutto della politica italiana dei respingimenti. Ma il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi puntualizza: «La Farnesina si sta occupando della vicenda, come per ogni caso umanitario, attraverso i canali bilaterali e multilaterali nel rispetto della sovranità dell’Egitto. Ci siamo mossi anche su Bruxelles. Ma non è una questione che riguarda il governo italiano: usciamo da questo equivoco, non sono profughi dal nostro territorio. Non è il governo italiano – sottolinea – che può e deve risolvere la vicenda». A quanto riferisce l’Ansa, i servizi egiziani stanno trattando con le autorità tribali della zona. Insieme ai 250 eritrei ci sono circa altri 300 africani. Il gruppo degli eritrei sarebbe in mano ad un solo trafficante in una zona ancora non localizzata. Ma gli ostaggi in totale sarebbero circa 1.500 provenienti da Sudan, Etiopia, Guinea e Nigeria, detenuti nella zona attorno ad El Hassnah, al centro del Sinai, ma anche a sud di Rafah, pochi chilometri dal confine con Israele, meta cui puntavano i profughi in fuga dalla Libia, vista l’impossibilità di uno sbarco in Europa. Le fonti egiziane confermano che i migranti sono spesso usati dai sequestratori per l’espianto di organi. «I beduini sono armati fino ai denti», spiega don Mosé Zerai. Il sacerdote eritreo che sta tenendo i contatti con alcuni ostaggi ha partecipato alla conferenza al Senato organizzata dal presidente dell’Associazione "A buon diritto" Luigi Manconi, cui sono intervenuti tra gli altri per il Pd Livia Turco e Jean Leonard Touadì e i radicali Matteo Mecacci e Rita Bernardini, per Fli Benedetto Della Vedova e per l’Udc Paola Binetti e Savino Pezzotta. Proprio da Pezzotta, che è anche presidente del Cir, viene la proposta di un appello trasversale dei parlamentari all’Ue. «I rapitori – spiega don Zerai – invitano gli ostaggi a chiamare i familiari per il riscatto». Un giovane di 26 anni ieri gli raccontava di come la situazione stesse precipitando: «Hanno ricominciato a picchiarci – ha raccontato l’ostaggio – e siamo pieni di piaghe per le percosse. Tra di noi ci sono donne incinte e bambini piccoli. Non ci laviamo da un mese, viviamo nella spazzatura. Fate presto, fate qualcosa». Il direttore del Consiglio italiano dei rifugiati (Cir) Cristopher Hein spiega che «sono trafficanti di droga e di armi verso Gaza. Israele ora è una meta per i profughi. Le politiche europee di respingimento dell’immigrazione irregolare impediscono anche a loro di cercare scampo dalle guerre. Israele sta costruendo un muro di 110 chilometri sul confine con l’Egitto. I soldati hanno l’ordine impedire fisicamente il passaggio: eritrei e somali sono morti così». Per Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unchr), «l’Italia ha una corresponsabilità» nella vicenda: la politica dei respingimenti verso la Libia contro l’immigrazione irregolare iniziata a maggio 2009 «ha impedito di fatto la fruibilità del diritto di asilo, sancito dalla Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra». Manconi cita i dati relativi alle domande del 2008: «A Lampedusa il 74% faceva domanda di asilo e oltre la metà veniva accolta dell’Italia». Don Zerai conferma: «Un centinaio tra gli ostaggi sono i profughi respinti dall’Italia. Fui io, a giugno 2009, a ricevere l’appello degli eritrei in mare. Lanciai l’allarme alle autorità italiane: aspettarono tre giorni in mare, poi una vedetta italiana li riportò in Libia». Racconta Mecacci, radicale del Pd: «All’epoca il sottosegretario Nitto Palma ci assicurò che tra gli 800 respinti nessuno aveva chiesto l’asilo». Ancora don Zerai ha riferito che tra i giovani eritrei serpeggia il timore di essere trasferiti altrove. Continuano i maltrattamenti e le percosse, e le richieste di denaro da parte dei rapitori. I ragazzi hanno appreso da don Zerai dei contatti tra i capi tribù del Sinai e i servizi di sicurezza egiziani, per arrivare a un rilascio. Il sacerdote è scettico sull'idea che il governo egiziano non sappia dove sono i prigionieri: «Se sanno che sono in mano di un unico trafficante di esseri umani, e se uno dei nomi di località che ha fatto il governo, Rafah, coincide con quello che raccontano i prigionieri come si fa a dire che non li hanno ancora localizzati?». C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] Eritrei, l'appello del Papa. Pagata una parte del riscatto. Ilaria Sesana. 7 dicembre 2010. Domenica all’Angelus, Benedetto XVI ha levato la sua voce a favore dei profughi provenienti dall’Eritrea e dei loro compagni di sventura, ancora prigionieri di spietati trafficanti di uomini (così come ha invocato attenzione per i cristiani e i musulmani iracheni e per i fedeli copti egiziani). L’appello e la preghiera del Papa vengono a rompere con il fragore della parola più autorevole la cortina di silenzio che ha avvolto finora la vicenda dei migranti respinti, arrestati e ricattati. Il Santo Padre, affacciandosi davanti ai fedeli raccolti in piazza San Pietro e parlando a tutti coloro che lo seguivano via radio, tv e Internet, «in questo tempo di Avvento, in cui siamo chiamati ad alimentare la nostra attesa del Signore e ad accoglierlo in mezzo a noi», ha invitato «a pregare per tutte le situazioni di violenza, di intolleranza, di sofferenza che ci sono nel mondo, affinché la venuta di Gesù porti consolazione, riconciliazione e pace». Benedetto XVI ha poi elencato i gruppi che attualmente più sono colpiti. «Penso alle tante situazioni difficili, come i continui attentati che si verificano in Iraq contro cristiani e musulmani, agli scontri in Egitto in cui vi sono stati morti e feriti, alle vittime di trafficanti e di criminali, come il dramma degli ostaggi eritrei e di altre nazionalità, nel deserto del Sinai». «Il rispetto dei diritti di tutti – ha sottolineato il Pontefice – è il presupposto per la civile convivenza. La nostra preghiera al Signore e la nostra solidarietà possano portare speranza a coloro che si trovano nella sofferenza», ha quindi concluso papa Ratzinger. Cinquecento dollari a testa, semplicemente per tenere in vita i propri cari. Tanto hanno dovuto pagare i familiari dei 250 profughi africani prigionieri da settimane nel deserto del Sinai. Domenica mattina, infatti, era scaduto l’ultimatum imposto dai sequestratori ai familiari dei profughi.
Per il momento non ci sono stati nuovi morti ma la situazione è ormai al limite: «Fate presto, siamo allo stremo», è l’appello che i sequestrati fanno arrivare in Italia attraverso don Mussie Zerai, sacerdote eritreo che tiene i contatti con il gruppo dei sequestrati. «Ho avuto modo di sentirli questa mattina (ieri, per chi legge) – spiega Mussie Zerai –. La situazione è delicata: i sequestratori sono innervositi dal tam tam mediatico che si è sollevato attorno alla situazione». Il rischio, ora, è che il gruppo di 250 profughi africani (tra cui 74 eritrei) venga trasferito in un nuovo nascondiglio. «Hanno paura di essere portati in un altro rifugio e che le loro sofferenze continuino ancora», aggiunge Mussie Zerai.
Uomini e donne, alcune delle quali incinte, incatenati e percossi, marchiati a fuoco «come schiavi», raccontano nelle disperate telefonate ai familiari. E sono gli stessi sequestratori a tenere in mano il telefono durante la conversazione e a fare pressione affinché la conversazione si chiuda sempre con lo stesso appello: «Manda i soldi o mi uccidono».
È l’ennesima vessazione, l’ennesima violenza subita da queste persone in fuga dalla Somalia, dal Sudan o dalla dittatura eritrea. Molti di loro erano già giunti a Tripoli per cercare di imbarcarsi e raggiungere così l’Italia, la salvezza. Un sogno durato poche ore: vennero respinti in mare dalle motovedette italiane e consegnati ai poliziotti libici. A questo punto non restava che una possibilità: entrare in Egitto, attraversare il deserto del Sinai e cercare di raggiungere Israele per chiedere asilo. Costo dell’impresa, duemila dollari. Ma, una volta giunti nel deserto, i trafficanti hanno alzato il prezzo e preteso 8mila dollari. Soldi che i mercanti di carne umana vogliono ottenere a ogni costo. Lunedì scorso tre uomini sono stati freddati con un colpo di pistola: un monito agli altri disperati. Il giorno dopo, altre tre persone sono state uccise a bastonate dopo un fallito tentativo di fuga. Giovedì quattro sono stati portati via dai loro carcerieri: «Agli altri hanno detto che sarebbero stati operati per espiantare un rene, visto che non potevano pagare», racconta don Mussie Zerai.
Non è la prima volta che la penisola del Sinai diventa teatro di sequestri da parte dei trafficanti di uomini. «I profughi, proprio perché sono particolarmente vulnerabili, sono facili vittime per queste bande di predoni dedite anche al traffico di droga e armi», spiega Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati. «È però la prima volta che si accendono i riflettori su questi episodi – conclude Hein –. L’attenzione della comunità internazionale è un segnale estremamente positivo. La nostra speranza è che i sequestratori possano fare un passo indietro».
Non resta quindi che confidare nella diplomazia. «L’appello del Papa è stato molto importante per richiamare l’attenzione della comunità internazionale su questo dramma – conclude Mussie Zerai –. Speriamo che venga accolto e che i governi si muovano per sollecitare il governo egiziano a intervenire per salvare queste persone». [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi»  C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] Squali, assassini e disperati d’Africa. Quanto vale un non-uomo? Marina Corradi. 7 dicembre 2010. Uno squalo ha ucciso una bagnante nelle acque di Sharm el-Sheik. Sui giornali un resoconto dettagliato, anche a tutta pagina, completo di immagine dello squalo, e misure, peso, lunghezza dei denti nonché abitudini alimentari. Lo squalo predilige i cefalopodi, il barracuda e il tonno, veniamo edotti – per la completezza della informazione. Già, l’informazione. A poche centinaia di chilometri da Sharm el-Sheik, nel Sinai 250 profughi africani sono prigionieri da settimane di predoni. Che pretendono dai familiari un riscatto. E intanto, per far capire che non scherzano, ne hanno già uccisi sei. Gli altri aspettano in catene il loro destino. Di quei 250 miserabili ha parlato il Papa, all’Angelus di domenica. Ha pregato per loro. Ma alla sua voce non sembra aggiungersi quella specie di preghiera laica che è la mobilitazione mediatica. Non si vede salire nei titoli una battaglia paragonabile, per esempio, a quella per Sakineh. Eppure quegli uomini sono 250, e in sei sono già morti. Eppure il Sinai non è lontano da quella spiaggia dove uno squalo assassino merita le prime pagine. Uomini e no, viene da pensare. Al mondo esistono gli uomini: sono quelli che vanno in vacanza a Nama Bay, e che sono comprensibilmente disturbati dalla presenza di uno squalo. Facilmente gli italiani benestanti, di Sharm el-Sheik affezionati frequentatori, si lasceranno coinvolgere dalla tragica fine di una turista straniera che nuotava serena, proprio come facevano loro l’anno scorso. Proprio come vogliono fare a Natale: oddio, c’è uno squalo a Nama bay, ci si telefona fra amici in partenza. E poi al mondo esistono i non uomini, gli Untermenschen che scappano dalle guerre infinite di Etiopia, Eritrea e Somalia in carovane di camion, nella polvere. Finiscono in Libia, li imprigionano, fuggono. Non tentano più di imbarcarsi: il Mediterraneo è sbarrato, e quanti già, come loro, giacciono in fondo al mare, in un cimitero senza croci. Come in un labirinto cieco, di respingimento in respingimento, tornano indietro, vendendo sé stessi per pagare un passaggio, una minima speranza di salvezza. Quei 250 volevano chiedere asilo in Israele. I predoni che ne fanno "commercio" li tengono nel Sinai senza alcuna fatica: uomini stremati, allo sbando, disarmati. Quanto vale la vita di un morto di fame? Famiglie di immigrati in Svizzera, nel Nord Europa si sono sentite chiedere 8.000 dollari dai fratelli, dai figli prigionieri. In sei già ammazzati, il prossimo quando? A dare voce al dramma un prete e le solite Ong. Ma il dramma non trapassa la cortina di una distratta indifferenza sui giornali. Non fa scendere in piazza, non suscita raccolte di firme di intellettuali. Come mai, potremmo candidamente chiederci. Ma è semplice: la faccenda dello squalo a Sharm el-Sheik riguarda "noi". Quei turisti a Nama Bay potremmo essere noi, nelle vacanze di Natale. Leggiamo dunque con allarmata immedesimazione della tragica fine di una "come noi". Le 250 vite e storie di quei profughi braccati invece non ci coinvolge emotivamente: sono neri, senza una casa né un soldo, affamati e sporchi. Incomprensibili per noi le loro odissee. Profughi, da che cosa? Gli echi di guerra e sangue che filtrano talvolta tra la cronaca di una festa ad Arcore e l’ultima lite in Parlamento ci giungono così confusi e lontani. E, magari, al Nord (e non solo) qualcuno sotto sotto pensa che quei 250 prigionieri sono 250 immigrati di meno a casa nostra. Non c’è nemmeno, a coinvolgerci, la tensione di una battaglia contro una sentenza di morte. Quei là nel Sinai sono anche al di sotto dei requisiti minimi per avere dei diritti civili: profughi e dunque come non più cittadini di alcun Paese. Non uomini di una non patria. Figli del niente. A chi interessano? Al Papa e al solito prete che se li è presi a cuore, e si sgola a richiamare l’attenzione. Ma il sasso cade nell’acqua inerte di uno stagno. Stiamo pensando ad altro, alla crisi, alle elezioni forse, ai file di Wikileaks. Alle vacanze, i più fortunati. Di predoni, interessano solo quelli con le pinne, sul mare dove si affacciano i resort dove gli uomini "come noi" vanno, a Natale. [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi»  C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] «Siamo ridotti in catene». L’ultimo urlo degli eritrei. Diego Motta. 5 dicembre 2010. Il rumore arriva sordo alla cornetta del telefono. «Senti le catene? Ci hanno legato, come gli schiavi». La voce della ragazza eritrea, sequestrata in mezzo al deserto insieme ad altri 250 africani di varie nazionalità, arriva da uno dei due accampamenti scelti dai trafficanti di uomini per nascondere la loro vergogna: centinaia di uomini e donne africane, provenienti anche dall’Etiopia, dal Sudan e dalla Somalia, sono da settimane nelle mani di una banda senza scrupoli. Sognavano di arrivare in Occidente, invece sono in una delle tanti prigioni improvvisate nascoste intorno al Sinai. Sei di loro sono stati uccisi all’inizio di questa settimana, molti vengono torturati quotidianamente e sono in condizioni drammatiche. «Ora devo lasciarti, ricordati di mandare i soldi», è la frase più ricorrente che usano per troncare qualsiasi conversazione e "rassicurare" i loro aguzzini. Dall’altra parte del telefono, ci sono famiglie, soprattutto svizzere e svedesi, a cui viene chiesto un contributo economico. «Fai in fretta, altrimenti mi tolgono un rene». Sono i soldi del riscatto, l’unica cosa che interessa ai trafficanti di uomini del ventunesimo secolo: scovare chi, tra questa povera gente, ha parenti in Europa e con loro alzare la posta della liberazione. In Libia era di 2mila dollari mentre adesso, sulle alture del Sinai, il prezzo della libertà vale quattro volte tanto. «Hanno fiutato l’affare – spiega don Mosè Zerai, il sacerdote che dall’Italia sta dando voce alle vittime di questa vicenda – e lanciano ultimatum continui. Sono armati fino ai denti e probabilmente c’è qualcuno che li copre, all’interno di una zona non controllata». Sotto accusa, nelle ultime ore, è finito proprio il governo egiziano, a cui si sono rivolti nell’ordine la Farnesina, le organizzazioni delle Nazioni Unite che lavorano per i diritti umani e per i rifugiati, diverse Ong e le associazioni ecclesiali. «C’è una sostanziale inerzia da parte del Cairo» denuncia Matteo Pegoraro, copresidente del gruppo Everyone, una Ong che lavora nel campo dei diritti umani, che ha lanciato anche un appello all’Europa e ha chiesto il sostegno persino del Mossad israeliano, affinché aiuti le autorità locali nella cattura della banda. I profughi sono richiedenti asilo, in fuga perenne dalla loro terra, finiti in trappola prima in Libia, da dove sono successivamente scappati, e ora con il miraggio di arrivare in Israele, dove vorrebbero chiedere asilo politico. Ma la loro drammatica rincorsa, passata di trafficante in trafficante, di ricatto in ricatto, è divenuta ormai un caso internazionale. «Non è la prima volta che succede, ma è la prima volta che assistiamo a una deportazione di massa di queste proporzioni», è il monito duro di don Zerai. «Mai visto un traffico di esseri umani di queste dimensioni», conferma Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), che parla di «un fiorente business per questi sfruttatori, ancora più spregiudicati da quando sanno che sono chiuse le rotte d’accesso all’Europa che arrivano via mare». I gruppi criminali sono da sempre in agguato e, quando ti muovi nelle terre di nessuno, diventa impossibile garantire protezione da parte degli Stati, in alcuni casi conniventi proprio con le stesse organizzazioni. «Speriamo che la mobilitazione in corso per la liberazione dia presto i suoi frutti» spiega don Zerai. Il tempo della vergogna (e delle catene) è già scaduto.
[ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi»  C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] Ricatti e fughe, continua il dramma degli eritrei. Paolo Lambruschi
2 dicembre 2010. Non è una spietata banda di predoni allo sbando, ma una vera e propria organizzazione di trafficanti di schiavi. Sono i rapitori che tengono in ostaggio i profughi eritrei nelle sabbie del Sinai e che minacciano di ucciderli tutti, nell’indifferenza dei governi e nel silenzio di molti media, se non verrà pagato un riscatto di 8mila dollari. Ne hanno già ammazzati 6 in 48 ore, tra lunedì e martedì.
Ieri il quadro si è arricchito con nuove testimonianze dei prigionieri. I carcerieri consentono loro chiamate con i cellulari a parenti e conoscenti per reperire il riscatto. E i racconti al telefonino, unico legame con il mondo, dimostrano che la rete dei trafficanti è ben radicata nel Nordafrica e in alcune città europee. Le modalità di pagamento prevedono infatti il pagamento attraverso agenzie di money transfer a persone residenti al Cairo oppure la consegna a emissari dell’organizzazione di sensali di uomini in alcune capitali europee, dove vive la nutrita diaspora dalla repubblica del Corno d’Africa. Chi ha potuto, ha pagato così, ma cifre più piccole, solo 500 - 1000 dollari, insufficienti per comprare la libertà. Dunque c’è un piano preordinato dietro al sequestro più di un mese fa del gruppo di 80 eritrei che aveva pagato i passatori per andare in Israele e da lì tentare la rotta terrestre che dalla Turchia arriva in Europa. «I 74 superstiti – racconta don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo della diocesi dell’Asmara che vive Roma e che ha contati quotidiani con gli ostaggi – sono ormai in condizioni disperate. Mangiano una pagnotta ogni due giorni e bevono acqua salata che provoca forti disturbi, non si lavano e sono malmenati». Dopo il tragico tentativo di fuga di 12 persone, costato tre vittime, i criminali hanno spostato i prigionieri incatenati in capanne di fango e legno più piccole. Questo ha consentito di scoprire la presenza di almeno tre donne  in stato di gravidanza.
«Secondo il mio interlocutore ce ne sarebbero altre – conferma don Zerai - ma non sono in grado di dire quante». Intanto ieri è iniziata la mobilitazione delle organizzazioni umanitarie per rompere il muro del silenzio e chiedere al nostro governo di intervenire sul governo del Cairo per salvare gli ostaggi.
«Oggi – commenta padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli – assistiamo a una delle pagine più nere della nostra civiltà: la morte di esseri umani in cerca di libertà. Reagiamo a tutto ciò: poniamo fine alla distruzione del diritto d’asilo e ritorniamo a dare protezione ai perseguitati della terra. Non possiamo restare indifferenti – prosegue il gesuita –nell’apprendere le tragiche notizie che giungono dall’Egitto. Don Zerai sta denunciando un massacro di cui l’Europa e l’Italia sono corresponsabili. Esseri umani in pieno diritto di ottenere protezione internazionale hanno perso la vita nell’indifferenza assoluta delle istituzioni».
Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII si è unita agli appelli. «Sei  rifugiati sono stati uccisi perché non hanno ceduto al ricatto – ricorda l’associazione – non hanno pagato il prezzo della loro libertà. Facciamo appello al governo italiano, al governo egiziano e alle autorità europee ed internazionali a tutela dei diritti umani affinché intervengano con urgenza perché vengano liberate e salvate queste vite». [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi»  C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] Libia, orrore nel Sinai: uccisi altri tre eritrei. 1 dicembre 2010. Sei morti ammazzati in 48 ore. Cadono come mosche, al ritmo di tre vite umane al giorno, gli 80 eritrei fuggiti dalla Libia nel tentativo di raggiungere l’Europa attraverso Israele e caduti da oltre un mese nelle mani di una banda di spietati trafficanti di esseri umani nel Sinai. L’allarme è stato rilanciato sul blog dell’agenzia di cooperazione Habeshia dal sacerdote eritreo cattolico della diocesi dell’Asmara Mosè Zerai, che vive a Roma e che dalla capitale, dallo scorso 24 novembre, è in contatto telefonico con questi sventurati in trappola. Ai quali i carcerieri lasciano usare il cellulare per implorare il pagamento del riscatto di 8mila dollari. Al confine tra Egitto e Israele, si sta consumando l’ennesima tragedia dell’immigrazione nell’indifferenza dei governi e nel silenzio dei media. Ieri altri tre eritrei sono stati massacrati a bastonate dai banditi, che tengono in ostaggio i profughi in una località indefinibile. Si tratta di persone che, una volta giunte sul suolo europeo, avrebbero diritto di chiedere asilo. Nel deserto la loro vita vale  poche migliaia di dollari. L’odissea è iniziata più di un mese fa, quando i passatori avevano promesso di trasportare i fuggitivi oltre la frontiera con lo stato ebraico in cambio del pagamento di duemila dollari. Ma li hanno ingannati, fermando il camion dei profughi in mezzo al deserto e chiedendo 8mila dollari a testa per lasciare gli ostaggi in vita. Da lunedì è cominciata la mattanza. L’altro ieri tre persone erano state torturate e uccise a sangue freddo con la pistola perché non era stato pagato il riscatto, ieri un tentativo disperato di fuga di una dozzina di profughi è stato fermato e represso con violenza bestiale lasciando sul terreno altri tre cadaveri. Dalle informazioni in possesso del prete eritreo risulta che gli ostaggi sono quasi tutti sotto i trent’anni. Nel gruppo vi sono anche alcune donne. Sono tenuti prigionieri in condizioni inumane, in catene, maltrattati, con vitto scarso e senza potersi lavare. In tutto nell’area vi sarebbero 600 ostaggi provenienti da Corno d’Africa e Sudan. «Ho parlato con alcuni ostaggi eritrei ieri mattina – racconta don Zerai – mi hanno detto che i rapitori sono armati fino ai denti e determinati. Stanno perdendo le speranze di restare vivi, non c’è più tempo. Dove sono? Non riescono a identificare la località, sono stati incappucciati durante il trasbordo. Mi hanno riferito di vedere dalla prigionia una scuola e una moschea. Può agire solo il governo egiziano. Ma serve un intervento urgente dei governi europei sul Cairo per salvare i 74 superstiti o moriranno nell’indifferenza delle istituzioni nazionali e internazionali». Non si escludono connivenze dell’organizzazione di trafficanti con la polizia. Lunedì don Zerai è stato ascoltato a Bruxelles in un’audizione al Parlamento europeo senza, però, ottenere molto. Ma qualcosa si muove. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha segnalato il caso alle autorità egiziane. Ieri le senatrici del Partito Democratico Emanuela Baio e Mariapia Garavaglia, componenti della commissione diritti umani di palazzo Madama, hanno lanciato un appello: «Salviamo la vita degli eritrei che muoiono nel deserto del Sinai, una parte di loro risulta essere stata respinta dalla Libia» . «Risulta che, al confine tra Egitto ed Israele, – si legge in una nota delle due senatrici – nel deserto del Sinai, luogo simbolo per la cristianità, dove sono state consegnate a Mosè le tavole dei 10 Comandamenti, si consumino ogni giorno efferati delitti impuniti. E sembra che queste violenze lascino diversi Stati e il nostro governo completamente disinteressati». Le parlamentari hanno firmato l’interrogazione   presentata la scorsa settimana dal Presidente della commissione Diritti umani del Senato Pietro Marcenaro e hanno chiesto al ministro degli Esteri Frattini di riferire in Senato. «Chiediamo di sapere cosa stia facendo il Governo italiano verso quello egiziano per liberare i profughi e cosa stia facendo verso la grande Repubblica Araba di Libia, popolare e socialista  per difendere il diritto alla protezione umanitaria. Un paese con il quale abbiamo siglato poco tempo fa un accordo costato non poco alle casse dello Stato».  [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi»  C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE COSA POSSO FARE IO? answer [ prendi i carri armati, ed occupa definitivamente, tutto quel deserto! CONTRARIAMENTE, tu pagherai, con il tuo sangue, per il loro sangue!!"] ODISSEA DEGLI ERITREI
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Benjamin Netanyahu HA DETTO: "CHE IMPORTA A ME? MICA SONO ISRAELIANI!"] ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.  SENZA PATRIA NÉ DIRITTI. Eritrei: Traffico di esseri umani. Business da 32 miliardi» Paolo Lambruschi. 26 gennaio 2011.Alessandro Calvani è una delle persone che meglio conosce la realtà sommersa del traffico di esseri umani per averla combattuta per anni come direttore dell’Unicri, l’ufficio Onu che contrasta il crimine internazionale. Oggi vive a Bangkok dove dirige il Centro Asean per lo sviluppo. Secondo le Nazioni Unite, sono 12 milioni le vittime del lavoro forzato. Ogni anno sono tra 700.000 e 900.000 le nuove vittime del traffico internazionale che si aggiungono a 2,5 milioni di persone già nel giro. Circa il 20% sono minorenni; quasi l’80% di sesso femminile. Il 79% è stato vittima di sfruttamento a fini sessuali.
Quali sono i volumi di affari dei nuovi mercanti di schiavi e i trend per i prossimi anni? Abbiamo stime incomplete. Ad esempio oltre 70.000 persone all’anno sono vittime della tratta tra l’Europa orientale e la Russia verso l’Europa occidentale, che crea un guadagno per i trafficanti di quasi tre miliardi di euro l’anno. Il valore della tratta di esseri umani a livello globale corrisponde a circa 32 miliardi di dollari all’anno, di cui 9,7 appartengono al mercato asiatico, dove sono trafficate circa 1,4 milioni di persone all’anno. E solo in Messico la tratta procura ai trafficanti tra i 15 e i 20 miliardi di dollari annui. Se nulla cambia, il trend sarà di crescita, pari almeno alla crescita dell’economia lecita. Quali sono le caratteristiche del traffico in Asia? Le vittime potenziali aumentano in fretta ovunque c’è distruzione dei tessuti sociali, delle famiglie soprattutto, causati da conflitti e disperazione economica. Il governo thailandese continua il suo impegno per ridurre il fenomeno delle vittime nell’area dei paesi del Mekong. Ma in Myanmar la miseria è cronica soprattutto tra le minoranze etniche, che sono il 40% della popolazione. A volte sono le famiglie a vendere una bambina ai trafficanti per avere il riso per altri tre mesi. In Cambogia è diminuita la povertà ma è cresciuta la disuguaglianza. Il Laos rimane uno dei paesi più poveri della regione. C’è una forte crescita del traffico verso il Sud-Est Asiatico da altre aree del mondo.
Come sono strutturate le reti dei trafficanti? C’è una regia unica?
Non c’è una Spectre globale di tipo piramidale come le mafie. C’è però una forte rete diffusa di collaborazioni e collusioni che rende efficienti i traffici in termini di collegamenti tra domanda e offerta, sistemi finanziari, impunità, corruzione di ogni forma di resistenza. Ogni anello della catena del traffico conosce solo l’anello precedente e quello seguente e ottimizza solo quelle due relazioni. Questo metodo minimizza anche l’impatto, peraltro scarso, delle investigazioni e della repressione. Nella vicenda degli eritrei rapiti nel Sinai si sospetta vi sia la regia di Hamas e di Al Qaeda. I proventi del traffico di esseri umani vanno a finanziare le attività terroristiche? Il prodotto criminale mondiale è una specie di borsa mondiale dei titoli delle imprese di saccheggio globale. Il capitale va dove è più remunerato, dove le azioni crescono più in fretta e con meno rischi. Ovvio che tutte le sinergie sono cercate dovunque possibile. Se un trafficante di persone paga per garantirsi che un camion passi un posto di frontiera o perché un peschereccio entri ed esca da un porto senza che nessuno ci guardi dentro, vuole che non venga massimizzata l’opportunità mettendoci dentro anche soldi, e armi, oltre che esseri umani? In trent’anni in prima linea nelle crisi umanitarie più gravi e nei conflitti più sanguinosi, non ne ho mai visto uno dove capitali illeciti, conflitti e crimini non fossero associati. Il terrorismo ha bisogno di armi, soldi, risorse umane. Il crimine organizzato può fornire soldi e armi in cambio di copertura dei suoi traffici, compresi i rifiuti tossici e i beni forestali. Le risorse umane le forniscono invece l’assenza di dialogo negli scenari di crisi e gli stati falliti laddove l’economia illecita funziona meglio di quella lecita.
È migliorata la collaborazione tra polizie per stroncare il traffico ci persone?
Le forze di polizia collaborano molto meglio di dieci anni fa. Ma non si può fermare un fenomeno sociale, economico e in qualche modo un’omissione politica solo usando le manette. Che tipo di protezione va assicurata alle vittime della tratta? Le vittime della tratta hanno diritto alla protezione come vittime, come testimoni del modus operandi di uno dei crimini più mostruosi del nostro tempo e, in molti casi, anche come rifugiati, visto che la loro vita sarebbe minacciata se tornassero nel paese di origine. Secondo lei l’opinione pubblica è adeguatamente informata? Mi pare di no. Se tutti sapessero quello che c’è dietro a queste rapine di dignità umana parecchi si ribellerebbero all’ignavia delle autorità o sfonderebbero le porte di certi postriboli per liberare le vittime. . C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Abbiamo seguito la loro tragedia – grazie anche alle denunce del sacerdote eritreo Mosè Zerai – con una lunga campagna giornalistica tra novembre e dicembre per rompere il silenzio di media e governi occidentali su questa nuova rotta del traffico di esseri umani. Ora possiamo rivelarlo, la libertà di alcune donne povere in stato interessante è stata pagata anche da alcuni nostri lettori sdegnati dall’orrore, che non è stato fermato neppure dopo una risoluzione del Parlamento europeo a metà dicembre che sollecitava l’intervento del Cairo. Solo la società civile si è mossa. Ma il Sinai è terra di nessuno, anche dopo le rivolte, e l’industria dei sequestri resta fiorente. Dove sono, come stanno gli eritrei rapiti in autunno e liberati tre mesi fa? Siamo andati a Tel Aviv a scoprirlo e, per la prima volta, i profughi raccontano un’odissea infinita. Zion tiene gli occhi bassi mentre entra nella sede di Ardc, associazione israeliana che aiuta i richiedenti asilo in Israele. È eritrea e sul volto porta i segni di un viaggio di andata e ritorno all’inferno. Ora vive in un limbo con poche prospettive per lei e la vita che porta in grembo. Ha 28 anni, è incinta di sette mesi. Indossa una tuta da ginnastica larga e porta il guardaroba in una borsa della spesa. Li hanno rilasciati a gennaio, dopo tre mesi di sequestro. «Ringrazio i benefattori italiani, devo loro la vita. La mia famiglia ha venduto tutto, ma non riusciva a coprire tutto il riscatto. Per me e mio marito sono stati pagati 11mila dollari a testa». Dopo la liberazione la coppia è stata un mese nel campo profughi israeliano di Saharonim, quindi è arrivata a Tel Aviv. Hanno un permesso provvisorio, ma Israele non ha una legge sull’asilo e i profughi non trovano lavoro facilmente. Dividono una stanza con altre sei persone e fanno letteralmente la fame. Chiedo della loro odissea. «Siamo arrivati in Libia nel 2009, ma non potevano più restare: rischiavamo di finire in galera come clandestini. Non era più possibile partire per l’Italia a causa dei respingimenti. Ci hanno arrestato e abbiamo dovuto pagare per uscire. Allora ad ottobre 2010 un eritreo di nome John ci ha detto che ci avrebbe fatto arrivare in Israele con 2.500 dollari. Siamo partiti in 49, nel Sinai ci siamo uniti a un altro gruppo proveniente dalla Libia. Eravamo 85 in tutto. I beduini ci hanno tenuti nel deserto una settimana senza cibo. Poi si sono fatti consegnare soldi, cellulari, ci hanno messo delle coperte addosso e spinti dentro alcune caverne dove c’erano altri prigionieri, in tutto eravamo 250. Lì è cominciato il calvario». Zion scoppia a piangere al ricordo della prigionia. «Ci tenevano incatenati, ci maltrattavano. Ci davano da mangiare solo pane e pomodori. Soffrivamo di diarrea e dovevamo fare i bisogni davanti a tutti. Non ci hanno mai fatto lavare né cambiare, bevevamo acqua sporca o le urine. Ci picchiavano con spranghe, poi chiamavano i parenti per sollecitare i pagamenti». Conferma l’omicidio di sei eritrei. «A fine novembre hanno cercato di scappare. I beduini ne hanno uccisi quattro a fucilate, due li hanno ammazzati a bastonate. Si chiamavano John e Goitom, avevano 25 anni». Durante il giorno gli uomini incatenati venivano impiegati come schiavi per costruire case. Alle donne andava peggio. «Eravamo nove e ci facevano pulire. Cinque le hanno stuprate davanti a tutti, io sono stata risparmiata perché ero malata. Eravamo prigionieri del trafficante Abu Khalid, i beduini avevano complici eritrei». Conferma che oltre a lei, le offerte italiane hanno contribuito a liberare tre eritree in stato di gravidanza. «Una è impazzita per le violenze subite e ha abortito come altre donne stuprate. Le altre due devono partorire. Non abbiamo neppure i soldi per mangiare, ma vogliamo andare fino in fondo sperando in Dio». Al rifugio di Ardc, in un quartiere abitato da migranti africani, vivono in stanzette sovraffollate 20 donne e 25 bambini tra 0 e 16 anni. Trovo M., 22 anni, incinta al sesto mese. L’hanno rapita a ottobre. Era nel gruppo dei 250 sequestrati che abbiamo imparato a conoscere. Lei è stata liberata con il contributo italiano a dicembre. «Sono fuggita da casa in agosto con un gruppo di amici e volevo lavorare in Sudan. I Rashaida mi hanno ingannata dicendomi che mi portavano a Khartoum, invece mi sono trovata nel Sinai dopo un viaggio infernale di una settimana. Ci tenevano stipati nei camion, sotto quintali di verdura e frutta. Alcuni sono morti soffocati. Eravamo prigionieri di Abu Abdel, per me sono stati pagati 8mila dollari». M. sapeva di essere incinta del suo compagno quando era nel Sinai. Nonostante ciò è stata abusata da uno dei rapitori, un egiziano. Quando l’hanno liberata voleva abortire: per ignoranza temeva che il bambino fosse figlio anche dell’aguzzino. Quando medici le hanno spiegato che il padre era il compagno ancora prigioniero, ha scelto di partorire. M. è in miseria, ma, nonostante il dolore, non ha perso la speranza. Come tutti le donne e gli uomini eritrei che ho incontrato, il suo sogno di libertà non è stato spezzato nel Sinai. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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MY HOLY JHWH -- tu lo sai, tu non mi hai progettato per avere rispetto di te, in queste circostanze, tu mi fai schifo! [[ Benjamin Netanyahu HA DETO: "CHE IMPORTA A ME? MICA SONO ISRAELIANI!"] ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi.
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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[[ Benjamin Netanyahu HA DETO: "CHE IMPORTA A ME? MICA SONO ISRAELIANI!"] ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Tratta di uomini e di organi. Paolo Lambruschi 11 novembre 2011. «Di incontrare i predoni beduini non se ne parla proprio», dice il contatto, l’uomo che con loro ha lavorato per anni da El Arish. Qualche giorno fa c’è stato uno scontro a fuoco con la polizia, e troppi media si stanno interessando alla vicenda degli ostaggi nel Sinai. Sono loro, però, la chiave per capire i misteri del Sinai, quanti sono attualmente i rapiti e dove è finita parte degli eritrei, quella che non riposa fuori dal cimitero di El Arish. Secondo un agghiacciante lancio dell’agenzia di stampa palestinese Ma’an, l’azione dei trafficanti di organi sul confine tra Egitto e Israele è stata denunciata già a settembre da un profugo eritreo sfuggito ai suoi sequestratori beduini. L’uomo aveva denunciato l’uccisione dei suoi compagni dopo che era stato preso loro il denaro e asportati gli organi. I corpi erano stati gettati nei bagagliai delle auto dei predoni. Che in Egitto fiorisca un mercato clandestino di organi è noto. Lo scorso giugno è stata approvata una legge che lo contrasta, ma nel 2010 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha definito il Paese un hub – uno snodo – per il traffico verso il mondo arabo, classificandolo nei primi cinque Stati attivi in questo immondo mercato. Giudizio aggravato per il 2011 dal Dipartimento di Stato americano, che lo ha portato al terzo posto. Nel deserto il business milionario dei sequestri si sarebbe così saldato con quello altrettanto florido degli organi umani a spese degli africani. Il rischio è infatti pari a zero, le ambasciate dei Paesi di appartenenza non reclamano per la sparizione di disperati privi di documenti, e la polizia egiziana non interviene. I predoni, dal canto loro, si sono ben guardati dal rapire occidentali. Parte degli introiti del mercato nero dal Sinai prende probabilmente la strada del Cairo, altri finanzierebbero il terrorismo islamico. Ma qui la pista diventa troppo intricata, difficile separare le responsabilità criminali in un Paese dove è alto il tasso di corruzione anche nelle forze dell’ordine, indebolite dalla rivoluzione, che nel deserto non intervengono troppo. I dati confermano comunque che i due luridi mercati, uomini e organi, si alimentano. I sequestri, infatti, continuano. Sono almeno 500 le persone in ostaggio da settembre dei rapitori che hanno creato un triangolo della morte nel deserto della Bibbia. Dopo un anno di indagini da parte delle organizzazioni umanitarie, che hanno pazientemente raccolto le testimonianze delle vittime, sono noti persino i nomi dei mercanti di uomini e dei loro complici eritrei che attirano i profughi in trappola e riscuotono i ricatti via money transfer.
E sono stati trasmessi sia alla polizia israeliana sia a quella egiziana, ma senza esito.
«Dopo 12 mesi – spiega don Mosè Zerai, il sacerdote cattolico eritreo che vive a Roma – il flusso di migranti che vanno volontariamente sulla rotta del Sinai è diminuito. Però i riscatti sono aumentati, da qualche mese vengono chiesti 26 mila dollari per ostaggio».
Da Stoccolma la giornalista eritrea Meron Estefanos lancia da luglio un nuovo allarme: «I Rashaida rapiscono gli eritrei fuori dai campi profughi di Shegarab, in Sudan. Poi li vendono ai beduini in Egitto. Li scelgono tra i più giovani, temiamo che chi non possa pagare sia rivenduto ai trafficanti d’organi».
Dall’altra parte del confine Sigal Rozen, avvocato e attivista israeliana per i diritti umani dell’associazione Hotline for Migrant Workers di Tel Aviv, ha raccolto migliaia di testimonianze di eritrei in due anni. Ecco cosa ha concluso: «Non è vero che nel traffico d’organi finisca solo chi non paga il riscatto. Ci sono ragazze giovani e carine segregate per mesi anche dopo i pagamenti solo per continuare a stuprarle. E molti giovani uomini le cui famiglie hanno pagato spariscono senza aver mai contattato i loro cari. Probabile che dopo aver incassato il denaro i beduini li abbiano comunque scelti per l’asportazione di fegato, reni e cornee moltiplicando così i guadagni, e poi li abbiano uccisi».
Le gang più note fanno capo ai palestinesi Abu Khaled e Abu Ahmed, ma secondo le testimonianze dei superstiti, il più crudele e sadico è Abu Abdallah, arrestato in maggio dalla polizia egiziana e subito liberato: un beduino 40enne padre di otto figli, originario di Mekleh vicino a Nahkhab che agisce con il fratello, noto come Abu Musa. Di costoro sono conosciuti persino i cellulari, eppure sono liberi di girare sulla rotta del traffico che va da Aswan a Rafah. I predoni beduini hanno chiuso i canale, mi dice il contatto di El Arish. Alla Cnn un leader della tribù beduina Sawarka, una delle più grandi nel Sinai, ha ammesso il traffico di persone e le violenze, e ha puntato l’indice su «alcune canaglie» del clan.
Un altro capo della tribù Tarabin ha riconosciuto il traffico con i Sawarka, spiegando che «su 150mila beduini riguarderebbe 50 persone». Anche lo sceicco del clan Tihi ha parlato in un filmato trasmesso a fine ottobre dall’emittente privata egiziana Channel 25 e girato a Nekhel, nel cuore del Sinai. Anche questo video è rintracciabile su YouTube. Mostra le fosse comuni con i cadaveri calcinati di africani privi di organi, dissanguati e poi strangolati. Il video mostra i resti di un accampamento, e poi farmaci, lacci emostatici. E documenti bruciacchiati di eritrei. Il capo beduino fa il nome del trafficante d’organi: è Solomon Abdallah, alias Abu Abdallah. Probabilmente per smarcarsi i predoni beduini hanno rilasciato mercoledì 600 persone alla frontiera con Israele, secondo l’Acnur. Un fatto senza precedenti: i rilasci sono sempre avvenuti a piccoli gruppi. Non si sa quanti siano attualmente i prigionieri, ed è presto per dire se il clamore mediatico abbia interrotto lo spregevole mercato. Il filmato di Channel 25 riporta – scritti nella lingua ge’ez usata dalla Chiesa cattolica eritrea – i nomi di alcuni prigionieri scritti sulle rocce, poco lontano dal luogo dove, di lì a poco, avrebbero trovato la morte più orribile. I nomi di questi cristiani uccisi come bestie sono Kibrom, Wedi Teyki, Almaz, Nazu, Yerus Wehatila, Feven, Ephrem, Eyob, Tsgum Dbarwa, Yonas. All’Occidente e alla sua coscienza addormentata nulla importa di loro, ma la diaspora eritrea li ricorda oggi con una fiaccolata in molte città.
Abbiamo visto dove sono finiti gli eritrei morti nel Sinai, partiamo ora a cercare i sopravvissuti nelle galere egiziane, da El Arish fino ad Aswan.
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. [[ Benjamin Netanyahu HA DETO: "CHE IMPORTA A ME? MICA SONO ISRAELIANI!"] I nuovi «lager» per gli eritrei. Paolo Lambruschi. 14 novembre 2011. ​La piccola Dina. La bambina eritrea ha sei anni e i capelli crespi intrecciati. L’unico gioco che può fare è correre avanti e indietro nel corridoio del carcere di Bir el-Abd, a mezz’ora di autostrada da El Arish. Il suo nome non lo possiamo fare, chiamiamola Dina, vivace nonostante le manchino compagni di gioco, matite per disegnare, giocattoli e il suo unico pasto sia il rancio della galera integrato da latte e biscotti portati da volontari copti. L’abbiamo incontrata durante un giro in alcune carceri egiziane, dal Sinai ad Assuan, dove sono detenuti almeno 500 eritrei contro la convenzione dell’Onu del 1951 sui rifugiati, cui l’Egitto ha aderito. Uomini, donne e almeno una decina di bambini innocenti, imprigionati per un periodo indefinito come irregolari. Siamo l’unica testata occidentale ad essere entrata per testimoniare cosa accade dietro le sbarre. Le guardie ci lasciano soli con i prigionieri. A nessuno di loro – denuncia Asefasc Woldenkiel, la persona che mi aiuta a tradurre – è stato permesso di presentare domanda di asilo nonostante molti siano in possesso della tessera blu dell’Acnur, quella di rifugiato o di quella gialla, rilasciata a chi presenta domanda di asilo. Né all’Acnur è consentito l’ingresso in queste galere lontane dal Cairo. Dina non esce mai, gli eritrei non fanno l’ora d’aria. Dorme su un asciugamano buttato sul cemento in una cella lurida con un solo bagno, che in estate deve trasformarsi in un forno, e che divide con la madre e altre 10 detenute eritree, tutte tra i 20 e i 30 anni, fuggite dallo stato-caserma eritreo, da un regime che pare aver trasportato nel ventunesimo secolo la dottrina dei Khmer rossi di Pol Pot. La polizia le ha arrestate quando i beduini le hanno lasciate al confine o le hanno liberate dopo il pagamento del riscatto. Così il mondo di Dina dallo scorso giugno è fatto di guardie carcerarie armate, sbarre e mura di cemento. Vengono tutte dal campo profughi di Sheregab, in Sudan. Un paio sono state rapite dai Rashaida e poi vendute ai beduini che le hanno liberate dopo un riscatto di 25mila dollari pagato dai familiari. Non chiedo di più, i loro occhi raccontano abbastanza. A El Arish ho incontrato altre due detenute ventenni arrestate due settimane prima, dopo tre mesi di sequestro nel deserto e il pagamento del riscatto di 26mila dollari. Mentre mi dicevano che un loro compagno di viaggio era stato ammazzato di botte dai banditi beduini avevano lo stesso sguardo che mi implorava di piantarla. La mamma di Dina è invece partita volontariamente per Israele, dove clandestinamente vive il padre, ma la polizia le ha fermate con altre sette ragazze, che avevano pagato 5000 dollari ai trafficanti che le hanno poi abbandonate nel deserto. La polizia israeliana le ha quindi arrestate. Li aiuta la solidarietà della chiesa copta che porta loro coperte, abiti, qualche quaderno per scrivere e ha avvisato le famiglie della loro sorte. Il muro è diventato una lavagna di fortuna, per far sognare Dina di essere a scuola. La madre inventa per lei di continuo un mondo di giochi, proprio come Roberto Benigni nella <+corsivo>Vita è bella<+tondo>. «Mia figlia adesso riesce a dormire – spiega Tess, altro nome inventato – ma il primo mese si svegliava urlando. Piange quando le guardie picchiano qualcuno perché non sa come farà a guarire qui dentro». Del loro gruppo facevano parte 30 persone. «Di otto – aggiunge Tess – non abbiamo più notizie, non sappiamo se sono stati uccisi dai beduini o dalla polizia». Nella cella accanto sono sdraiati 15 giovani eritrei. Provengono dai campi profughi, perlopiù da quelli sudanesi, un paio anche da quelli etiopi. Sono stati rapiti dai predoni beduini nel Sinai, al termine di un viaggio in condizioni durissime. C’è chi ha poi passato un anno in catene prima di trovare i soldi del riscatto, sempre sotto la minaccia di finire nelle mani dei trafficanti di organi. Hanno assistito a violenze bestiali sulle donne, sono stati torturati, picchiati con sbarre di ferro, bruciati con la gomma fusa. Al termine del calvario, dopo aver pagato i riscatti di 26mila dollari sono stati liberati, ma non sono riusciti ad attraversare il confine perché ridotti a scheletri. Berhame non ha sentito l’alt e si è beccato una pallottola in un femore da uno zelante poliziotto. Ha i ferri piantati nella coscia della gamba sinistra. È immobilizzato sul pavimento di cemento e un pezzo di cartone è tutto quello su cui può appoggiare l’arto ferito. Qui di infermerie non ce ne sono. Nel carcere ci sono in altre due celle altri 18 detenuti eritrei e un paio di sudanesi, tutti seduti per terra su stuoie e asciugamani. Tutti rapiti, schiavizzati, liberati e poi ancora incarcerati senza colpa. Anche qui, ognuno conosce almeno uno o due compagni di viaggio e di sequestro spariti nel nulla tra El Arish e Nakhl. Più tardi, nel carcere di Romani, da una quarantina di eritrei, quasi tutti sequestrati e liberati dopo aver pagato riscatti dai 6 ai 26mila dollari, sentirò ripetere che almeno un terzo dei compagni è sparito. "Veniamo maltrattati dalle guardie – spiega W. – che ci urlano che dobbiamo andarcene». Ai cristiani è riservata una razione supplementare di botte e gli eritrei si tatuano la croce etiopica sul polso. Quanto resteranno in galera questi dannati della Terra? Il loro futuro è il rimpatrio in Eritrea, in base a un accordo con l’Egitto che ignora il diritto di queste persone di chiedere asilo. L’unica speranza è l’intervento dell’ambasciata etiope che, dopo aver identificato i rifugiati, con un lasciapassare li porti all’aeroporto del Cairo e da lì nei campi profughi del Paese dove sono già presenti 61mila rifugiati eritrei. Un progetto umanitario sostenuto da una rete italiana di buona volontà sta provvedendo a pagare i biglietti aerei. Già 175 persone sono uscite dal carcere in questo modo. Il tempo della visita è scaduto. Mentre si chiudono le porte della galera Dina mi chiede a bassa voce di portarla via, da suo padre. «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi» C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi.  L'ODISSEA DEGLI ERITREI. SINAI DI SANGUE. Fuga dall’inferno. Paolo Lambruschi. 22 febbraio 2012. Caccia all’uomo nel Sinai, i trafficanti di uomini e di organi cercano un testimone oculare scappato dagli orrori del deserto di Dio. I predoni beduini agli ordini di Yasser Abu Simya di Rafah, nel distretto del nord, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza, hanno messo una taglia di 50 mila dollari sulla testa di Solomon W, 25 anni, profugo eritreo rapito fuori dal campo profughi sudanese dell’Onu di Shagarab dai trafficanti di uomini Rashaida nello scorso dicembre e rivenduto a una gang appartenente alla tribù Ramailat.
Dopo aver assistito durante un mese e mezzo di prigionia a omicidi, torture, stupri, e aver visto un sacchetto contenente organi umani pronti per il mercato nero, è riuscito a fuggire e a rifugiarsi in una moschea. Ora si trova nelle mani dello sceicco Mohamed, appartenente a una cellula salafita, fazione nemica dei trafficanti di organi, che lo ha nascosto. La sua sorte è appesa a un filo.
Raggiunto telefonicamente, lo sceicco ci dice che la sua fede gli vieta di consegnare il ragazzo agli aguzzini.
«Dio me lo ha mandato – afferma il capo salafita – e io non lo darò ai suoi rapitori né sono disposto a consegnarlo alla polizia. Lo darò solo ai suoi fratelli eritrei o a chi può garantirmi che lo manderà dove lui desidera andare, in uno stato occidentale».
Chiediamo all’autorità tribale beduina perché non lo scorta fino alla Striscia di Gaza.
«Perché il confine è il posto più pericoloso» è la risposta categorica.
Tenuto conto che il governo vieta ai funzionari dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite di uscire dal Cairo, la soluzione della vicenda appare complicata. Si teme una sortita della banda, o che qualcuno dei salafiti ceda alla tentazione dei 50 mila dollari e consegni Solomon. Ma perché i banditi lo cercano con tanta determinazione? Lo sceicco accetta di farci parlare al telefono con l’ostaggio per farcelo spiegare. Gli chiediamo anzitutto di raccontarci del suo sequestro.
«Insieme a 27 compagni, tra cui quattro ragazze e una donna con un bambino di pochi anni, tutti eritrei rapiti in Sudan dai Rashaida, siamo stati condotti a Rafah, divisi in tre gruppi e venduti ad altri predoni. Il mio gruppo è rimasto nelle mani del capo. Eravamo in cinque, ci hanno incatenati. Qui è cominciato l’orrore».
Solomon fatica a proseguire.
«Ho visto violenze terribili sulle donne, non le posso riferire. La ragazza vicino a me era incinta e le hanno procurato un aborto. Ci torturavano di continuo con botte e scariche elettriche per farci chiedere il riscatto».
Ma Solomon e quattro compagni di sventura, tra cui la ragazza, non hanno alle spalle famiglie che possano pagare. Gli altri quattro vengono uccisi uno ad uno con le violenze e le torture. Tre di loro, compresa la ragazza, sono probabilmente stati gettati nel deserto e i cadaveri sono giunti alla camera mortuaria dell’ospedale di El Arish, ad ovest, non più tardi di 10 giorni fa, come confermatoci dal personale ospedaliero.
Solomon è stato risparmiato dalla spietata gang per portare l’acqua ad altri 125 prigionieri eritrei, sudanesi ed etiopi tenuti incatenati nelle case e nelle stalle del villaggio di Al Mahdya, alle porte di Rafah. Il testimone sa esattamente dove sono custoditi i prigionieri e sa la sorte che tocca a chi non può pagare.
«Pochi giorni fa uno dei carcerieri – rivela – mi ha fatto vedere un sacchetto di plastica contenente organi umani. Se non arriva il riscatto, mi ha detto minaccioso, vi uccidiamo e vi togliamo gli organi, tanto riusciamo a rivenderli subito».
L’eritreo aguzza l’ingegno per salvarsi. Di nascosto riesce a rompere le catene ai piedi e scopre una buca scavata da alcuni prigionieri. Così, giovedì notte fugge portando con sé uno dei cellulari utilizzati dai predoni per ricattare i familiari dei profughi. La sua corsa alla cieca tra le case del villaggio viene notata subito dai banditi, i quali lo inseguono sparando. Con la forza della disperazione entra in una moschea. Svegliati dagli spari, i beduini salafiti dello sceicco Mohamed gli danno rifugio. Il giovane si mette subito in contatto con gli attivisti che nel Sinai stanno diffondendo le cronache dall’inferno. Inferno di cui Solomon è testimone in presa diretta. I banditi vogliono farlo tacere per sempre, perché la sua voce è l’ennesima conferma di quanto diversi media, tra cui Avvenire, stanno denunciando da 15 mesi nell’indifferenza delle autorità nazionali e internazionali.
«Sono nel villaggio di Al Mahdya – grida Solomon tra le lacrime – in un appartamento dal quale vedo le case dove sono prigionieri i miei compagni. Salvatemi, vi prego». Ora è in atto una corsa contro il tempo per arrivare prima degli spietati banditi che spadroneggiano in questa terra di nessuno. «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi» C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Schiavisti: nomi, cognomi e numeri di telefono. P. Lam. 22 febbraio 2012 Un lungo elenco che inchioda i colpevoli del sequestro, della riduzione in schiavitù, della tortura e infine della sparizione di migliaia di esseri umani in fuga da fame, persecuzione e guerra nella penisola del Sinai. Ora abbiamo nomi, cognomi e numeri di telefono dei componenti della diabolica rete che da anni rapisce i profughi eritrei, sudanesi ed etiopi nei campi dell’Onu nel Sudan orientale e li rivende ai predoni beduini del Sinai dove vengono torturati e uccisi se non pagano riscatti anche molto elevati. Una lista più completa di quella consegnata a novembre dalle ong israeliane alla polizia di Tel Aviv e compilata dall’Icer, un comitato internazionale che raggruppa diversi professionisti e attivisti della diaspora eritrea. I quali hanno pazientemente ricostruito, grazie a numerose testimonianze, la tela che va dall’Etiopia al Sudan, dall’Egitto alla Libia e termina in Israele. Che può contare sulla complicità di alti funzionari statali e militari eritrei, sudanesi ed egiziani e di spie del regime dell’Asmara infiltratesi nei campi profughi per tendere esche a giovani disperati pronti a tutto pur di raggiungere l’Occidente. È una ricostruzione meticolosa, quella dell’Icer, che parte dal 2005 quando la rotta dei migranti portava in Libia e i trafficanti chiedevano l2 mila dollari a testa per portare i subsahariani a Tripoli o a Bengasi. Poi, dopo il trattato con l’Italia che ha sigillato le coste libiche, l’attenzione si è spostata verso lo Stato ebraico e il deserto del Sinai. Qui si salda, secondo l’Icer, la nuova rete criminale. Che può contare su trafficanti etiopi, sudanesi e soprattutto eritrei che allettano i migranti e sull’abilità dei nomadi Rashaida, da secoli contrabbandieri e trafficanti del Sahara che vivono tra Sudan ed Eritrea, imparentati con i clan beduini del Sinai. Sono i nomadi dei due deserti a varcare le frontiere con i loro carichi di esseri umani. Poi qualcuno pensa che il sequestro di questi migranti può rendere di più con pochi rischi. Si stima che su 50 mila immigrati subsahariani in Israele, 30 mila siano passati per le mani dei trafficanti e almeno 10-15 mila siano stati sequestrati con modalità crudeli. Per sollecitare i riscatti, infatti, le donne vengono stuprate, mentre gli uomini sono picchiati e torturati. L’obiettivo è cancellare la dignità umana. Agli ostaggi vengono consegnati i cellulari per chiamare chi può pagare per la loro vita e raccontare le atrocità subite. Chi non paga il riscatto dalla schiavitù, che ora supera i 30 mila dollari, viene ucciso e gli vengono asportati gli organi, rivenduti sul mercato nero al Cairo. Mancano ancora i nomi delle menti, la «cupola» che non deve restare impunita. «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi»
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. «Quei beduini fanno ciò che vogliono»Paolo Lambruschi. 22 febbraio 2012 Una terra di nessuno nelle mani di milizie tribali che vogliono continuare indisturbate i loro traffici criminali. Ehud Yaari, 67 anni, è un importante giornalista israeliano, commentatore per diverse testate internazionali. Lo scorso mese ha pubblicato per il Washington institute for near est policy un’accurata analisi sul Sinai, che per la prima volta spiega perché i beduini sono diventati così potenti. Nel Sinai avvengono rapimenti e uccisioni di migranti, lavoratori stranieri, turisti occidentali a opera di predoni beduini. Cosa sta succedendo? Dopo la rivoluzione contro Mubarak, i servizi di sicurezza e la polizia egiziani nel Sinai sono completamente collassati. Le stazioni di polizia in alcune città sono state bruciate, la polizia stessa non opera veramente nelle strade. Rimangono attivi l’intelligence militare e alcuni reparti dell’esercito, che non hanno interesse a confrontarsi con mezzo milione di beduini. Costoro hanno formato milizie armate e scorrazzano indisturbati a bordo dei loro pick up armati di mitragliatrici. Fanno contrabbando e traffico di esseri  e organi umani, alcuni non disdegnano attività terroristiche. Il deserto è oggi uno stato senza legge e il Sinai è in mano ai signori della guerra. È una situazione molto seria. I beduini hanno una strategia? No, vogliono godere dei servizi forniti dallo Stato egiziano come sanità e scuole, ma non vogliono interferenze nei loro affari. Quanto rendono nel Sinai il contrabbando e i traffici di droga, armi ed esseri umani? La mia valutazione è che nel Sinai il volume di affari valga mezzo miliardo di dollari l’anno. Il Cairo non può offrire nulla di comparabile a una popolazione povera. Qualcuno interverrà a fermare i sequestri? Non credo. Gli israeliani hanno acconsentito ad aumentare gli armamenti dell’esercito nel Sinai, ma non è servito a nulla. Tribù come i Tarabin, i Sawarka e i Tihia stanno diventando forti anche militarmente. Dove prendono le armi?
In parte arrivano dal Canale di Suez, dall’Iran, dal Sudan e dallo Yemen. Grandi quantità stanno arrivando dalla Libia e in parte dai Balcani, e c’è traffico in entrambe le direzioni da Gaza. Possiedono missili antiaerei e gli anticarro Rpg di prima generazione. Bloccano quando vogliono le strade delle città, le principali vie di comunicazione e le autostrade costiere. Sono un serio pericolo per Israele, e se attaccassero potrebbe scoppiare una crisi con il Cairo.
I rapimenti fanno guadagnare solo le bande criminali o finanziano anche il terrorismo islamico?
Entrambe le cose. Non ho visto segni della presenza di Al Qaeda tra i beduini, ma i salafiti hanno affinità ideologiche con loro. Le milizie tribali trafficano in armi, droga ed esseri umani. Non è un problema, dipende dal cliente e dal prezzo. E poi finanziano i terroristi. «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi»
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi. Onu: «L'Eritrea. fa rapire i suoi profughi» 26 luglio 2012. Il regime dell’Asmara sarebbe dietro il traffico di migliaia di esseri umani che dall’Eritrea passa attraverso il Sudan e finisce nel Sinai. Cominciano a emergere i nomi eccellenti della cupola che ha ordito i sequestri di profughi sub sahariani, in larga parte eritrei, dal 2009 e ha trasformato il deserto della Bibbia in un inferno. E grazie anche al premio dato dal Dipartimento di Stato Usa a una suora comboniana che aiuta gli scampati all’inferno a Tel Aviv, da un mese questa tragedia non è più invisibile nelle cancellerie occidentali. Ancora 1500 persone sarebbero attualmente sequestrate e detenute dai predoni beduini in condizioni inumane nel Sinai, con stupri, abusi e torture. Con un’agghiacciante novità, almeno 600 prigionieri sono minorenni, sequestrati persino in Eritrea. E i riscatti sono saliti a 60mila euro. I rapimenti avvengono sulla rotta che corre dal piccolo paese affacciato sul Mar Rosso fino alla terra di nessuno al confine con lo stato ebraico. Ma oggi, alla lista che alcune organizzazioni umanitarie hanno consegnato alla polizia egiziana e israeliana a inizio 2012 con i nomi dei capi predoni e dei loro complici beduini, etiopi ed eritrei che non hanno esitato a uccidere chi non aveva i mezzi per pagare il riscatto per espiantare e rivenderne gli organi, si aggiunge il primo nome eccellente.
È quello di un alto ufficiale eritreo, il generale Teklai Kifle detto "Manjus", comandante della zona occidentale militare del piccolo paese africano, uno dei leader più influenti della nomenklatura, accusato dall’ultimo rapporto della commissione degli osservatori delle Nazioni Unite sull’Eritrea di essere coinvolto con altri suoi sottoposti nel traffico di armi ed esseri umani verso Egitto e Sudan con la complicità dei nomadi del Sahara, i rashaida. Al quotidiano inglese Guardian lo scorso 17 luglio uno degli estensori del rapporto ha confermato che l’immondo traffico avviene con la tacita approvazione di altri componenti della leadership eritrea, che ovviamente nega ogni addebito. Le motivazioni sarebbero non solo l’arricchimento personale, ma anche quello del partito marxista al potere da quasi 20 anni. I riscatti hanno raggiunto quota 60mila dollari, nell’autunno 2010 variavano dai 3 ai 6mila dollari. È la prima prova del coinvolgimento del regime in disfacimento dell’Asmara, la Pyongyang africana, che costringe migliaia di giovani a una disperata fuga (un quarto dei 6 milioni di eritrei vive all’estero) dal servizio militare a vita e che non esita a vendere la pelle dei suoi stessi cittadini pur di sopravvivere. Una conferma è arrivata due settimane fa da don Mosè Zerai, il punto di riferimento dei profughi eritrei in fuga in Italia.
"Un gruppo di 24 giovanissimi, tra cui 11 ragazze minorenni che ho sentito – ricorda il prete – è stato rapito a Akurdet in Eritrea e venduto ai predoni del Sinai. Non sono gli unici». Impossibile che simili episodi avvengano senza l’assenso del governo. Quanto al giro d’affari, don Zerai stima che oltre 100mila persone, nell’area di Sudan, Egitto e Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia, siano state vittime del traffico; in particolare si calcola che siano scomparsi circa 4mila minori oltre a 3mila persone nel solo territorio del Sinai. Un quadro agghiacciante che getta una luce ancor più sinistra sul mercato di carne umana e organi che sta sconvolgendo il deserto egiziano. E su chi lo ha ordito.
La catena infernale, che abbiamo seguito in ogni suo passaggio negli ultimi 20 mesi, comincia ai confini tra Eritrea e Sudan, a Shegarab, un grande campo dell’Unhcr dove spariscono decine di persone al mese, rapite dai nomadi rashaida – che da secoli trafficano nel Sahara – con la complicità della corrotta polizia sudanese, o propongono ai più giovani e disperati un viaggio della speranza verso Israele. Poi nel Sinai vendono la "merce" umana alle gang del deserto, che da oltre due anni hanno organizzato la seconda parte di un lucroso traffico di esseri umani sulla pelle di chi fugge da miseria e disperazione. I riscatti pagati via  money transfer sotto la minaccia di morte e torture hanno rovinato economicamente numerose famiglie in Eritrea e nei campi profughi dell’Unhcr in Etiopia e in Sudan, oltre a molti rifugiati in Europa e negli Usa. Gli ultimi sviluppi li conferma la giornalista in esilio in Svezia, Meron Estefanos, che per l’emittente web Radio Erena  ha intervistato centinaia di connazionali rapiti. «Purtroppo i sequestri non si sono mai interrotti – conferma la Estefanos, attivista per i diritti umani e cofondatrice dell’Icer, organizzazione di professionisti della diaspora eritrea che sta producendo report che documentano i rapimenti a lungo ignorati dall’opinione pubblica – anche se nessuno si avventura più sulla via di Israele. Soprattutto i minorenni, che sono circa 600, sono stati rapiti in Eritrea oppure portati via con l’inganno dai campi in Sudan o in Etiopia e vengono torturati come gli altri». Ma qualcosa di positivo è accaduto nel mese di giugno: la risoluzione del Parlamento europeo dello scorso 15 marzo in cui si chiedeva sostanzialmente ai governi di Egitto e Israele di intervenire per frenare il traffico ha smosso le acque a Washington. Lo conferma il premio assegnato lo scorso 19 giugno a suor Azezet Kidane da Hillary Clinton per il suo impegno nella lotta al traffico di esseri umani. La comboniana eritrea opera a Tel Aviv nella clinica dell’ong Phr e, grazie al suo operato, gli ostaggi liberati dai predoni in Egitto e giunti in Israele hanno trovato la forza di raccontare il loro calvario e denunciare il traffico nel Sinai squarciando il velo. L’emittente qatariota Al Jazeera, molto seguita in tutti i paesi islamici, ha intervistato a metà luglio Sheik Mohamed, il religioso salafita che a Rafah, nel Sinai settentrionale, da mesi contrasta il traffico dei predoni beduini e accoglie i profughi eritrei sequestrati che riescono a fuggire. Avvenire lo ha intervistato lo scorso febbraio quando accolse Solomon, l’eritreo impazzito per gli orrori visti durante la detenzione in una delle case della morte, il primo riuscito a scappare. Era febbraio, poi ci fu la risoluzione del Parlamento europeo e ora questi nuovi barlumi di speranza.  «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi» C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi
 Doveva sparire nell’inferno del Sinai perché era diventato un testimone scomodo dei traffici di armi e uomini gestiti da alti ufficiali sudanesi ed eritrei nella terra di nessuno al confine tra i due stati, a Kassala. Invece Assalom, nome di fantasia per non creare guai alla famiglia, eritreo di 37 anni, è miracolosamente tornato dalle rotte della morte un mese fa. Lo hanno liberato durante un blitz dell’esercito cairota che negli ultimi mesi ha distrutto molti covi togliendo le catene a 144 prigionieri subsahariani. Assolom si è consegnato alla polizia ed è stato imprigionato come irregolare. Poi l’ong Gandhi guidata da Alganesh Fessaha, premiata con l’Ambrogino d’oro della solidarietà del comune di Milano per aver salvato centinaia di rifugiati, ha posto fine alla sua odissea e l’ha portato in Etiopia. Raggiunto al telefono, ci ha raccontato gli orrori visti nel deserto della Bibbia, trasformato da bande di spietati predoni beduini in un supermarket di organi umani. Assalom è uno dei tanti sottufficiali delle forze della Difesa eritrea fuggiti dalla coscrizione a vita imposta dal regime di Isaias Afewerki e condannata il 5 febbraio scorso a Ginevra dall’Onu. I disertori normalmente fuggono in Sudan, nei campi dell’Acnur di Shegarab, vicino a Kassala, e ci restano per racimolare denaro e dirigersi poi verso Khartoum. Dal quartiere eritreo della capitale sudanese si organizzano i viaggi per la Libia e da lì si attraversa il Mediterraneo. Un flusso ininterrotto: solo a gennaio sono sbarcati sulle coste italiane 2.156 stranieri, contro i 217 del gennaio 2013 e gli eritrei, dopo i siriani, sono la seconda etnia. Ma Shegarab, 30mila ospiti perlopiù eritrei, è anche il primo anello della catena infernale dei sequestri. Dal 2012 nessun eritreo percorre più, volontariamente, la rotta verso Israele che ha eretto un muro al confine con l’Egitto. Così i nomadi Rashaida, organizzatori con i predoni beduini - con cui hanno antichi legami di clan - del traffico di esseri umani dal Sudan al Sinai, hanno iniziato a rapire le persone all’esterno del campo, anche donne e bambini, e a portarle in Egitto per consegnarle alla mafia beduina. Per i dati ufficiali ne sono sparite 551 solo nel 2012. Potrebbero essere molte di più perché la zona è controllata da bande di criminali Rashaida con la complicità delle forze di sicurezza sudanesi.
Alleanza  cementata da business sporchi. Secondo diversi report dell’Onu, infatti, sui pickup dei rapitori lanciati nel Sahara viaggiano persone e armi destinate a essere vendute alle cellule terroristiche insediatesi nel Sinai e ai palestinesi dei Territori. Armi che passano di mano al confine eritreo dai militari asmarini a quelli sudanesi e che Assalom, diventato nel frattempo negoziante a Shegarab, aveva visto un giorno dell’ottobre 2012. Da ex militare capisce al volo chi c’è dietro al traffico. «Ho visto un pickup carico d’armi fuori da Shegarab proveniente dall’Eritrea e ho fatto l’errore di dire in giro che l’Eritrea e i Rashaida trafficavano anche in armi», ammette Assalom. La voce arriva a un ufficiale della sicurezza sudanese invaghitosi della moglie di Assalom che gli intima di tacere. Assalom propone al rivale un accordo: lui e la moglie partiranno da Shegarab se il graduato li aiuta a raggiungere Khartoum. Ma la coppia è ormai pericolosa. I militari sudanesi ed eritrei decidono di farla sparire. «Ci ha consegnati ai Rashaida che hanno portato me e la mia donna nel Sinai». Anche nel viaggio verso l’orrore Assalom ha un’altra conferma della complicità tra eritrei e sudanesi. «Il camion che ci trasportava era carico di kalashnikov e lanciarazzi, ne ho contati 16. Le armi venivano dall’Eritrea e dovevano essere consegnate ai beduini». E nulla passa dal confine senza il permesso dei militari eritrei e sudanesi. Alla fine di novembre l’uomo finisce vicino a El Arish, al confine nord con Israele, nelle mani della banda di Abu Suleiman che chiede un riscatto di 75mila dollari per lui e la moglie. Equivale a una condanna a morte. Nella casa Assalom condivide i maltrattamenti inflitti ai rapiti: botte, sprangate, abusi, stupri, bruciature con la plastica fusa. Il 13 gennaio 2013 assiste al brutale pestaggio di Mohamed, 27enne eritreo di Keren che non poteva pagare. Il giovane è a terra agonizzante. «A un certo punto - racconta - nella stanza dove eravamo incatenati è arrivato un medico che ci aveva visitato altre volte. Ma stavolta aveva una borsa frigorifera. Ha addormentato Mohamed e davanti a noi gli ha tolto le reni, poi le ha messe in un contenitore con il coperchio bianco. lo ha messo nella borsa frigorifera ed è andato via su un Land cruiser. I carcerieri hanno portato via quel poveretto mentre stava morendo. Non ho più saputo nulla di lui».
In cinque anni sarebbero morte nel deserto 8.000 persone, di cui 5.000 eritrei. Questa testimonianza è una conferma ulteriore di quello che i trafficanti hanno fatto loro. L’ex militare inaspettatamente viene risparmiato. I predoni si sbarazzano dei prigionieri più poveri anche rivendendoli ad altre bande. In questo modo si limitano i rischi e si dividono i proventi del traffico d’organi e di uomini. Assalom cambia così tre covi. La moglie, intanto, è riuscita a fuggire. «La sua famiglia aveva pagato una parte del riscatto e quindi lei era più libera. È riuscita a impadronirsi di un fucile, si è fatta liberare e si è consegnata alla polizia egiziana».
Per l’ex negoziante invece nessuno può pagare. A novembre gli ultimi banditi cui è stato venduto gli offrono la libertà in cambio dell’asportazione di un rene. Ma un raid dell’esercito egiziano distrugge il covo e mette in fuga i sequestratori. Poi il carcere a El Arish dal quale viene liberato, insieme ad  altre 45 persone, dall’ong Gandhi, che lo porta in Etiopia nel campo profughi di May Aini con la compagna. L’incubo è alle spalle. «Traffico di esseri umani Business da 32 miliardi»
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L'ODISSEA DEGLI ERITREI [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA SHARIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Orrore Sinai, i rapiti uccisi per gli organi
Paolo Lambruschi
12 febbraio 2014
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SENZA PATRIA NÉ DIRITTI
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MAGHREB IN FIAMME
Sono in Italia i 58 eritrei evacuati da Tripoli: «Trattati come nemici»
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10 marzo 2011
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Meriam è libera, il video del rilascio [ drammatico appello dei cristiani, AL BOIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.] Paolo M.Alfieri. 27 giugno 2014. Sembra essere al sicuro, almeno al momento, Meriam Ibrahim, la 27enne cristiana prima condannata a morte a Khartum per apostasia e adulterio, poi assolta da una Corte d’appello e quindi di nuovo fermata. La ragazza si è rifugiata nell’ambasciata Usa di Khartum. Lo ha fatto sapere, nella tarda serata di ieri, l’avvocato Muhanad Mustafa, uno dei legali della donna: «Meriam si trova all’ambasciata Usa in questo momento», ha detto l’avvocato, poco dopo la seconda scarcerazione della donna.
La notizia è arrivata alla fine di una giornata convulsa e ricca di incertezze. In serata fonti accreditate a Khartum avevano fatto sapere ad Avvenire che Meriam sarebbe stata rilasciata su cauzione e sarebbe stata ospitata, di lì a poco, nella rappresentanza diplomatica americana. Il marito della 27enne, Daniel Wani, ha la cittadinanza statunitense e proprio verso gli Stati Uniti (attraverso il Sud Sudan) Meriam stava tentando di imbarcarsi al momento del fermo di martedì. Per tutta la giornata di ieri si era sperato in un rilascio della donna. In mattinata l’associazione Sudan Change Now, secondo quanto riportato da Italians for Darfur, aveva riferito della liberazione di Meriam e di un suo trasferimento in un luogo sicuro da parte dei servizi segreti sudanesi. Anche altre fonti di stampa avevano dato per avvenuta la scarcerazione. La notizia però è stata poi smentita ad Avvenire da Mohaned Elnout, a capo del collegio di difesa della donna, fino all’annuncio del rilascio in serata. Mercoledì il ministero degli Esteri sudanese ha convocato gli ambasciatori degli Stati Uniti e del Sud Sudan. I diplomatici di Juba hanno ammesso di aver consegnato a Meriam il «documento di viaggio di emergenza» con il quale la donna intendeva imbarcarsi per il Sud Sudan. Le autorità di Khartum hanno condannato il tentativo di Washington di facilitare la partenza di Meriam, considerandolo una violazione delle leggi sudanesi sull’immigrazione. Il portavoce del ministro degli Esteri, Abu Bakr al-Sideeg, ha detto che Meriam avrà la piena libertà di viaggiare nel momento in cui seguirà le dovute procedure legali e avrà i documenti di identificazione in regola. Secondo al-Sideeg, a Meriam non poteva essere rilasciato il «documento di viaggio di emergenza» da parte dell’ambasciata sud sudanese, in quanto non è cittadina del Sud Sudan, Paese di cui è invece originario il marito. Anche il ministro dell’Informazione, Ahmed Bilal Osman, ha sottolineato che, per espatriare, Meriam avrebbe dovuto utilizzare un passaporto rilasciato da Khartum. «Il problema è tutto qui – ha osservato il ministro – ha usato un documento straniero per viaggiare, e tutto ciò è illegale». Poi lo stesso ministro ha aggiunto: «Sono sicuro che le cose si chiariranno, otterrà il passaporto e allora potrà viaggiare senza problemi». Il problema è evidentemente anche politico, vista l’enorme pressione internazionale che il regime di Khartum ha dovuto sin qui fronteggiare sulla vicenda. C’è chi ritiene, anche alla luce degli ultimi sviluppi, che la questione potrà chiudersi presto, forse già domenica, e che le autorità sudanesi stanno già preparando per Meriam il passaporto necessario per l’espatrio. Ma c’è anche chi ricorda che per aver infranto le leggi sull’immigrazione la donna rischia un nuovo processo e fino a sette anni di carcere. Forse un’esagerazione: ma mentre Meriam è di nuovo libera, si apre di fatto una nuova, delicata fase, in questa lunga partita diplomatica. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!
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Iraq, il drammatico appello dei cristiani, AL BOIA Abd Allah dell'Arabia Saudita.
27 giugno 2014. ​Iraq, cristiani in fuga da Qaraqosh. Qaraqosh è quasi una città fantasma. Più del 90% degli oltre 40mila abitanti, quasi tutti cristiani appartenenti alla Chiesa siro-cattolica, sono fuggiti negli ultimi due giorni davanti all'offensiva degli insorti sunniti guidati dai jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis), che sottopongono l'area urbana al lancio di missili e granate. Tra i pochi rimasti in città ci sono l'arcivescovo di Mosul dei Siri, Yohanna Petros Moshe, alcuni sacerdoti e alcuni giovani della sua Chiesa, che hanno deciso di non fuggire. Nel centro abitato, nelle ultime due giornate, sono arrivate armi e nuovi contingenti a rafforzare le milizie curde dei peshmerga che oppongono resistenza all'avanzata degli insorti sunniti. L'impressione è che si stia preparando il terreno per lo scontro frontale.
Nella giornata di giovedì, l'arcivescovo Moshe ha tentato una mediazione tra le forze contrapposte con l'intento di preservare la città dalla distruzione. Per il momento, il tentativo non ha avuto esito. Gli insorti sunniti chiedono alle milizie curde di ritirarsi. I peshmerga curdi non hanno alcuna intenzione di consentire agli insorti di avvicinarsi ai confini del Kurdistan iracheno. In questa situazione drammatica, l'arcivescovo Moshe attraverso l'Agenzia Fides vuole lanciare un pressante appello umanitario a tutta la comunità internazionale: “Davanti al dramma vissuto dal nostro popolo” dice a Fides l'arcivescovo, “mi rivolgo alle coscienze dei leader politici di tutto il mondo, agli organismi internazionali e a tutti gli uomini di buona volontà: occorre intervenire subito per porre un argine al precipitare della situazione, operando non solo sul piano del soccorso umanitario, ma anche su quello politico e diplomatico. Ogni ora, ogni giorno perduto, rischia di rendere tutto irrecuperabile. Non si possono lasciar passare giorni e settimane intere nella passività. L'immobilismo diventa complicità con il crimine e la sopraffazione. Il mondo non può chiudere gli occhi davanti al dramma di un popolo intero fuggito dalle proprie case in poche ore, portando con sé solo i vestiti che aveva addosso”. L'Arcivescovo siro cattolico di Mosul delinea con poche vibranti parole la condizione particolare vissuta dai cristiani nel riesplodere dei conflitti settari che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell'Iraq: “Qaraqosh e le altre città della Piana di Ninive sono state per lungo tempo luoghi di pace e di convivenza. Noi cristiani siamo disarmati, e in quanto cristiani non abbiamo alimentato nessun conflitto e nessun problema con i sunniti, gli sciiti, i curdi e con le altre realtà che formano la Nazione irachena. Vogliamo solo vivere in pace, collaborando con tutti e rispettando tutti”. l sacerdote siro cattolico Nizar Semaan, collaboratore dell'arcivescovo Moshe, spiega a Fides che l'appello “è rivolto anche a quei governi occidentali ed europei che spesso parlano dei diritti umani in maniera intermittente e interessata, sprofondando poi in un mutismo di comodo quando le loro operazioni e le loro analisi dei problemi del Medio Oriente si rivelano miopi e fallimentari. Per essere chiari, l'arcivescovo non chiede di risolvere la situazione mandando altre armi in Medio Oriente. Sono stati anche gli interventi armati occidentali a scatenare il caos pieno di sangue e violenza che fa soffrire i nostri popoli stremati”. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!

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http://cdn.ruvr.ru/2014/05/07/1504583235/9EN_01127463_0143.jpg [ Una sopravvissuta di Odessa: quella ucraina è la bandiera dei carnefici. La situazione creatasi nel Sud-Est dell’Ucraina e la fornitura di assistenza ai rifugiati sono stati i temi principali di una conferenza stampa tenutasi nella sede dell`Agenzia d'Informazione Internazionale «Rossiya Segodnya» con la partecipazione di rappresentanti della Camera Pubblica della Federazione Russa, nonché di sociologi, politologi e giornalisti ucraini.
L’incontro si è aperto con un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia di Odessa. L’attivista ed esponente pubblica Tatiana Gheorghieva ha vissuto in prima persona tutto l’orrore dell’accaduto il 2 maggio quando era all’interno della Casa dei Sindacati. La gente è stata avvelenata con un gas. Alcune persone, tra cui donne e vecchi, si lanciavano da sole dalle finestre. Laggiù giovani teppisti, armati di bastoni, erano intenti a dare colpi di grazia ai sopravvissuti. Nella Casa dei Sindacati sono arse vive 50 persone. L’arrivo delle Autoambulanze era bloccato, gli agenti della milizia non reagivano. Le squadre dei vigili del fuoco sono arrivate sul posto solo due ore dopo anche se l’unità antincendio più vicina si trova a soli settanta metri. Il Sindaco ad interim di Odessa Nemirovsky, si è limitato a seguire tranquillamente quello che, sta accadendo. Voglio dire che noi non lo dimenticheremo mai, sarà perdonato nessuno! Non è una situazione politica. Sono saliti al potere coloro che, io non ho eletto. Ora per noi la bandiera ucraina è una bandiera dei boia! Quanto al mio rientro in Ucraina, esso non rientra nei miei progetti finché, i nazisti sono al potere. Di simili rifugiati dall’Ucraina come Tatiana in Russia ce ne sono più di due mila e cinquecento. A sostenerli sono la Camera Pubblica della Federazione Russa e il centro di coordinamento per l’assistenza agli abitanti dell’Ucraina, appositamente costituito presso la Camera. Il suo vice Segretario Vladislav Grib ha detto: Nella sede del Servizio Federale per la migrazione vediamo cittadini che cercano rifugio in Russia e in Bielorussia. Sentiamo costantemente da loro delle storie raccapriccianti. Sono stati maltrattati solo perché parlano russo. Forniamo loro assistenza informativa e giuridica, nonché nella soluzione dei problemi esistenziali. Penso che sia necessario costituire un apposito Fondo di assistenza ai rifugiati ucraini. A proposito, il fatto stesso che i partecipanti ucraini alla conferenza siano arrivati a Mosca costituisce un motivo per il loro arresto. La giornalista Elena Raygorodetskaya ha fatto riferimento alle nuove leggi dello Stato Ucraino: Secondo le nuove leggi il fatto che noi, cittadini dell’Ucraina, ci troviamo qui può condurre ad una condanna penale. Per tutti i contatti con la Russia, se saranno considerati dannosi, per la statalità dell’Ucraina, sono previsti 15 anni di carcere. Il problema della possibilità di commentare gli avvenimenti ucraini sui mass-media occidentali, è un tema a parte. Il politologo ucraino Dmitry Gubin ha avvertito i giornalisti stranieri, che erano presenti alla conferenza, dell’inammissibilità della nota posizione secondo cui gli abitanti del Donbass vengono presentati come terroristi, mentre coloro che hanno sparato a Maidan – come eroi: Diciamo costantemente ai nostri amici americani ed israeliani: “Prima guardate chi uccide e chi viene ucciso, chi grida “Uccidi!” e chi fa finta che nulla accade”. Io invito i mass-media stranieri, rappresentati in questa sede: dite la verità! Parlante del fatto che a Kiev sta rinascendo l’ideologia del nazismo! Pensate un po’: ci chiamano dorifore e le reti tv da loro controllate – diclorvos per dorifore. Di che dialogo negoziale si può parlare? Il noto esponente politico israeliano del XX secolo Menachem Begin ebbe a dire che il dialogo è possibile solo con chi riconosce il tuo diritto all’esistenza. A noi, invece, è riservata solo la morte o l’esilio. Secondo i rappresentanti della Camera Pubblica della Federazione Russa, il dialogo negoziale è possibile anche dopo i tragici avvenimenti ad Odessa. Ma se le elezioni presidenziali, destinate a legittimare l’attuale potere, si terranno, il punto di non ritorno sarà oltrepassato! [[ Kiev fucila 10 militari ucraini pronti a schierarsi con i separatisti filorussi. La Nato rivuole la Guerra Fredda.  La Russia attribuisce a Kiev la responsabilità per la tragedia di Odessa ]] Ucraina, i separatisti filorussi accettano tregua fino al 30 giugno. Le forze armate delle Repubbliche Popolari separatiste di Donetsk e Lugansk promettono una tregua fino al 30 giugno, ha riferito oggi il premier autonomista di Donetsk Alexander Borodai dopo le consultazioni a Donetsk per l'allentamento delle tensioni nella parte orientale dell'Ucraina. "Abbiamo appreso che il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha deciso una tregua fino al 30 giugno: da parte nostra cessiamo le ostilità fino alla stessa data," - ha detto Borodai. Ha anche assicurato di impegnarsi nei prossimi giorni a rilasciare gli altri 4 osservatori dell'OSCE in arresto. Otto ispettori stranieri della missione OSCE in Ucraina erano stati precedentemente arrestati dai separatisti nella parte orientale del Paese. Oggi 4 di loro sono stati liberati. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. DRINK YOUR POISON MABE BY, YOURSELF, BURN: ROTHSCHILD, 666 BUSH 322 KERRY! BURN, IN JESUS'S NAME!

nulla è più spregevole del presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko, che, parla di dialogo e di pace, ma, che, continuamente, lui muove il suo esercito, in continuazione! [[ "Kiev sta circondando Slavyansk con l'esercito" 19:32. Le forze di sicurezza, coinvolte nell'operazione militare nella parte orientale dell'Ucraina, continuano a dispiegare uomini della Guardia Nazionale e dell'esercito nei pressi delle zone controllate dai separatisti a Slavyansk: in queste circostanze le forze indipendentiste non intendono rispettare la tregua, hanno dichiarato oggi i rappresentanti filorussi. Oggi la stampa, riferendosi ad una fonte nella diplomazia europea, ha comunicato che il presidente ucraino Petro Poroshenko ha deciso di estendere il cessate il fuoco nella parte orientale del Paese per 72 ore. Poroshenko stesso più tardi ha riferito che la decisione sulla tregua verrà presa in seguito, previa consultazione con le forze di sicurezza al suo ritorno a Kiev.
 http://italian.ruvr.ru/news/2014_06_27/Kiev-sta-circondando-Slavyansk-con-lesercito-7795/